Incendio all’auto dell’ex assessore, tutti gli interrogativi politici

CATANZARO L’atto intimidatorio subito dall’ex assessore all’Ambiente di Catanzaro, Giampaolo Mungo, oltre a scuotere l’opinione pubblica dal punto di vista della cronaca, solleva una vicenda politica mai del tutto chiarita….

CATANZARO L’atto intimidatorio subito dall’ex assessore all’Ambiente di Catanzaro, Giampaolo Mungo, oltre a scuotere l’opinione pubblica dal punto di vista della cronaca, solleva una vicenda politica mai del tutto chiarita. È innegabile, infatti, che l’incendio dell’auto di Mungo, avvenuto a poche settimane dal suo addio, non può che suscitare degli interrogativi. Nonostante il sindaco Sergio Abramo non abbia mai chiarito in Consiglio comunale la vicenda, infatti, la nota con cui Mungo annunciava, lo scorso 24 novembre, le sue dimissioni, riletta oggi assume contorni che meritano approfondimenti: «Giampaolo Mungo – si leggeva nel comunicato diffuso dal movimento Officine del Sud, fondato dall’ex consigliere regionale Claudio Parente e di cui Mungo è componente – ha chiesto espressamente di volersi dedicare all’azione politica di Officine del Sud, rinunciando all’incarico di assessore del Comune di Catanzaro, anche alla luce degli attacchi personali che sta subendo da quando ha assunto la delega all’Ambiente, attacchi dei quali lo stesso Mungo ha informato il consiglio direttivo, con puntualità e precisione, anche sugli aspetti più inquietanti che lo hanno fortemente prostrato e sui cui si riserva ogni azione».
Così, dopo l’incendio dell’auto di Mungo, l’attenzione politica sul caso è tornata ad alzarsi. A poche ore dal fatto, era arrivata la nota di solidarietà da parte di Officine del Sud. Trentasei ore più tardi, le parole del sindaco Abramo: «Ho sentito telefonicamente Giampaolo Mungo per esprimergli la mia solidarietà e la mia sincera vicinanza. L’atto intimidatorio perpetrato ai suoi danni è inqualificabile e inaccettabile. Ho molta fiducia nelle capacità degli investigatori – prosegue – che riusciranno, ne sono certo, a risalire agli autori e alle motivazioni di questo vile gesto. Mungo è stato un amministratore che non si è mai risparmiato per raggiungere obiettivi di interesse collettivo nei vari settori in cui è stato impegnato. Ho rispettato e comprendo la sua decisione di volersi dedicare al lavoro politico e le indicazioni che sono venute dal suo partito, ma non ho difficoltà a riconoscere che Giampaolo è stato un assessore efficace ed efficiente». Nessun’altra voce si è aggiunta al coro.
A sottolineare il silenzio è arrivato Nicola Fiorita, già candidato a sindaco per la lista “Cambiavento”, attraverso una nota diffusa su Facebook: «L’attentato che ha colpito l’ex assessore Giampaolo Mungo rappresenta un ulteriore passo indietro nella vita della nostra città, non avvezza tradizionalmente ad episodi così violenti. La condanna di questo gesto deve essere totale così come totale deve essere l’impegno delle forze dell’ordine per far luce su questa oscura vicenda. A Giampaolo Mungo, già colpito in questi mesi da gesti di ingiustificabile violenza, va tutta la mia solidarietà umana».
Fin qui, normale amministrazione, verrebbe da dire. Ma Fiorita non si limita alla solidarietà personale: «Dal punto di vista politico – prosegue il docente Unical – è indubbio che il mistero intorno alle sue dimissioni diventa sempre più fitto e che il sindaco Abramo, intervenuto solo a molte ore di distanza dal fatto con una dichiarazione stringata, dovrebbe spiegare una volta per tutte perché Mungo si è dimesso. Ma soprattutto, e sempre dal punto di vista politico, quello che colpisce è il rumorosissimo silenzio di tutte le forze, Officine del Sud esclusa, che compongono questa maggioranza. Che è successo tra Mungo e Forza Italia? Perché un amministratore che è stato in Giunta fino a pochi giorni fa viene lasciato solo dai suoi colleghi?».
A rincarare la dose, sempre attraverso Facebook, un altro consigliere di minoranza, Roberto Guerriero, che nel commentare il post di Fiorita, si chiede: «La domanda é perché Mungo non ha denunciato gli avvenimenti che lo hanno portato alle dimissioni?».
Lo partita politica ha avuto inizio, ora la palla è nel campo della maggioranza di Abramo.

catanAlessandro Tarantino
a.tarantino@corrierecal.it





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