Reggio, Mdp replica ai Gd: «Sudditi dei capibastone»

REGGIO CALABRIA «Apprendendo dalla stampa alcune dichiarazioni della segretaria dei Gd di Reggio Calabria, teniamo a fare chiarezza su diverse inesattezze da lei o da chi per lei riportate, che…

REGGIO CALABRIA «Apprendendo dalla stampa alcune dichiarazioni della segretaria dei Gd di Reggio Calabria, teniamo a fare chiarezza su diverse inesattezze da lei o da chi per lei riportate, che testimoniano come i Gd siano ormai distaccati dalla realtà e vivano in un universo parallelo governato da rabbia e ipocrisia». Così il coordinamento metropolitano provvisorio di Articolo 1 – Mdp Reggio replica alle dichiarazioni della segretaria dei Giovani democratici reggini, Katia Tripodo, che ha annunciato di aver scritto una lettera a Matteo Renzi per smentire i numeri sulle fuoriuscite dal Pd reggino.
«Sappiamo bene come l’opinione pubblica reggina e calabrese non abbia per niente dubbi – sostiene Mdp – nel riconoscere chi come noi, con passione ideale e spirito di sacrificio, si è sempre contraddistinto per una politica dal basso, partecipata e radicata nei territori, a favore dei più deboli e di una generazione sempre più in crisi, rispetto a chi ha sempre preferito alla partecipazione libera una sudditanza politica e culturale verso i capibastone locali del Pd, sfociando nella forma più drammatica della politica odierna, ossia quella del carrierismo cinico e della costruzione di un’elite ad esclusione di mondi e realtà con cui invece il centrosinistra e la nostra generazione ha una necessità profonda di confrontarsi».
«Innanzitutto ci sembra suggestivo che la polemica venga messa in campo proprio il giorno successivo al congresso nazionale della Federazione degli Studenti, nel corso del quale, con un documento presentato da Alex Tripodi, votato all’unanimità dall’assemblea, è stato rifiutato, rompendo così un legame storico, un accordo di lavoro tra l’associazione studentesca e l’organizzazione giovanile del Partito Democratico, cosa che sicuramente ha fatto male al segretario nazionale Gd e che ha fatto accanire i suoi sostenitori reggini. Secondariamente, ci tocca ricordare – prosegue il coordinamento metropolitano di Articolo 1 – come i 300 giovani tra ex iscritti ai Gd e simpatizzanti abbiano dimostrato continuamente la loro presenza attiva sul territorio metropolitano, in primis gli oltre 2000 tra giovani e studenti alle manifestazioni studentesche per rivendicare il diritto allo studio e alle iniziative varie sui temi dell’Europa, del lavoro, della scuole, dei trasporti e le diverse conseguenti campagne di mobilitazione in sinergia con sindacati, associazioni e realtà territoriali, tutte testimoniate dagli organi di stampa e dall’opinione pubblica. A questo punto ci tocca ricordare però come il gruppo dirigente dei Gd in questi anni si sia contraddistinto con sconfitte eclatanti ed un invisibile partecipazione a qualsiasi tipo di iniziativa sul territorio. Ci tocca informare la smemorata e poco informata pseudo segretaria Gd che evidentemente in questi anni ha partecipato alla vita della sua organizzazione giovanile solo “firmando” documenti stampa che qualche altro gli avrà dettato, che non solo le oltre 300 iscrizioni erano stato ratificate dal membro della commissione tesseramento Gd Martino ed inviate al segretario regionale tramite una mail, ma che soprattutto l’ufficio organizzazione nazionale di Articolo 1-Mdp ha già da tempo validato l’iscrizione di oltre 300 giovani presenti sul territorio metropolitano, che dopo l’abbandono al Pd sono anche aumentati».
«La segretaria dei Gd, anziché scrivere a Renzi per questioni materiali di tessere e correnti, avrebbe fatto meglio a parlare di valori, idee, programmi ed azioni. Ma si dimostrano “vecchi”. Quindi lontani da quella generazione di giovani che, a causa dei diversi provvedimenti ispirati da un liberismo sempre più dilagante, non ha una scuola che li sa formare, che nelle migliori situazioni sono costretti a vivere un mondo del lavoro che li sfrutta e li rende precari, che nella peggiore non ha altra via che partire dal Sud o dall’Italia, eccetera. “Vecchi” perché pensano a congressi a tavolino e non alla democrazia interna al proprio movimento, a fare carriera legandosi a questo o quell’altro esponente e non ad avanzare un qualcosa che migliori le condizioni di migliaia e migliaia di loro coetanei. Coetanei che li stanno abbandonando sempre più, come testimoniano le poche occasioni politiche dei Gd, caratterizzate da basse presenza ed un’età media altissima. Noi di Articolo 1-Mdp – è la conclusione – non pensiamo ai numeri. Sappiamo di essere in tanti, ma non badiamo a confronti. A differenza di qualcuno, noi abbiamo comunicato il nostro essere tanti non per fare stupide competizioni, ma per testimoniare la nostra discontinuità e dimostrare come ci sia un popolo che vuole tornare a camminare sul sentiero della sinistra».

 

 





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