Abramo: «Sanità catanzarese ancora allo sbando»

CATANZARO «Mi pare di capire, da quello che leggo, che l’improvvisata ed estemporanea riunione in Regione sull’emergenza pronto soccorso a Catanzaro non ha prodotto risultati apprezzabili. L’unica cosa positiva è che la…

CATANZARO «Mi pare di capire, da quello che leggo, che l’improvvisata ed estemporanea riunione in Regione sull’emergenza pronto soccorso a Catanzaro non ha prodotto risultati apprezzabili. L’unica cosa positiva è che la Regione, a più di sei mesi dall’ordinanza da me emanata e solo dopo la mia nuova presa di posizione, si è finalmente accorta che esiste un problema gravissimo all’ospedale “Pugliese”. Da quello che emerge dal comunicato della Regione, comunque, non si profilano soluzioni, anche perché i due direttori generali si sarebbero limitati a dire le stesse cose che dicono da mesi». Lo sostiene, in una dichiarazione, il sindaco di Catanzaro, Sergio Abramo. «Mi auguro invece che martedì prossimo, nell’incontro che abbiamo programmato originariamente previsto per lunedì – aggiunge Abramo – i management delle due Aziende arrivino con proposte concrete e con soluzioni condivise, soprattutto per quanto riguarda la possibilità che pazienti stabilizzati dal pronto soccorso possano essere ricoverati e assistiti anche al Policlinico universitario. Nessuno ha detto che il Policlinico è un albergo, ma è legittimo che la collettività si attenda delle risposte da una struttura pubblica importante e che assorbe consistenti risorse. Per quanto mi riguarda, auspico possano essere prospettate misure risolutive ed efficaci. Vanno esplorate tutte le possibilità per rendere il pronto soccorso del Capoluogo più funzionale ed efficace dal punto di vista organizzativo, riducendo i disagi per i pazienti e per gli stessi operatori». 
«Questa mia posizione, lo ribadisco – dice ancora il Sindaco – va anche in difesa dei lavoratori del Pronto soccorso (medici, infermieri, Oss) che sono costretti a lavorare in condizioni disastrose, con turni massacranti, privati di spazi e di tecnologie, spesso soggetti a forti pressioni. Agli operatori del pronto soccorso va tutta la mia stima e la mia considerazione perché sono loro stessi vittime di una situazione non più tollerabile. Ringrazio anche i tanti cittadini che mi hanno inviato centinaia di segnalazioni sia sulla bacheca sia sul profilo privato della mia pagina facebook. I loro racconti, al di là di qualche forzatura nei toni, sono stati molto utili per capire la drammaticità della situazione. Li sottoporrò all’attenzione dei management delle due aziende per capire assieme cosa bisogna fare per dare risposte alla collettività». 







Login

Welcome! Login in to your account

Remember me Lost your password?

Lost Password

error: Contenuto protetto