Il Tar dà ragione a Scura sull’accordo con l’Inps

LAMEZIA TERME Il ricorso della Regione Calabria «appare manifestamente infondato», per questo il Tribunale amministrativo regionale ha rigettato le contestazioni con cui gli avvocati della Cittadella avevano chiesto l’annullamento del…

LAMEZIA TERME Il ricorso della Regione Calabria «appare manifestamente infondato», per questo il Tribunale amministrativo regionale ha rigettato le contestazioni con cui gli avvocati della Cittadella avevano chiesto l’annullamento del decreto 86/17 del commissario ad acta per il Piano di rientro dai disavanzi del settore sanitario. Il provvedimento, vergato lo scorso 24 maggio dal commissario Massimo Scura e dall’allora subcommissario Andrea Urbani, riguarda un Protocollo d’intesa tra I’Inps e la Regione Calabria per l’affidamento delle funzioni relative all’accertamento dei requisiti sanitari in materia d’invalidità civile.
In sostanza il Tar ha rilevato che il protocollo in questione, adottato dalla struttura commissariale e dall’Inps in via sperimentale e per la durata di un anno, «per un verso riguarda attività che rientrano tra quelle che mirano alla salvaguardia dei livelli essenziali delle prestazioni (e ciò anche nell’ottica – evincibile dalla recente novella legislativa – di introdurre un regime di accertamento delle invalidità unitario e valevole su tutto il territorio nazionale) e, per altro verso, consente un risparmio di spesa, per come evidenziato nelle difese della struttura commissariale, mediante la produzione di attestazioni di costo provenienti dalle varie Aziende sanitarie della Calabria».
I giudici amministrativi, inoltre, in merito all’ordinanza – allegata al ricorso dagli avvocati della Regione – con cui il Consiglio di Stato ha bocciato la convenzione della struttura commissariale con Agenas, osserva che il provvedimento, in realtà, «lungi dal sancire l’incompetenza del commissario ad acta alla stipula di convenzioni con enti terzi, pone in dubbio la possibilità che una convenzione stipulata tra questi ed Age.Na.S., per lo svolgimento di attività a supporto delle Regioni sottoposte piano di rientro, possa intervenire a titolo oneroso e non debba essere, viceversa, a titolo necessariamente gratuito, essendo dette attività ricomprese nel novero delle competenze, dei compiti e degli obblighi assegnati ad Age.Na.S. dalla legislazione relativa ai piani di rientro dai disavanzi del settore sanitario».

s. pel.







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