Sanità in catene, ma il dg dell’Asp si autopremia: 30mila euro

CATANZARO Mentre il governatore minaccia di incatenarsi davanti a Palazzo Chigi per protestare contro la «drammatica» gestione della sanità calabrese, i suoi manager sembrano avere altre e più concrete preoccupazioni….

CATANZARO Mentre il governatore minaccia di incatenarsi davanti a Palazzo Chigi per protestare contro la «drammatica» gestione della sanità calabrese, i suoi manager sembrano avere altre e più concrete preoccupazioni. Tipo autoassegnarsi premi e benefit a più zeri. È il caso del direttore generale dell’Asp di Catanzaro, Giuseppe Perri. Il presidente della Regione è impegnato in un estenuante braccio di ferro con il governo perché il commissariamento del settore è il male assoluto? Perri, nominato dalla politica, cioè dallo stesso Oliverio, non se ne cura più di tanto e procede invece a firmare un atto con il quale si autoriconosce un «compenso aggiuntivo» di circa 28mila euro (27.870,08, per la precisione). Il dg, però, non pensa solo a se stesso, perché il premio è stato assegnato anche agli altri due membri – uno dei quali da poco dimissionario – della struttura di vertice dell’Azienda, il direttore sanitario Carmine dell’Isola e il direttore amministrativo Giuseppe Pugliese. A ognuno di loro è stato riconosciuto una retribuzione extra di 8mila euro.

LA DELIBERA Com’è possibile premiare economicamente i manager di un settore in crisi perenne, dove i livelli essenziali di assistenza non vengono garantiti e la mobilità passiva cresce, in cui i servizi sono al di sotto degli standard europei? C’è una motivazione: Perri e la sua squadra hanno raggiunto, seppur parzialmente, gli «obiettivi». Chi lo afferma? Il dante causa dello stesso dg, Mario Oliverio. Lo stesso governatore che a Roma dice che la sanità è al collasso e che a Catanzaro sostiene che vada tutto bene.
Con una delibera dello scorso 12 ottobre, infatti, la giunta regionale ha riconosciuto che Perri, nei suoi primi 18 mesi di incarico, ha raggiunto il 74,95% degli obiettivi. 
La procedura inizia a luglio, quando l’esecutivo Oliverio dà «mandato» al dipartimento Tutela della salute «di avviare le procedure di verifica dei primi diciotto mesi dell’incarico per i direttori generali delle Aziende provinciali di Catanzaro, Cosenza e Vibo Valentia e delle Aziende ospedaliere di Cosenza e Reggio Calabria». Significa che, oltre a Perri, da qui a poco tempo tanti altri manager di una sanità disastrata potrebbero ricevere un premio in denaro per i risultati raggiunti. 
Quanto al dg dell’Asp di Catanzaro, dopo la ricognizione del dipartimento e le personali «osservazioni sulla valutazione espressa», la sua attività di gestione è stata ritenuta «superata in modo soddisfacente ai fini della riconferma nell’incarico». 
È, a ben guardare, la politica che valuta i suoi stessi prodotti, dal momento che – come ricorda lo stesso Perri nella sua delibera –, «in assenza di criteri e sistemi di valutazione della Conferenza delle Regioni», la Cittadella guidata da Oliverio «ha svolto non solo l’attività di vigilanza ordinaria sulle Aziende sanitarie, ma anche l’attività di valutazione dei risultati». 
E così a Perri, con l’atto firmato il 6 novembre, non è rimasto altro da fare se non prendere atto del giudizio della giunta e autoliquidarsi il compenso aggiuntivo.

SOSPESO Un premio che Perri ha riconosciuto anche a Giuseppe Pugliese, l’ex dirigente amministrativo di recente coinvolto in due diverse inchieste giudiziarie. Il manager, dimissionario a ottobre, è tra le 9 persone coinvolte nell’indagine che ha fatto luce su un presunto sperpero di fondi, cofinanziati dalla Commissione europea, concessi all’Asp di Catanzaro per la partecipazione al progetto “Stopandgo”. Pugliese è stato interdetto per un anno dai pubblici uffici in quanto si sarebbe adoperato affinché la dirigenza dell’Azienda non denunciasse all’autorità giudiziaria gli altri indagati.
L’ex direttore amministrativo è anche accusato di corruzione in atti giudiziari e falso ideologico in un’altra inchiesta condotta dalla Guardia di finanza. Secondo gli investigatori, un funzionario del Nisa, Francesco Santoro, con il supporto del collega Francesco Lucia, avrebbe evitato l’iscrizione nel registro degli indagati di Pugliese che, a sua volta, avrebbe fatto di tutto per assumere la figlia del funzionario – con un contratto prima a tempo determinato e poi indeterminato – in un’azienda di Catanzaro. Il provvedimento ha portato alla sospensione immediata per un anno di Pugliese.
Secondo Perri, però, l’ex direttore amministrativo merita un premio in denaro per il contributo dato all’Asp.
Intanto Oliverio si prepara a incatenarsi a Roma, perché – come ha detto durante l’ultimo consiglio regionale – «non è possibile continuare così, l’istituto del commissario è stato deleterio».

Pietro Bellantoni
p.bellantoni@corrierecal.it





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