Salvini a Soverato, Brugnano: «Da noi nessuna pagliacciata, pensiamo ai fatti»

Il segretario nazionale dell’Fsp Polizia spiega le ragioni dell’iniziativa delle “lenzuolate” di benvenuto al ministro dell’Interno: «Provocazione per dare un messaggio chiaro»

SOVERATO «A Soverato incontreremo Matteo Salvini con la correttezza istituzionale che si addice all’arrivo di un ministro dell’Interno. Le lenzuola? La nostra una provocazione per dare un messaggio ben chiaro: lasciamo le pagliacciate ai pagliacci, noi abbiamo ben altro a cui pensare e per cui lavorare». Così Giuseppe Brugnano, segretario nazionale dell’Fsp Polizia, torna sull’imminente arrivo in Calabria del ministro Matteo Salvini, che sabato sera è atteso a Soverato, in provincia di Catanzaro. Brugnano aveva parlato di cento lenzuola per accogliere il titolare del Viminale con un “Benvenuto Ministro!” e adesso spiega: «È chiaro il nostro riferimento alle ridicole e patetiche modalità di contestazione da parte di una sparuta minoranza che preferisce un ostruzionismo distruttivo ad ogni costo piuttosto che un confronto alla ricerca di soluzioni condivise e, soprattutto, che non si fa alcuna remora a calpestare ogni buona norma di buon senso, oltre che di civiltà. Ebbene noi siamo poliziotti, i primi garanti di un legittimo diritto di manifestare e contestare, ma senza che ciò possa in alcun modo voler dire ammettere la violazione di regole in cui tutti dobbiamo credere».
«Quanto al merito – aggiunge – poi, aggiungiamo senza tema di smentite che le guerre stile “Guelfi e Ghibellini” non hanno mai fatto il bene di alcuno e mai lo faranno. L’interesse della collettività, invece, deve venire prima di tutto se governare e fare politica devono ancora avere un senso».
«Ed è appena il caso di precisare – afferma ancora – che questo discorso prescinde completamente da bandiere e colori politici in gioco in un determinato momento storico. È un discorso che ci ha sempre contraddistinti nella nostra lunga storia di sindacalisti della Polizia di Stato, almeno quelli dei colleghi con cui condividiamo valori e principi ispiratori. Noi, piuttosto, fin dall’inizio noi ci siamo battuti per l’autonomia e l’indipendenza del Sindacato perché è l’unica garanzia per il futuro dell’istituzione e delle sue rappresentanze».
«Oggi sembra esserci un’assonanza di idee – conclude – tra alcune realtà ed alcune sigle sindacali, ed è facile che ciò possa generare confusione. Ecco perché ci preme ribadire che la coincidenza di obiettivi non ci rende un sindacato di partito, ma piuttosto che con questo come con qualsiasi altro governo noi lavoriamo senza sosta per ottenere fatti concreti a tutela dei poliziotti italiani».







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