Il Tdl: «Per il sindaco di Cortale manca la gravità indiziaria»

Depositate le motivazioni con cui il Riesame ha rimesso in libertà il primo cittadino Francesco Scalfaro, coinvolto in un’inchiesta sull’eolico. I difensori: «Sconvolta ingiustamente la vita di un uomo integerrimo»

Il 10 settembre scorso il Tribunale del Riesame di Catanzaro ha depositato le motivazioni con le quali, il primo agosto, ha annullato l’ordinanza di misura cautelare emessa dal gip di Lamezia Terme, rimettendo in libertà il sindaco di Cortale, Francesco Scalfaro, il quale è stato rimesso nelle sue piene funzioni di primo cittadino dal Prefetto di Catanzaro.

L’ACCUSA Secondo quanto osserva e rileva il Riesame, Scalfaro si trovava in carcere in seguito ad una indagine avente ad oggetto la fase finale di alcuni parchi eolici sul territorio calabrese, compresa una frazione del territorio di Cortale. «Veniva in tal modo accertata l’ingerenza della estremamente invasiva della criminalità organizzata di matrice ‘ndranghetistica in diversi aspetti della costruzione dei parchi […] Spesso i lavori erano affidati direttamente ad imprese collegate alle cosche operanti sul territorio…». «Il coinvolgimento del sindaco di Cortale concerne – riassume il Riesame – la realizzazione del parco eolico di Amaroni, in quanto un’opera di rilevanza strategica, la strada denominata “by pass” di Cortale, ne attraversa il territorio e costui, in cambio della collaborazione nella realizzazione dell’opera, pretendeva l’assunzione di alcune persone…». Una figura ricorrente è quella di Giuseppe Evalto che si pone come collegamento tra le imprese che operano nel settore dell’eolico e le cosche mafiose. Da alcune intercettazioni sarebbe emerso, secondo l’accusa, che il sindaco avrebbe chiesto a Evalto l’assunzione di tre operai, «quale ricompensa per non aver creato problemi nell’iter amministrativo di approvazione dei lavori di costruzione del cosidetto “by pass di Cortale”», scrivono i giudici del Riesame. A causa del ritardo nell’assunzione avrebbe creato problemi, per esempio con la chiusura per dieci giorni di una strada di transito. Tutto questo sarebbe emerso dalle intercettazioni effettuate sull’utenza di Giuseppe Evalto che parlava con altre persone di come procedevano i lavori.

«MANCA LA GRAVITÀ INDIZIARIA» Secondo il collegio del Tdl, però, le intercettazioni di Evalto sono gli unici elementi a carico di Scalfaro e non «possono integrare il requisito della gravità indiziaria». Anche per quanto riguarda la chiusura della strada, questa è avvenuta per ordine dell’amministrazione provinciale di Catanzaro. Per quanto riguarda la richiesta di assunzione degli operai, il collegio «ritiene che esulino i lineamenti di impostazione, da parte di Scalfaro nei confronti delle imprese procedenti, anche in persone del loro “referente di zona” Evalto, nella richiesta di assunzione di personale che condicio sine qua non ovvero di semplice agevolazione nella prosecuzione dei lavori, anche in considerazione di quanto dal preposto affermato in sede di interrogatorio, secondo cui alcune società aventi ad oggetto la realizzazione di opere eoliche… avevano sottoscritto convenzioni con cui si impegnavano a garantire l’impiego di almeno due unità lavorative residenti nel Comune», dichiarazione riscontrata dalla documentazione prodotta dalla difesa.
«Dalle motivazioni del Tribunale di Catanzaro emerge che, in realtà, nessuna risultanza investigativa vi fosse di specifiche condotte, attive od omissive, di imposizione a carico dello Scalfaro e che, dunque, non vi era in atti alcun benché minimo indizio di colpevolezza che potesse giustificare una qualsiasi misura cautelare per il sindaco di Cortale», è scritto in un nota dei difensori del sindaco, gli avvocati Leopoldo Marchese e Guido Contestabile. «Con questa ordinanza – prosegue la nota – certamente si pone fine ad una vicenda che ha sconvolto ingiustamente la vita personale e familiare di un uomo integerrimo come il dottore Scalfaro che si è sempre distinto, come uomo, come professionista e come sindaco, per il suo rigore, la sua onestà e per il rispetto delle leggi». Scalfaro, scrivono ancora gli avvocati, «fin da quando ha rivestito la carica di Sindaco di Cortale è stato vessato dalla criminalità ed è stato vittima di numerosissimi atti di intimidazione, l’ultimo dei quali di pochi mesi fa, sempre regolarmente denunciati. Intimidazioni subite proprio per il suo rigore e la sua intransigenza, rivelandosi così un uomo lontano da ogni compromesso e soggiogamento della criminalità. Da ultimo si fa presente che immediatamente all’annullamento dell’ordinanza, il Prefetto di Catanzaro ha revocato la sospensione dalla carica di Sindaco, rimettendo il dottore Scalfaro nelle sue piene funzioni».







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