Soverato, il video in diretta del “sabotaggio” al comizio di Salvini

L’attivista che ha interrotto il discorso del vicepremier: «Non ho danneggiato l’impianto, solo staccato le chiavi del generatore. E dopo sono stato aggredito da membri dello staff e da un agente della Celere». La Questura di Catanzaro: «Noi mai intervenuti»

SOVERATO Il buio complica le cose e serve un po’ di capacità di astrazione per “vedere” ciò che accade nel retropalco del comizio di Matteo Salvini a Soverato. Si sentono le parole del leader della Lega, che arringa la folla sulla sanità. Poi lo scatto verso il generatore, il superamento della transenna e il gesto che l’attivista cosentino Francesco Noto ha definito «politico e istintivo». Ciccio, così lo conoscono tutti, gira e stacca le tre chiavi che “reggono” l’impianto e stoppa il discorso del vicepremier. Subito dopo si sentono le voci concitate degli uomini dello staff del ministro dell’Interno. Stop. Noto prova ad allontanarsi e viene fermato. Il comizio si blocca per qualche minuto, poi riprende con Salvini che lo apostrofa come «cretino» (qui la cronaca della contestazione con la carica di alleggerimento della polizia).

«NESSUN DANNEGGIAMENTO ALL’IMPIANTO, SOLO UN GESTO POLITICO» La versione diffusa negli attimi successivi al “sabotaggio” parlava di un danneggiamenti all’impianto audio, ma Ciccio racconta una storia molto diversa. «Ero nella parte posteriore del palco – dice – e ho visto che le chiavi erano attaccate al generatore. All’ennesima bugia non ce l’ho fatta più: le ho staccate e lanciato lontano. È stato un gesto istintivo e politico, e poi non credo che esista il reato di spegnimento del generatore del comizio di Salvini». Ciccio racconta anche il “dopo”: l’incontro con due uomini dello staff del ministro che gli hanno messo le mani addosso e poi l’intervento di un agente in tenuta antisommossa che lo avrebbe spinto contro il parafango di un mezzo provocandogli delle ferite refertate al Pronto soccorso. «Sono stato aggredito prima da tre persone dell’organizzazione della Lega che hanno reagito alla mia decisione di interrompere l’energia elettrica – dice –. Mi sono stati sferrati diversi colpi e solo l’intervento provvidenziale di tre giovani carabinieri ha scongiurato il peggio. Una volta fermato, identificato e perquisito nei pressi del palco, in attesa di essere trasferito in altro luogo, è sopraggiunto un poliziotto della celere che prima mi ha preso il telefono e in risposta alle mie rimostranze mi ha alzato e scaraventato con la schiena sul paraurti posteriore della camionetta a cui ero poggiato, causandomi escoriazioni e contusioni multiple come refertato dal Pronto Soccorso dell’Ospedale di Soverato». Ora Ciccio è pronto a denunciare. E spera che le proteste contro Salvini continuino. «Lo si può silenziare senza usare la violenza».
«Ieri pomeriggio sono andato a Soverato – racconta ancora Noto – e ho ritenuto opportuno parlare con le persone presenti per capire perché un tale personaggio potesse avere presa su una fetta di popolazione. Quando Salvini ha iniziato a parlare della sanità in Calabria, e a Roma legifera sul “regionalismo differenziato” assieme ai “saputelli” del M5s, ignari dei danni che apporterà alla vita delle persone, all’arrivo di una famiglia con bambini, il cui padre era di colore, è arrivato l’ordine di allontanare tutte le persone che stavano assiepate alle transenne dietro il palco, lì ho ritenuto opportuno solo interrompere l’energia elettrica premendo il pulsante di emergenza, staccare e lanciare le chiavi, lasciate attaccate in triplice copia, in direzione opposta al palco».

LA QUESTURA: «NOI MAI INTERVENUTI» La Questura di Catanzaro, intanto, afferma che quanto detto dall’attivista del comitato Prendocasa, «è destituito di ogni fondamento in quanto subito dopo l’intervento dei carabinieri per l’identificazione, Noto è stato condotto presso la locale Compagnia Carabinieri e non risulta essere intervenuto alcun operatore della Polizia di Stato». È quanto l’Ansa apprende dalla questura di Catanzaro in merito alla ricostruzione di quanto accaduto nella serata di ieri durante l’intervento del leader della Lega e Ministro dell’Interno a Soverato quando improvvisamente si è verificato il black-out che ha momentaneamente bloccato il comizio di Salvini.

I FERITI I numeri sono frammentari e ci si basa, più che altro sul passaparola, ma sarebbero quattro le persone costrette a recarsi al Pronto soccorso al termine delle proteste registrate in occasione della visita di Matteo Salvini a Soverato. Qualcuno è rimasto ferito in seguito alla carica di alleggerimento della polizia che ha presidiato in assetto antisommossa il comizio del vicepremier (nella diretta del Corriere.it un uomo mostra i segni di quelli che riferisce essere stati colpi di manganello). Una donna, invece, sarebbe stata aggredita da un gruppo di persone ostili alla protesta che le avrebbero storto un braccio e portato via la borsa. Anche lei si è rivolta alle cure dei sanitari e, sui social, racconta che la borsa è “miracolosamente” riapparsa dopo l’interessamento dei carabinieri, avvertiti della sottrazione. Una testimonianza del fatto che la tensione, sul lungomare del centro jonico del Catanzarese, era alta.







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