«Cardiochirurgia di Catanzaro si è adeguata alla legge»

CATANZARO «La terapia intensiva della Cardiochirurgia del policlinico universitario di Catanzaro si è finalmente adeguata alle norme di legge, con ambienti, strumenti e personale dedicati ai soli pazienti del reparto». Lo afferma,…

CATANZARO «La terapia intensiva della Cardiochirurgia del policlinico universitario di Catanzaro si è finalmente adeguata alle norme di legge, con ambienti, strumenti e personale dedicati ai soli pazienti del reparto». Lo afferma, in una nota, la deputata M5S Dalila Nesci, a seguito di una specifica ispezione in sede, la terza in ordine di tempo, compiuta nella tarda mattinata di oggi alla presenza di uno dei suoi consulenti tecnici.
«Ora – prosegue – per i malati che lì subiscono interventi al cuore non vi sono più condizioni strutturali di rischio infettivo. Si tratta di un risultato del Movimento 5 stelle, frutto di una lunga quanto ostacolata battaglia compiuta insieme al collega deputato Paolo Parentela, iniziata nel giugno 2015 a seguito delle denunce di morti per sepsi batterica fatte nel 2013 dal compianto professor Attilio Renzulli, che più volte chiese senza ascolto quell’adeguamento oggi avvenuto e pagò un prezzo altissimo per il suo coraggio, per il senso di grande responsabilità dimostrato da medico e da primario. Devo ricordare tutti gli attacchi e gli insulti che subimmo per anni insieme a Parentela. Centrodestra e centrosinistra ci dissero senza argomentare che volevamo la chiusura della Cardiochirurgia del policlinico universitario, ci accusarono di strumentalizzare e di volere il male di Catanzaro».
«Se oggi – conclude Nesci – i pazienti di quel reparto hanno oggettive condizioni di sicurezza, questo si deve soltanto alla costanza, alla tenacia e all’autonomia del Movimento 5 Stelle, che ha dovuto combattere contro un intero sistema della menzogna, politico, burocratico e in parte mediatico. Lo sforzo incessante di Renzulli non è stato vano. Mi auguro che la Procura di Catanzaro concluda presto l’indagine sulle eventuali responsabilità penali dell’intera vicenda».







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