Pronto soccorso in panne a Soveria, emergenza nel Reventino

A causa della carenza di personale garantire la piena operatività del reparto è diventato quasi impossibile. L’allarme del Comitato e l’ultimatum di D’Ippolito

SOVERIA MANNELLI Tre medici per un Pronto soccorso che deve funzionare h24. La carenza di personale è diventata emergenza all’ospedale di Soveria Mannelli. Un’emergenza che si protrae da tempo con tre medici in pianta stabile e due che da sei anni venivano dati in appoggio dal dalla centrale operativa del 118. Il problema è sorto nel momento in cui il direttore responsabile del 118, Antonio Talesa, ha richiamato i due medici per necessità di personale. Adesso garantire la piena operatività del Pronto soccorso del Reventino è diventata un’impresa. Questa notte il turno sarà garantito da un medico dell’ospedale di Lamezia Terme ma da domani il problema si ripresenterà. Il territorio del Reventino è in piena agitazione. Il primo a dare l’allarme, in mattinata, è stato il Comitato Pro ospedale del Reventino, coordinato da Antonello Maida, che ha allertato i rappresentanti istituzionali e li ha spinti a prendere una posizione. E questi hanno risposto perché il risultato di questa carenza di personale nel reparto di emergenza potrebbe portare al collasso l’intera struttura. «Che il caso fosse grave – scrivono dal comitato – lo si è intuito subito, poiché già alle 8 il responsabile in materia dell’amministrazione comunale, Giuseppe Gabriele, si è precipitato presso il punto di prima emergenza per capire cosa stesse accadendo. Il sindaco Leonardo Sirianni da noi contattato – impegnato in una riunione a Vibo – ci ha detto che avrebbe usato tutti i suoi canali per comprimere un’ipotesi del genere».

«L’ASP RISOLVA SUBITO» Sul caso è intervenuto anche il deputato del M5S Giuseppe D’ippolito con una nota inviata alla direzione generale dell’Asp di Catanzaro, trasmessa per conoscenza al ministro della Salute, Giulia Grillo, al prefetto di Catanzaro, Francesca Ferrandino, al commissario alla Sanità Massimo Scura, al governatore Mario Oliverio, al presidente della commissione Sanità del consiglio regionale Michele Mirabello e al sindaco Sirianni. «L’Asp di Catanzaro deve risolvere subito il gravissimo problema della carenza di personale medico nel Pronto soccorso dell’ospedale di Soveria Mannelli», scrive D’Ippolito. «Sulla base – ha scritto il deputato 5stelle – degli elementi acquisiti, l’Asp di Catanzaro avrebbe in via formale prospettato delle soluzioni, la cui attuazione parrebbe non avere tempi brevi. In ogni caso, allo stato non risulta risolto il problema delle unità di personale medico mancanti alla pianta organica prevista intanto con provvedimento commissariale, benché sia ben nota l’indicata carenza nella suddetta unità operativa, la quale si protrae da settimane e che avrebbe dato luogo a massacranti turni di lavoro, in violazione delle vigenti norme, di derivazione europea, poste a sicurezza dei pazienti e del personale sanitario». «Ciò premesso, riservandomi – ha concluso D’Ippolito – ulteriori iniziative, non solo nelle sedi parlamentari e ministeriali di competenza, volte all’individuazione di responsabilità circa eventuali comportamenti omissivi o provvedimenti non in linea con gli obblighi tassativi di cui alla Legge numero 161/2014, con la presente chiedo quali iniziative urgenti il direttore generale facente funzioni dell’Asp di Catanzaro intenda assumere in proposito e come, nell’ambito delle sue precise funzioni, voglia intervenire il commissario per l’attuazione del piano di rientro dal disavanzo sanitario della Calabria».

DIFFIDE ED ESPOSTI Alla diffida di D’Ippolito si aggiunge un esposto che il Comitato Pro ospedale del Reventino ha inviato ad aprile alla Procura della Repubblica di Lamezia Terme nel quale vengono messi in risalto tutti i gravi problemi che il nosocomio, che serve un territorio di circa 40mila abitanti, deve affannosamente affrontare ogni giorno col rischio di mettere in pericolo la vita dei pazienti. Basti pensare che, oggi come oggi, se un paziente deve essere trasportato nell’elisoccorso, il Pronto soccorso resta sguarnito del medico impegnato ad accompagnare il paziente e mettere in atto le procedure per stabilizzarlo. Un lasso di tempo di 15/20 minuti nel quale bisogna incrociare le dita e sperare che non giungano nuove, gravi emergenze. Ma non si può resistere a lungo incrociando le dita.

ale. tru.





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