Magno: «Il fallimento della sanità è targato Pd»

LAMEZIA TERME «Dopo più di due anni e mezzo di governo regionale il sistema sanitario calabrese presenta criticità rilevanti e problemi irrisolti: carenza di personale, mancato rispetto dei livelli essenziali…

LAMEZIA TERME «Dopo più di due anni e mezzo di governo regionale il sistema sanitario calabrese presenta criticità rilevanti e problemi irrisolti: carenza di personale, mancato rispetto dei livelli essenziali di assistenza (Lea) e servizi insufficienti fotografano la realtà presente, oggi, nei nostri ospedali. La notizia della mancata nomina del presidente Oliverio a commissario straordinario della sanità in Calabria, diversamente da quanto accaduto in Campania con De Luca, rappresenta solo la punta di un iceberg di un sistema ormai al collasso». È quanto afferma il consigliere regionale Mario Magno che aggiunge: «Il personale sanitario è numericamente insufficiente in quasi tutti gli ospedali calabresi e particolarmente critica è la situazione negli ospedali di Lamezia Terme e Soveria Mannelli all’interno dei quali l’Asp non ha provveduto a rinnovare i contratti in scadenza, creando disagi tra i pazienti». «La Calabria per superare questa fase stagnante e involutiva – precisa il consigliere regionale – deve essere messa nelle condizioni non solo di poter garantire le prestazioni sanitarie ai cittadini ma anche in tempi ragionevoli, attraverso l’abbattimento delle lunghe liste d’attesa. L’assunzione di nuovo personale è divenuta esigenza non più rinviabile. Il tanto discusso decreto 50, che prevede l’assunzione di circa 600 unità di operatori sanitari tra personale medico, infermieristico e amministrativi, può solo in parte rispondere al problema relativo alla cronica carenza di personale. Nonostante ciò rimane ancora oggi inapplicato a causa di contrasti sorti, per cavilli meramente burocratici, all’interno della struttura commissariale e tra la stessa struttura commissariale e la Regione Calabria. Quanto accaduto testimonia la presenza di una litigiosità perenne tra le parti, quasi considerata prioritaria rispetto alla salute dei cittadini. Alla stessa stregua sono sembrati i continui contrasti tra il presidente Oliverio e il commissario ad acta Massimo Scura che hanno caratterizzato questa prima metà di legislatura». 
«Il Partito democratico – sottolinea Magno – si assuma la responsabilità di questa gestione dissennata del sistema sanitario calabrese. Massimo Scura, infatti, è stato nominato dal governo Renzi e dal Partito democratico, Mario Oliverio è il presidente della Regione Calabria in quota Pd. Di cosa stiamo parlando se non di una querelle all’interno degli esponenti Dem?». «Il Partito democratico che governa a Roma e in Calabria – conclude Magno – vive una stagione di perenni contraddizioni interne: da una parte attacca la gestione commissariale della sanità nominata da Renzi e dal governo, dall’altra difende a spada tratta l’esecutivo nazionale assumendo, così, una posizione ambigua e indecifrabile. A pagarne le spese sono i cittadini calabresi che subiscono inerti le prese di posizione di una classe dirigente litigiosa, priva di idee e di azioni concrete a tutela della nostra regione».





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