La Convenzione di Istanbul è uno strumento fondamentale

È di qualche settimana fa la notizia che il ministro del Lavoro, delle Politiche sociali e delle Pari opportunità, Elsa Fornero, alla presenza del vice segretario generale del Consiglio d’Europa,…

È di qualche settimana fa la notizia che il ministro del Lavoro, delle Politiche sociali e delle Pari opportunità, Elsa Fornero, alla presenza del vice segretario generale del Consiglio d’Europa, Gabriella Battaini-Dragoni, ha firmato a Strasburgo la “Convenzione di Istanbul sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne e la violenza domestica”, aperta alla firma degli Stati l’11 maggio del 2011. Un altro grande passo in avanti per le donne, che rappresenta il punto di inizio di una cultura nuova, diversa, nella quale vige tolleranza zero verso questo tipo di violenza. Si tratta in pratica di prevenire la violenza, di proteggere le vittime e di perseguire penalmente i loro aggressori con una “marcia in più” e cioè quella della sensibilizzazione esortando tutti i membri della società, e in particolare gli uomini e i ragazzi, a mutare atteggiamento, a un cambio culturale, un invito a riconoscere una maggiore uguaglianza tra donne e uomini, poiché è proprio la disuguaglianza e la disparità di dignità tra i sessi all`interno della società, la causa principale della violenza perpetuata ai danni delle donne. La nuova Convenzione identifica la violenza sulle donne quale violazione dei diritti umani e quale forma di discriminazione. La conseguenza diretta di questo riconoscimento è che la responsabilità sarà degli Stati membri se non riusciranno a garantire azioni determinate a prevenire tale violenza. Inoltre la Convenzione contiene la definizione di genere che propone una “distinzione tra uomini e donne non più unicamente basata sulle loro differenze biologiche, ma concepita anche secondo categorie socialmente costruite, che assegnano ai due sessi ruoli e comportamenti distinti”. Un aspetto, quest’ultimo, altamente innovativo che fa si che vengano riconosciute gruppi di donne e di ragazze che sono più esposte al rischio di subire violenze. In conclusione la Convenzione definisce una serie di reati importanti, quali la violenza fisica, la violenza psicologica, gli atti persecutori (stalking), la violenza sessuale, tra cui lo stupro, le molestie sessuali, il matrimonio forzato, le mutilazioni genitali femminili e l’aborto forzato e la sterilizzazione forzata. Dunque con questo provvedimento si vuole trasmettere un messaggio nuovo e incisivo che serva a indicare che la violenza contro le donne e la violenza domestica non dovranno più essere considerate un fatto privato, ma al contrario. In questi casi la condanna a una pena più severa nei confronti dell’autore di atti di violenza rappresenta l’inizio di un nuovo percorso.
La firma di questa Convenzione giunge in occasione della Giornata internazionale per l`eliminazione della violenza sulle donne che si celebra in tutto il mondo il 25 novembre. Oggi come non mai, si evidenzia una recrudescenza sul fenomeno della violenza che ha visto nel solo 2012 oltre 100 vittime. È ora di dire basta!

* Consigliera parità Provincia Reggio Calabria





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