«Censore tenta di usare Calabria Verde per campagna elettorale»

VIBO VALENTIA Usa l’ironia Wanda Ferro, consigliere regionale e aspirante deputata di Fratelli d’Italia, per stigmatizzare quello che lei stessa definisce il tentativo «strumentale» di trascinare nell’agone elettorale una «figura…

VIBO VALENTIA Usa l’ironia Wanda Ferro, consigliere regionale e aspirante deputata di Fratelli d’Italia, per stigmatizzare quello che lei stessa definisce il tentativo «strumentale» di trascinare nell’agone elettorale una «figura istituzionale di indiscutibile serietà e specchiata moralità» come il generale Aloisio Mariggiò, commissario straordinario di Calabria Verde. Nel mirino di Ferro c’è un’inizativa programmata per giovedì nell’entroterra vibonese, zona che rientra nel collegio elettorale che vede proprio l’esponente di FdI contrapposta al deputato del Pd Bruno Censore. «È previsto per domani nella scuola elementare di Fabrizia – scrive Ferro in una nota – un convegno sulla riorganizzazione aziendale di Calabria Verde. Oltre a quelli del sindaco di Fabrizia e di altri primi cittadini del comprensorio, e del commissario dell’azienda, generale Aloisio Mariggiò, il programma prevede – fa notare l’esponente di FdI – gli interventi del consigliere regionale del Pd Michele Mirabello e, per le conclusioni, del candidato alla Camera del centrosinistra Bruno Censore». Da qui l’evidente ricorso al sarcasmo della competitor di Censore: «Un tema, quello della riorganizzazione in atto all’interno di Calabria Verde, sul quale era evidentemente necessario un approfondimento urgente, per il quale non si poteva assolutamente attendere il 5 marzo, né rinunciare all’opportunità di avere il contributo scientifico di un esperto della materia quale l’onorevole Censore, che si è messo a disposizione togliendo tempo prezioso alla sua campagna elettorale sul territorio. Sono certa infatti – prosegue Ferro – che l’iniziativa non ha alcuna finalità elettorale, e che solo per le sue riconosciute competenze sui temi della forestazione le conclusioni sono state affidate a Censore. Sarebbe stato davvero di cattivo gusto trascinare strumentalmente il generale Mariggiò, figura istituzionale di indiscutibile serietà e specchiata moralità, in una manifestazione politica, approfittando della sua disponibilità a confrontarsi e a rendere conto pubblicamente del suo operato. Il centrosinistra – è la conclusione ironica – non arriverebbe a tanto, e sono certa che dopo il convegno gli organizzatori non avranno la sfacciataggine di andare in giro per i cantieri forestali con il pretesto di parlare della riorganizzazione della azienda, ma in realtà per sponsorizzare la candidatura alla Camera di Censore».







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