Miracolati, capistazione e dame di carità nel “treno dei desideri” di Renzi

Un futuro da capostazione non era certo tra i sogni segreti di Ernesto Magorno ma nella vita, soprattutto se scegli di fare politica, può capitarti anche questo.(Ri)arriva Matteo Renzi, in…

Un futuro da capostazione non era certo tra i sogni segreti di Ernesto Magorno ma nella vita, soprattutto se scegli di fare politica, può capitarti anche questo.
(Ri)arriva Matteo Renzi, in Calabria le ha provate tutte: via mare, con l’autobus, in macchina, con l’aereo. Sempre problemi. Ci riprova in questi giorni col suo convoglio su rotaie: “destinazione Italia” ma non per questa via, caro Renzi. In Calabria i tuoi alfieri ne hanno fatte di cotte e di crude. Troppe per sperare nel perdono degli elettori, ragione per la quale devi solo augurarti che i voti della Calabria non siano determinanti per il tuo futuro da leader, altrimenti saranno dolori.
E dolori saranno per il capotreno Magorno e tutta questa montante marea di aspiranti macchinisti e anelanti bigliettaie. Nelle varie stazioni infatti, più che i calabresi Renzi incontrerà quanti sono a scalciare e sgomitare per una riconferma a Palazzo Madama o a Montecitorio. Altro che bagno di popolo e incontro con la gente: alla stazione Centrale di Reggio sotto la pensilina troverà ad attenderlo Angela Marcianò, che ha fortemente voluto nella segreteria nazionale, ma si imbatterà anche nel sindaco Giuseppe Falcomatà. Che la Marcianò ha allontanato in malo modo dalla sua giunta. Scatterà le foto Attilio Morabito, che appena ieri faceva la spola con Malta per conto di Scopelliti del quale era fedele fotoreporter personale. E ci saranno i consiglieri regionali Sebi Romeo, Mimmo Battaglia, Giuseppe Neri, i deputati Demetrio Battaglia e Sebastiano Barbanti.
Il meglio del meglio sarà ad attenderlo a Capo Vaticano che già prima dell’avvento di Brunello Censore e di Michele Mirabelllo veniva appellata come “Costa degli dei”. E anche qui, Matteo, occhio alla telecamere e agli scatti rubati.
Un amarcord tra vecchi e nuovi gerarchi che si interrompe solo a Catanzaro Lido, dove il Pd ha limitato l’invito ai «cittadini che intendono incontrare il segretario nazionale del Pd». Già a Cirò si riprende con il deputato Nicodemo Oliverio che farà da anfitrione mediando tra l’ortodossia dell’ex parlamentare Franco Laratta e la disinvoltura della figlia d’arte Flora Sculco.
Tappa anche alla stazione ferroviaria di Sellia Marina, una sorta di scalo tecnico visto che nessuno è riuscito a dare a tale tappa una valenza politica.
Ma è a Paola che il capotreno Magorno ha convocato lo stato maggiore dell’esercito dem in Calabria. San Francesco, che tra i suoi miracoli colloca anche un attraversamento stabile dello Stretto… su mantello ma non è riuscito a far funzionare il trasporto su rotaia, dovrà sorbirsi la presenza intorno a Matteo, di ben altri miracolati della politica: da Magorno a Mario Oliverio passando per Guccione, Bevacqua, Aieta, Iacucci fino alla dame di carità Enza Bruno Bossio e Stefania Covello.
E meno male che non doveva essere un tour politico.
Poi tutti a casa, ognuno canticchiando un motivetto diverso ma pur sempre restando in tema. Matteo Renzi ripartirà per Roma, prepara nuovi agguati al “suo governo” e intanto riecheggia Celentano: “…azzurro il pomeriggio è troppo azzurro (colore berlusconiano, ndr) e lungo per me…
Anche Coniglio mannaro, il buon Magorno, canticchia lo stesso motivetto ma lo paralizza, pensando a Matteo: “…mi accorgo di non avere più risorse senza di te…”. Si ritroveranno, Ernesto e Matteo, nel passaggio successivo: “… ma il treno dei desideri nei miei pensieri all’incontrario va”.
Restano i calabresi, quelli che hanno creduto in Renzi e quelli che non hanno mai creduto nei renziani. Anche per loro c’è un motivetto da canticchiare grazie al buon Paolo Conte:

… Il treno va
scomparirà
sulle sue ruote rotonde
dietro alle nuvole bionde…
Io sono qua, rimango qua
in questa ruggine densa
come qualcuno che pensa… a un treno…

direttore@corrierecal.it







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