“Magna Graecia”, De Sarro raccoglie la sfida

CATANZARO Giovambattista De Sarro è ufficialmente il nuovo rettore dell’Università “Magna Graecia” di Catanzaro. L’ormai ex preside della facoltà di Farmacia dell’ateneo catanzarese è stato insignito della medaglia del rettore…

CATANZARO Giovambattista De Sarro è ufficialmente il nuovo rettore dell’Università “Magna Graecia” di Catanzaro. L’ormai ex preside della facoltà di Farmacia dell’ateneo catanzarese è stato insignito della medaglia del rettore da Aldo Quattrone, rettore uscente, al termine di una lunga cerimonia che si è tenuta nel corso della mattinata di martedì presso l’auditorim del campus “Salvatore Venuta”.
In una sala gremita di rappresentanti istituzionali, militari e civili e di docenti e studenti (tra gli altri, erano presenti il sindaco di Catanzaro Sergio Abramo, l’arcivesco Vincenzo Bertolone, il vicepresidente della Giunta regionale e docente dell’ateneo Antonio Viscomi, i consiglieri regionali Tonino Scalzo ed Enzo Ciconte, il presidente della Provincia di Catanzaro Enzo Bruno, i rettori degli atenei di Cosenza e Reggio Calabria, Gino Crisci e Pasquale Catanoso, il commissario ad acta per il Piano di rientro sanitario Massimo Scura) la cerimonia si è aperta nel ricordo proprio del fondatore dell’ateneo, Salvatore Venuta, attraverso la consegna di una targa al professore Francesco Tassone, oncologo e allievo di Venuta.
Il commosso ricordo di Quattrone e Tassone alla memoria di Venuta ha anticipato la relazione del rettore uscente sui sei anni della sua gestione.
Secondo i numeri forniti da Quattrone, nei sei anni di amministrazione che si sono appena conclusi, l’ateneo catanzarese è riuscito – unico caso tra le università del Mezzogiorno – a vedere incrementata la propria quota di finanziamento ordinario dal Miur facendo segnare un considerevole +30%. Un dato positivo che fa il paio con l’incremento del numero di iscritti proprio mentre, negli ultimi dieci anni, gli atenei del Sud hanno perso circa 45mila iscrizioni, spesso in favore degli atenei del Nord.
Oltre ai dati quantitativi, anche quelli qualitativi servono a comprendere l’evoluzione dell’ateneo che oggi è al terzo posto nazionale nella graduatoria Tis che valuta il rapporto tra il numero dei docenti con un indicatore personale sulla qualità della ricerca (H-index) elevato e il numero totale dei docenti dell’ateneo. Davanti a Catanzaro solo la Normale di Pisa e la Sissa di Trieste.

Risultati a cui l’ateneo catanzarese ha affiancato anche investimenti in ricerca: circa 2000 tra ricercatori ed assegnisti post-doc hanno trovato collocazione presso l’Umg, per un investimento complessivo di 44 milioni di euro di fondi universitari. A questi, si aggiungono i 70 milioni di euro che l’ateneo ha ottenuto partecipando ai bandi europei. 
A questi dati, si aggiunge – come ha sottolineato nel suo intervento il presidente del Senato Accademico, Francesco Saverio Costanzo – l’elevato numero di ricercatori e assegnisti che negli ultimi anni, grazie alla qualità del lavoro svolto nei laboratori dell’Umg sono riusciti ad ottenere l’abilitazione scientifica nazionale a docente di seconda fascia. Un elemento che affiancato all’elevata percentuale di turnover dell’ateneo – pari al 110%, il più alto in Italia, grazie al quale l’università “Magna Graecia” può permettersi di assumere un docente per ogni insegnante che va in pensione – consente all’ateneo di guardare con fiducia al futuro in tema di continuità formativa.
Questa l’eredità raccolta dal neo rettore De Sarro, che si è detto però pronto alla sfida: «È un’eredità bella ma pesante, che non sarà facile da mantenere. Sono però determinato a migliorare ancora di più l’efficacia e l’efficienza dell’ateneo. Dovremo adeguare ai tempi i processi formativi permettendo ai giovani di ottenere competenze specifiche a rispondere alle domande del mercato del lavoro globale. Perché ciò avvenga dovremo migliorare nell’internazionalizzazione ad esempio, incrementando i contatti con le università del resto del mondo».
Sul rapporto tra ateneo e città, De Sarro, ha sottolineato «Quanto all’integrazione con la città, solo oggi vedo finalmente qualche cantiere dopo che già 10 anni fa l’allora sindaco Rosario Olivo parlava di un collegamento fisico tra la città e l’ateneo: mi auguro che qualcosa si concretizzi a a breve. Un’altra facoltà in centro città? Abbiamo già Sociologia e l’Alta Formazione: se riusciamo con l’accordo degli studenti, dei professori e di tutti gli attori in gioco a portare qualche altro corso, lo faremo. Ma ribadisco: solo con l’accordo di tutti».

Alessandro Tarantino
a.tarantino@corrierecal.it







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