Le transazioni “a perdere” del Corap

CATANZARO Al Corap incentivi e transazioni vantaggiose non si negano (quasi) a nessuno. Specie a un gruppo di dirigenti che si sono guadagnati, da parte dei lavoratori scontenti, la qualifica…

CATANZARO Al Corap incentivi e transazioni vantaggiose non si negano (quasi) a nessuno. Specie a un gruppo di dirigenti che si sono guadagnati, da parte dei lavoratori scontenti, la qualifica di “fedelissimi” della commissaria straordinaria Rosaria Guzzo. Primo esempio: nei mesi scorsi vi abbiamo raccontato l’aumento delle spese legali per il consorzio che riunisce le vecchie Aree di sviluppo industriale calabresi. Il capitolo di spesa si gonfia? Bene, lo fa anche la retribuzione di Ernesto Scola, dipendente non dirigente, posto il 21 febbraio 2017 a capo dell’Area legale. Pur non essendo un manager del Corap, tra le pieghe del contratto collettivo aziendale, per Scola spunta la possibilità di ricevere «un superminimo riassorbibile pari alla differenza tra l’importo complessivo percepito dal dipendente e la retribuzione base del dirigente». Un  codicillo molto utile per il dipendente: la sua retribuzione lorda mensile è di 3.300 euro, grazie alla norma ne arriveranno 1.392 in più per quattordici mensilità (e comunque «per la durata dell’incarico di responsabilità dell’Area legale»).
Gli incentivi economici non finiscono qui. Una parte del personale tecnico ha ottenuto, infatti, sensibili aumenti grazie alla realizzazione delle “Opere di urbanizzazione primaria nell’agglomerato industriale consortile di Lamezia Terme”. L’importo dei lavori è di quasi due milioni di euro e fa scattare  incentivi interessanti per chi partecipa al progetto. La prima rata (da dividere tra responsabile del procedimento – a cui tocca una fetta di 3.600 euro –, collaboratori e progettisti) vale 11.925 euro e parecchi mal di pancia in azienda per i “delusi”. Tra questi delusi ce ne sarà certamente qualcuno a cui il management del Corap ha tagliato una serie di indennità extracontrattuali come deciso al termine di una riunione tra Guzzo, l’allora assessore regionale alle Attività produttive Carmen Barbalace e le rappresentanze sindacali. Si tratta delle «indennità di anzianità percepita dai dipendenti dell’ex Consorzio Asi di Vibo Valentia» e delle «indennità individuali percepite da quattro dipendenti dell’ex Consorzio Asi di Crotone». Che, sicuramente, l’avranno presa bene, visti gli aumenti distribuiti ad altri colleghi.   
Il consorzio spende per consulenze e bonus, non si fa mancare investimenti per la segnaletica ma fa risparmiare le aziende con le quali è in contenzioso. È il caso di Ecologia Oggi. L’esordio della transazione conclusa tra il Corap e l’azienda è di quelli bellicosi. La società lametina non ha pagato fatture per 86.142 euro per il diritto di superficie. Coprono i costi di sei anni (dal 2012 al 2017). E ci sono anche 42mila euro «per il servizio di gestione e manutenzione strade e impianti di illuminazione». Basta poco a ricomporre la controversia, con un corposo sconto per l’azienda. Che pagherà gli 86.142 per il diritto di superficie e 20mila per il servizio di gestione e manutenzione. Spariscono in un attimo gli interessi maturati negli ultimi sei anni e 22mila euro ai quali il Corap sceglie di rinunciare pur di non finire in Tribunale. Meglio pochi, maledetti e subito (ma è un subito che in realtà si trasforma in tre rate).
Pronta a rinunciare a una bella fetta di crediti; lesta ad accollarsi un debito che arriva dal passato. La gestione del consorzio mostra una doppia “generosità”. Il debito in questione è un’eredità del consorzio Asi di Reggio Calabria e ha come protagonista la società Iam, che, in forza di una convenzione intercorsa con il consorzio, era l’unico gestore dell’impianto di depurazione e unico fruitore della fornitura idrica erogata dalla Sorical. Un fruitore non troppo pronto a pagare le bollette, visto che all’appello mancano 331mila euro. Niente paura, il Corap è pronto ad accollarsi quel debito, con uno scontro di 30mila euro sugli interessi.
Prodigo di denari (almeno per la Sorical), non altrettanto con gli atti da pubblicare. Come spiegare altrimenti la lettera con la quale la commissaria chiede all’Anac (Autorità nazionale anticorruzione) se il Corap debba soggiacere alle leggi sulla trasparenza? Nella lettera firmata da Guzzo c’è un passaggio chiave: per enti come il Corap «sembrava emergere l’opportunità dell’applicazione delle norme in materia di trasparenza ma non l’obbligo puro e semplice». Insomma, il “consorzio dei consorzi” potrebbe pure scegliere quali documenti rendere pubblici e quali no. Un’opportunità niente male. (3 – Fine)

Pablo Petrasso
p.petrasso@corrierecal.it







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