Sanità, trenta parlamentari pd spingono per Oliverio commissario

ROMA Trenta parlamentari del Pd si sono fatti promotori di un’interpellanza al governo, affinché il ministero della Salute possa al più presto intervenire sull’ufficio del commissario per l’applicazione del Piano…

ROMA Trenta parlamentari del Pd si sono fatti promotori di un’interpellanza al governo, affinché il ministero della Salute possa al più presto intervenire sull’ufficio del commissario per l’applicazione del Piano di rientro.
I parlamentari – eletti in Calabria e in tutto il territorio nazionale e con primo firmatario Ernesto Magorno, segretario regionale Pd Calabria – prendono spunto da un’intervista, rilasciata all’Ansa nei giorni scorsi dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin, nella quale la titolare del dicastero ha osservato che «i conti in questi anni sono migliorati, anche se le Regioni commissariate sono troppe. Ma se possiamo dire che i piani di rientro e i commissariamenti hanno funzionato sotto il profilo economico, lo stesso non può dirsi per le cure. Il punteggio minimo da raggiungere per essere adempienti è 160, ma dai primi risultati del 2015, anche se non ufficiali, sono ancora sotto soglia la Calabria, il Molise, la Puglia, la Sicilia e la Campania». 
Osservano, allora, i parlamentari dem nell’interpellanza che: «In tutte le Regioni commissariate si è assistito ad un peggioramento della performance.  La Calabria, con 147 punti, dopo sette anni di commissariamenti è ancora abbondantemente al di sotto della soglia minima dei Livelli essenziali di assistenza. Il sistema sanitario non è più in grado di garantire, in molte aree della Calabria, l’universalità del diritto di cura della salute. Si registrano pesanti inefficienze e un sensibile abbassamento degli standard di qualità e di sicurezza dei servizi ospedalieri e territoriali. Il presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio – aggiungono i parlamentari del Pd – ha osservato che tali dichiarazioni confermano le preoccupazioni e le analisi da mesi sostenute dalla Regione. Le gestioni commissariali si sono rivelate un vero e proprio fallimento. Lo stesso parziale risanamento economico è il frutto della fuoriuscita di circa 5mila operatori dal sistema sanitario calabrese. E ciò dimostra che non è stato messo in campo nessun processo di risanamento e riorganizzazione strutturale. Non è stato raggiunto l’obiettivo del rientro dal disavanzo finanziario pregresso, l’Asp di Reggio Calabria, per esempio, ha ricevuto 250 milioni di euro e ha pagato solo 35 milioni, pari al 14 % delle somme trasferite, e non risultano misure di intervento adottate per superare le criticità». 
«In questa fase – è scritto all’interno dell’interpellanza – il pesante fallimento della gestione commissariale è connotato, inoltre, da una perdurante paralisi dell’attività dell’Ufficio del Commissario. Si manifesta, ormai in maniera insanabile, un contrasto tra la funzione del commissario e quella del suo sub, entrambi nominati dal governo nazionale; il sub commissario è diventato, tra l’altro, direttore generale del ministero della Salute. Una riprova di questo si è avuta recentemente con la bocciatura da parte del ministero della Salute del decreto n. 50/2017 adottato dal commissario ad acta della Regione Calabria Massimo Scura con cui viene autorizzata l’assunzione a tempo indeterminato di circa 600 figure, personale medico, tecnico, infermieristico e amministrativo, nelle Aziende sanitarie e ospedaliere della Regione. Il ministero ha infatti ritenuto che il decreto non può essere considerato valido in quanto non è stato sottoscritto dalla struttura commissariale nella sua interezza. Mancherebbe, in particolare, la sottoscrizione del sub commissario Andrea Urbani».
Dopo la premessa, i trenta parlamentari esprimono precise sollecitazioni, chiedendo: «Se il ministro, nel rispetto delle competenze regionali in materia, sia in grado di farsi promotore di un intervento di riforma, con la presentazione di un disegno di legge governativo che, modificando l’attuale vigente normativa in tema di piani di rientro e commissariamento delle Regioni inadempienti, preveda e disciplini misure in grado di attribuire nuovamente piena capacità decisionale alle Regioni, facendo salvo il controllo dello Stato sulle singole aziende sanitarie, ed il potere statale di commissariamento delle stesse di fronte a bassi standard di erogazione dei livelli di assistenza – ed ancora –    se il ministro, sempre nel rispetto delle competenze regionali in materia, sia in grado di verificare la legittimità dell’operato dell’attuale commissario della Regione Calabria, considerato, anche, che a consuntivo 2016, il bilancio regionale della sanità ha prodotto un debito pari a 54 milioni di euro e se, nella medesima direzione, possa intervenire per favorire la rapida messa a punto di un nuovo decreto commissariale diretto a consentire le 600 assunzioni di personale sanitario nella Regione necessarie anche per dare piena attuazione al piano di rientro;  se il ministro sia in grado di verificare per quale ragione il Consiglio dei Ministri ritenga di non applicare la norma che riconosce al presidente della Regione la sovranità del governo del servizio sanitario».







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