«Occhiuto come Attila per il centro storico di Cosenza» – VIDEO

COSENZA «Un sindaco che governa da ormai sei anni non può più prendersela con il passato. Nella fase Occhiuto Cosenza è stata marginalizzata. È una città che ha perso abitanti in…

COSENZA «Un sindaco che governa da ormai sei anni non può più prendersela con il passato. Nella fase Occhiuto Cosenza è stata marginalizzata. È una città che ha perso abitanti in controtendenza con le altre città: ci sarà un motivo per cui non è attrattiva?». Snocciola dati e mostra grafici Carlo Guccione, ex candidato a sindaco di Cosenza e consigliere comunale, che lunedì mattina ha convocato una conferenza stampa in un hotel cittadino per evidenziare le criticità («tante») del Psc (Piano strutturale comunale) in via di approvazione da parte del consiglio comunale di Cosenza. Assieme a lui il capogruppo Pd in Consiglio per «fare una operazione verità perché – spiega – questo Psc rischia ancora una volta di marginalizzare Cosenza». Perché dopo sei anni di amministrazione Occhiuto – per Guccione – la città dei Bruzi ha accumulato tanti dati negativi: «Cosenza ha il più alto tasso di degrado edilizio e, sul piano demografico, ha una forte presenza di anziani. Noi abbiamo adottato – che non vuol dire approvato – il Psc ma annuncio che faremo delle osservazioni perché c’è qualcosa che non va. Il sindaco sta diventando come Attila: dove passa lui stanno abbattendo i palazzi mi riferisco al centro storico. Il Piano prevede che nel centro storico possano andare a vivere 652 abitanti. È possibile un Psc che guarda solo a Cosenza e non a uno sviluppo integrato dell’area urbana? È possibile fare come se Rende, Castrolibero, Montalto non esistessero?».
Un capitolo a parte merita la metro: «Nel suo programma la metropolitana non c’era. Nel mio sì. Così oggi Occhiuto ha fatto un passo indietro e ha fatto bene. Ma in campagna elettorale l’ha osteggiata per prendersi i voti di chi non la voleva. Però oggi si è detto sì a un’opera fondamentale per uscire dalla marginalizzazione». Altro punto nodale: il nuovo ospedale. «È pensabile fare un Psc e non includere il nuovo ospedale? Ma stiamo scherzando? Io l’ho definito “Psc interlocutorio”. Per me l’ospedale va costruito a Vaglio Lise, il sindaco in questa area nel Psc ha invece previsto il settore terziario. Abbiamo bisogno di scelte chiare che non sono più rinviabili. La città – ribadisce Guccione – è peggiorata e i dati sono impietosi. C’è contraddizione tra le cose che si dicono e le cose che si fanno. Poi sulla città unica, attenzione: non è una sommatoria di comuni. Non possiamo avere quattro politiche culturali, quattro raccolte dei rifiuti. La vera rivoluzione è far diventare questa area città universitaria. Il Psc non se ne occupa e ha una ricaduta negativa sul centro storico». Guccione torna poi sulla commistione tra il “suo” progetto politico e quello del primo cittadino: «In realtà Occhiuto sta realizzando il programma della Grande Cosenza, quindi dopo l’approvazione del nuovo ospedale la mia presenza in consiglio comunale non avrà più senso perché sarà stato realizzato già tutto. Ovviamente, su questo aspetto, il sindaco ha fatto bene a ricredersi». 
Damiano Covelli pone l’accento su alcuni aspetti particolari parlando oltre che da politico anche da “urbanista”: «Il Psc, in generale, cerca di dare un respiro per far crescere una determinata area. Ma qui non si verifica tutto ciò. Non vedo un’opera strategica. L’unica è quella della metro che non è attribuibile a Occhiuto. Ci poteva essere l’individuazione di un’area per il nuovo ospedale ma non c’è. In Consiglio ci è stato risposto – in particolare dall’architetto Occhiuto – che le opere strategiche previste sono l’ovovia, la Cittadella dello sport e il Museo di Alarico. Da lui ci saremmo aspettati di più. Parliamoci chiaro: Occhiuto non vuole la città unica. Noi vogliamo incontrare i cittadini e spiegare che Occhiuto è un bluff. Altro che città bellissima come la vede Occhiuto. Basta fare un giro e vedere che è piena di cumuli di spazzatura. Al 10 luglio è normale che non sia stata ancora fatta una disinfestazione?». Rispondendo alle domande dei giornalisti Covelli ipotizza probabili interessi in alcune zone specifiche della città. Ma su questo nessun riferimento preciso: «Lascio a voi giornalisti la valutazione». 
Guccione insiste: «Occhiuto in questi sei anni ha aggravato i problemi del passato». 

Mirella Molinaro
m.molinaro@corrierecal.it