Treni, statale 106 e banda larga: le priorità di Renzi

CATANZARO La penultima tappa calabrese del treno di Matteo Renzi, la stazione di Catanzaro Lido, ha permesso al segretario nazionale di affrontare il tema delle infrastrutture. Sulla scorta del lungo elenco…

CATANZARO La penultima tappa calabrese del treno di Matteo Renzi, la stazione di Catanzaro Lido, ha permesso al segretario nazionale di affrontare il tema delle infrastrutture. Sulla scorta del lungo elenco snocciolato dal governatore Mario Oliverio in merito agli interventi regionali sulla tratta ferrata, Renzi ha sottolineato come, sebbene gli investimenti siano stati consistenti, è necessario ancora lavorare affinché le distanze interne siano accorciate: «Da Capo Vaticano, in treno, ci sono volute più di tre ore per arrivare a Cirò Marina. È ingiusto che da Firenze, nello stesso tempo, si possa andare e tornare da Roma o da Milano: non è giusto che ci siano viaggiatori di serie A e di serie B. Allora, arrivato qui per salutare gli amici del capoluogo di regione, mi sembra giusto sottolineare il lavoro del governo regionale. Parliamoci chiaro: lo sappiamo bene che i risultati di questi interventi li vedremo tra qualche anno, così com’è stato per la Salerno-Reggio».


 
Programmazione e interventi, secondo Renzi, devono muoversi secondo linee precise: «Ci sono tre linee di finanziamento fondamentali: 500 milioni di investimento per i treni calabresi sono una cifra enorme ma sono il minimo per la Calabria. Due: è fondamentale che partano i cantieri per la nuova SS 106. Dal treno abbiamo sentito l’amministratore delegato di Astaldi il quale ci ha rassicurato che i cantieri saranno pronti dai primi mesi del nuovo anno. Terzo: accanto al lavoro su treni e strade, è necessario lavorare sulla banda larga. I 700 km di costa sono meravigliosi, ma le aree interne non possono essere abbandonate, la Calabria non può permettersi che si spopolino. La banda larga che il governo regionale ha finanziato è, in questo senso, fondamentale. Insomma, al Sud abbiamo segnali incoraggianti come l’export, il turismo e le produzioni di qualità, ma ancora abbiamo da lavorare. E lo facciamo con l’entusiasmo di chi non ama stare chiuso nelle stanze del potere, ma ama stare in mezzo alla gente».


 
Sul convoglio del segretario nazionale del Pd, la cui campagna elettorale a ben vedere è partita a tutti gli effetti, c’erano i consiglieri regionali Tonino Scalzo ed Enzo Ciconte, il segretario regionale del Pd Ernesto Magorno, il governatore Mario Oliverio, i deputati Enza Bruno Bossio e Sebastiano Barbanti, il presidente della Provincia di Catanzaro Enzo Bruno, il segretario provinciale di Catanzaro “in pectore” Gianluca Cuda. Ad attendere il treno, invece, un centinaio di persone tra simpatizzanti e iscritti del Pd provenienti da diversi circoli della provincia di Catanzaro e alcuni sindaci.

Come in altre tappe del suo viaggio, Renzi è stato accolto da qualche contestazione: a protestare fuori dalla stazione alcuni manifestanti tra i quali degli attivisti del Movimento 5 Stelle. Tra questi anche l’ex candidata sindaco di Catanzaro Bianca Laura Granato.
Prima di ripartire, infine, Renzi ha schivato la domanda sul tema caldo della legge elettorale, sulla quale il Governo Gentiloni ha posto la fiducia anche al Senato: «Noi siamo sempre dalla parte del governo. Sempre».

Alessandro Tarantino
a.tarantino@corrierecal.it






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