Il governo “tradisce” le imprese del Sud: gli sgravi solo da maggio

La denuncia dell’imprenditore lametino Azzarito sul Bonus Sud: «Ho assunto tre nuovi dipendenti ma poi hanno cambiato la norma» – VIDEO

LAMEZIA TERME Che fine hanno fatto gli sgravi contributivi promessi? È questa la domanda che assilla tanti imprenditori che al Sud, e in Calabria, si ritrovano alle prese con difficoltà finanziarie e soprattutto burocratiche. Ed è la domanda che assilla anche Vincenzo Azzarito, imprenditore attivo sul territorio del Lametino dal 1996 e che, convinto di contare sugli sgravi del bonus per il Sud, qualche mese fa aveva assunto tre dipendenti a tempo indeterminato. Contributi che, a dispetto delle attese, saranno disponibili solo per le assunzioni che saranno effettuate da maggio.
«Con la Finanziaria – dice Azzarito – c’era stato promesso che si potevano avere degli sgravi contributivi per le nuove assunzioni, così come è successo negli anni precedenti. Ho provveduto così ad assumere tre nuovi dipendenti, con la speranza di poter usufruire degli sgravi. Ad aprile ho appreso che la norma è cambiata e prevede adesso gli sgravi per le nuove assunzioni previste da maggio in poi».
Il governo, insomma, avrebbe cambiato le carte in tavola senza alcun preavviso, creando evidenti danni agli imprenditori. E dall’opposizione è arrivata l’interrogazione parlamentare del deputato calabrese del Pd Antonio Viscomi: «La questione del “Bonus Sud” è indicativa. Non si può promettere un beneficio fiscale e contributivo per il 2019 e poi riservarlo soltanto ad un segmento dell’anno. Il problema – sostiene Viscomi – è sempre lo stesso: il lavoro lo crea l’impresa ma bisogna capirne le logiche basate su tre princìpi: la prevedibilità dei costi, la certezza delle regole e la prevedibilità dei tempi. E sul bonus Sud tutte e tre le regole sono state violate».
La speranza, dunque, è che tutti gli imprenditori si mobilitino al più presto, anche grazie al sostegno dei consulenti del lavoro e alle associazioni di categoria: «Il mio vuole essere soltanto un appello rivolto alle altre aziende che hanno comunque subito dei danni economici con questa norma, per fare rete tra le imprese e portare avanti e sostenere questa sfiducia nelle istituzioni e nelle norme». (gc)







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