Tallini: «Manomissione d’atti con un ritardo di 70 giorni»

CATANZARO Sulla piena formazione e legittimità ad agire della Camera di Commercio di Catanzaro sembrano nascondersi anche delle inadempienze burocratiche riconducibili al governatore Mario Oliverio. Le solleva il consigliere regionale di minoranza…

CATANZARO Sulla piena formazione e legittimità ad agire della Camera di Commercio di Catanzaro sembrano nascondersi anche delle inadempienze burocratiche riconducibili al governatore Mario Oliverio. Le solleva il consigliere regionale di minoranza Domenico Tallini rimarcando come tutto nasca «dall’anomala estromissione di Paolo Abramo», sostituzione che vede la regia dal «peggiore presidente della storia che la Regione abbia mai avuto». Ma non c’è solo la stilettata politica. «Potrebbe esserci – dice il forzista – una manomissione di atti, se non addirittura un calcolato ritardo di 70 giorni nell’emissione di un decreto, dietro la brutta storia della Camera di Commercio. Sarebbe interessante sapere dal presidente Oliverio come mai il decreto n. 87 del 7 settembre scorso con cui veniva convocato per il successivo 17 settembre l’insediamento della nuova Camera di Commercio di Catanzaro ha impiegato ben 70 giorni prima di essere notificato agli interessati». Per Tallini il ritardo della notifica sarebbe da considerarsi tutto dall’entrata in vigore del 18 settembre della legge di riforma delle Camere di Commercio, legge che avrebbe garantito all’ente camerale di Catanzaro di dotarsi di un consiglio legittimo e democratico. «Le nostre perplessità –continua Tallini – sono alimentate anche da un secondo decreto, quello del 16 novembre, vale a dire solo 24 ore prima del legittimo insediamento della Camera, con cui la data della convocazione viene spostata al 28 novembre. Data in cui il commissario Sganga, professionista cosentino come già detto vicino alle posizioni del presidente Oliverio, si presenta all’insediamento del consiglio camerale per “notificare” la presunta illegittimità della seduta, poiché questa si sarebbe tenuta dopo l’entrata in vigore della riforma in data 18 settembre». Quindi il consigliere regionale si augura che il presidente chiarisca al più presto la situazione e aggiunge «Se Oliverio è estraneo a questa manovra, promuova subito un’inchiesta interna per stabilire chi e perché ha tenuto nascosto nei cassetti il decreto che avrebbe consentito l’elezione del nuovo presidente il 17 settembre». Fiducia incondizionata, non poteva essere altrimenti, a Daniele Rossi. «Vada avanti in questa battaglia di dignità poiché ha e avrà al suo fianco tutte le forze sane della nostra città e della nostra provincia, stanche di essere mortificate da quel gruppo di potere che si annida nel palazzo della cittadella regionale. E comunque, a prescindere da quello che farà il presidente Oliverio, il sottoscritto inoltrerà un’interrogazione urgente finalizzata a conoscere le ragioni per cui un decreto così importante, anche per le forze economiche della Calabria, sia pervenuto con 70 giorni di ritardo».





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