Grassettopoli non è finita con il “no” della Regione

La giunta comunale di Caraffa dà il via libera allo schema di convenzione con ministero delle Infrastrutture e ditta. E ricorre al Tar contro i tecnici della Cittadella

CARAFFA Grassettopoli continua. Anche dopo la solenne bocciatura della “cementificazione” delle colline di Caraffa da parte della Regione (leggi qui), il Comune va avanti: replica al “no” della burocrazia della Cittadella e dà il via libera allo schema di convenzione con il ministero delle Infrastrutture e la ditta del gruppo Ligresti. L’atto è una risposta (quasi) a stretto giro al parere negativo emerso nella Valutazione ambientale strategica: arriva il 19 giugno scorso, poco meno di un mese dopo lo stop sancito dalla giunta regionale (ufficializzato il 22 maggio). 
La giunta di Caraffa (erano presenti il sindaco Antonio Sciumbata e gli assessori Francesco Comi e Maria Cristina Riga) cita, nella delibera, atti del consiglio regionali che risalgono al 2013 e al 2014 e la nota «con la quale il ministero delle Infrastrutture e dei trasporti ha richiesto la documentazione per la stipula della convenzione» e sottolinea che «con le succitate delibere del consiglio comunale il sindaco è stato espressamente autorizzato all’espletamento di ogni e qualsiasi adempimento di competenza utile alla definizioni del procedimento». Nessuna menzione per la Vas che ritiene quel progetto incompatibile con la salvaguardia dell’ambiente.
Lo scontro a carte bollate con la Regione è citato in altro atto: l’impugnazione «degli atti di valutazione ambientale strategica adottati dalla Regione Calabria», firmata dalla giunta il 12 giugno 2018. La maggioranza che guida Caraffa «dissente in toto» dai pareri dei tecnici regionali e decide di ricorrere al Tar anche «valutato il grave e irreparabile danno che potrebbe derivare, anche, al soggetto attuatore in caso di mancata realizzazione del progetto integrato per la perdita del finanziamento». Sono, infatti, in ballo milioni di euro per l’insediamento abitativo che cambierebbe radicalmente l’urbanistica del piccolo comune alle porte di Catanzaro. Denari e cemento “appesi” allo scontro tra gli esperti della Cittadella e il responsabile dell’Ufficio tecnico comunale che ha firmato le controdeduzioni al parere motivato di Vas. Toccherà al Tar decidere; intanto la giunta ha dato il via libera allo schema di convenzione. La partita non è finita: forse è appena cominciata.

IL M5S: STOP CONSUMO SUOLO «Basta con il consumo di suolo e la cementificazione selvaggia. Non consentiremo che a Caraffa sorga Grassettopoli, su cui lo scorso 22 maggio la Regione Calabria ha dato parere negativo nella Valutazione ambientale strategica». Lo affermano, in una nota, i parlamentari M5s Bianca Laura Granato e Paolo Parentela, che aggiungono: «È molto grave che, in barba a tale parere, la giunta comunale di Caraffa abbia ora deliberato il via libera allo schema di convenzione per l’opera, il cui costruttore appartiene al noto gruppo Ligresti. Verificheremo ogni aspetto e interverremo contro qualsiasi forzatura». «L’enorme insediamento edilizio che si vorrebbe realizzare – continuano i parlamentari 5 stelle – non ha alcun senso. Si tratta dell’ennesimo progetto legato a una vecchia cultura che a lungo ha imperato in Calabria, troppo spesso di speculazione affaristica e di abbrutimento dei luoghi privo di utilità pubblica. Siamo sempre stati contrari a questo tipo di politica, che nella nostra terra ha distrutto la bellezza e la memoria, compromettendo uno sviluppo sostenibile fondato sulla vocazione dei singoli territori».
«Perciò – concludono Granato e Parentela – agiremo in ogni sede per impedire che il mostro di Grassettopoli possa nascere, in assoluta coerenza con il nostro concetto dell’urbanistica, dell’ambiente e delle regole». (ppp)







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