Lamezia, arrestati i “pusher” dei farmaci: giro d’affari favoloso con viagra e doping

Ai domiciliari due corrieri e il dipendente di una farmacia. Sottraevano le medicine da consegnare e le rivendevano al dettaglio. Le più richieste erano le sostanze contro la disfunzione erettile e i dopanti. Curcio: «Fatto grave per la salute pubblica»

LAMEZIA TERME
di Alessia Truzzolillo
LAMEZIA TERME Avevano costituito una vera e propria associazione per delinquere le tre persone che questa mattina, su ordinanza del gip Emma Sonni, sono state sottoposte agli arresti domiciliari. È stata inoltre sequestrata la farmacia Palmieri di Maida perché si approvvigionava di farmaci provento di illeciti.
Si tratta di Luigi Strangis, Giovanni Butera e Antonio Bonsignore accusati di furto, appropriazione indebita, ricettazione e commercializzazione di ingenti quantitativi di farmaci. Le indagini condotte dai carabinieri del gruppo Tutela Salute di Napoli, dei Nas di Catanzaro e del Gruppo di Lamezia Terme, coordinati dal procuratore capo Salvatore Curcio e dal pm Giuseppe Falcone, hanno individuato un’organizzazione che operava nel Lametino «e aveva ad oggetto una serie di delitti funzionali alla commercializzazione abusiva di farmaci sia attraverso la vendita diretta al dettaglio sia attraverso la vendita, con prezzi ridotti ad esercizi farmaceutici della zona», ha spiegato nel corso della conferenza stampa il procuratore Curcio. «La vicenda è grave – ha precisato Curcio  – perché va ad interessare la salute pubblica e su questo punto il nostro ufficio è particolarmente attento». Altro aspetto grave è che l’associazione riforniva farmacie su tutto il territorio regionale per cui saranno investite della questione le procure competenti.
In sostanza – ha spiegato tenente colonnello Vincenzo Maresca, comandante gruppo Tutela Salute di Napoli che ha competenza sulle regioni dell’Italia meridionale – la vicenda parte dalla denuncia di una farmacia che registrava ammanchi di medicinali per migliaia di euro. La farmacia faceva degli ordini e arrivavano migliaia euro di farmaci in meno». Si è scoperto che il corriere era sempre lo stesso e fare due più due, dopo un’attività d’indagine fatta di intercettazioni, pedinamenti, ispezioni amministrative nelle farmacie, è stato facile. Il corriere sottraeva le medicine che avrebbe dovuto consegnare alle farmacie e li rivendeva al dettaglio oppure, con prezzi ridotti, ad esercizi farmaceutici della zona.
CONSUMO SMODATO DI FARMACI PER LA DISFUNZIONE ERETTILE Questo commercio illecito riguarda prevalentemente farmaci per contrastare la disfunzione erettile. Un giro d’affari smodato nel quale gli assuntori appartengono a tutte le fasce di età. «È quel tipo di commercio illecito – ha spiegato Maresca – che combattiamo anche con il nucleo Aifa (che si occupa di interfacciarsi direttamente con l’Agenzia italiana del farmaco) per le importazioni illecite dall’estero. I farmaci contro la disfunzione erettile sono al primo posto per quanto riguarda la contraffazione e la ricettazione, molte volte vengono importati dall’India dove non vige la regola del brevetto e costano molto meno ma a scapito del principio attivo e con pericoli per la salute dei consumatori». «Ma ad essere sottratti e rivenduti vi erano anche medicine dopanti e antiinfiammatori», hanno spiegato Maresca e il comandante di Lamezia Massimo Ribaudo. Generalmente le prime due categorie venivano rivendute ai dettaglio ai singoli assuntori, con grave pericolo per la salute perché i farmaci per la disfunzione erettile hanno una seria incidenza sulla circolazione cardiaca e vanno assunti su prescrizione medica, così come controllate dovrebbero essere le sostanze dopanti. Senza contare il fatto che è stato accertato il trasporto non sicuro dei farmaci ai quali basta un’escursione termica per alterarsi, come ha spiegato il comandante dei Nas di Catanzaro, tenente Domenico Pizzurro.
L’attività illecita «trae origine nel 2016 – ha detto Curcio – ed è andata avanti senza soluzione di continuità fino a tutto il 2018, con la complicità di farmacie che lucravano comprando da questa organizzazione farmaci a basso prezzo perché di provenienza delittuosa. E questo è un dato che ci deve allarmare, deve allarmare il cittadino. Ecco perché è stata un’attività importante sotto il profilo della salute pubblica. Visto che basta un’escursione termica per alterare il farmaco».
IL DIPENDENTE INFEDELE E I FARMACI ANDATI A MALE C’era inoltre un dipendente che, in assenza del farmacista, ha spiegato Maresca, si inseriva nel sistema elettronico degli ordini per effettuare ordinazioni e sottrarre poi questi farmaci destinati al mercato illegale. «Partivano le confezioni dal deposito farmaceutico – ha raccontato Pizzurro – e non arrivavano a destinazione. Per strada i farmaci venivano tolti dai sacchetti delle confezioni e poi diffusi illecitamente sul territorio. È stato verificato anche che ci sono stati furti all’interno di qualche farmacia. Le medicine venivano messe all’interno di buste e sacchi e venivano vendute sia porta a porta che rimesse nel circuito grazie ad altre farmacie compiacenti. Abbiamo fatto anche un sequestro di farmaci all’interno di un’autovettura relativamente al trasporto. Quei farmaci non erano più utilizzabili perché le medicine possono essere facilmente alterate dalla temperatura».
MILLANTATO CREDITO A capo dell’associazione è stato individuato Luigi Strangis. Secondo quanto emerso dalle indagini, Strangs, attraverso un fantomatico personaggio in seno alla Regione, di nome Antonio, millantava credito non solo con i vertici dell’Asp di Catanzaro ma anche col procuratore distrettuale antimafia, Gratteri, che a suo dire avrebbe dovuto occuparsi anche di questa querelle tra le due farmacie Palmieri e Due Mari. Per quest’ultimo particolare aspetto gli atti saranno trasmessi alla competente Procura di Salerno. (a.truzzolillo@corrierecal.it)







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