Pianopoli, il progetto di Med Sea Litter per recuperare i rifiuti marini (e non solo)

L’idea della piattaforma pensata per il Lametino è quella di recuperare le plastiche disperse in mare e in spiaggia. Nel piano accordi con i pescatori e con le associazioni ambientaliste. L’impianto tratterà 60mila tonnellate all’anno di materiale

PIANOPOLI Una piattaforma integrata per il recupero di rifiuti marini (“marine litter”) ma anche di multimateriale da raccolta differenziata e da Cer, i rifiuti prodotti dal trattamento meccanico. È questo il progetto proposto dal Med Sea Litter di Roma, approvato dal Comune di Pianopoli  e pubblicato sul sito della Regione. Un passaggio necessario per consentire la continuazione dell’iter di autorizzazione relativo alla nuova piattaforma.
Il progetto della Sea Litter prevede la creazione di una struttura integrata per selezionare, valorizzare e commercializzare i rifiuti solidi in mare e in spiaggia e le frazioni secche della raccolta differenziata. Un piano ambizioso sia dal punto di vista ambientale che economico, perché così il rifiuto diventerebbe una “risorsa” da sfruttare.
UNA MINACCIA PER IL MARE I rifiuti presenti in mare e lungo le coste di tutto il mondo costituiscono forse la più grande minaccia per l’intero sistema marino: la quantità prodotta, la loro persistenza ed eterogeneità di forma e dimensioni hanno permesso a questo elemento di disturbo di disperdersi in ogni mare, fondale o spiaggia della Terra. Globalmente sono stati immessi nei mari e negli oceani di tutto il mondo più di 12 milioni di tonnellate di rifiuti solo nel 2010 e ad oggi sono state osservate più di 700 specie diverse impattate da questa minaccia, molte delle quali già a rischio estinzione. Recenti studi hanno dimostrato come i rifiuti marini, e in particolar modo la plastica, sono entrati nelle catene trofiche, mettendo a rischio anche la salute umana. La presenza di rifiuti sulle nostre coste è forse il segnale più diretto dell’inquinamento marino. E l’impianto progettato a Pianopoli potrebbe intervenire proprio su questo fronte.
MARINE LITTER E BEACH LITTER La questione del “marine litter” è una delle emergenze ambientali più sentite e discusse negli ultimi anni. Le quantità di rifiuti sono notevoli e, data la generale scarsa biodegradabilità, è corretto ritenere che la loro permanenza nell’ambiente marino possa essere molto lunga. La raccolta avviene lungo i litorali oppure sui fondali, ma l’obiettivo del progetto pensato per Pianopoli è anche quello di promuovere intese specifiche con il sistema della pesca, con il mondo ambientalista, con i vari soggetti interessati alla gestione degli arenili e delle spiagge, per effettuare la raccolta e l’avvio al recupero di tale tipologia di rifiuto. Accanto al “marine litter” c’è il “beach litter”: Legambiente – secondo quanto riferito nel progetto – se ne occupa dal maggio 2014 «in concomitanza con la campagna di Spiagge e fondali puliti: 24 spiagge italiane e 5 in altri Paesi del Mediterraneo in Grecia, Spagna, Francia e Tunisia, grazie alle organizzazioni di Cleanup the Med. Nel maggio 2015 l’indagine è stata ripetuta su un totale di 54 spiagge: 29 in Italia e 25 negli altri paesi costieri del Mediterraneo. È stato all’uopo applicato un protocollo comune messo a punto dal Ministero dell’Ambiente e Ispra».
RECUPERO DI FRAZIONI RICICLABILI Altra attività della piattaforma del Lametino è il recupero delle frazioni riciclabili da flussi provenienti dai Tmb (trattamenti meccanico-biologici). L’idea è quella di valorizzare e recuperare i i flussi «generalmente destinati alla produzione di Css (Combustibile solido secondario), quindi alla distruzione, mediante combustione, di materie potenzialmente riciclabili». «Tali flussi di materie riciclabili – si legge nel progetto – sono generalmente presenti nella frazione di sopravaglio tipicamente derivante dalla fase di vagliatura iniziale presente negli impianti Tmb. Con tale flusso viene di norma prodotto il Css, che, avviato a combustione, non viene assolutamente considerato nel novero del calcolo delle percentuali di riciclo ai sensi della Direttiva comunitaria».
LA CAPACITÀ DELL’IMPIANTO La piattaforma – queste le specifiche progettuali – sarà in grado di trattare 60mila tonnellate all’anno di materiali provenienti dal recupero di rifiuti sia dal mare (marine litter) sia dalle spiagge (beach litter). Vista le caratteristiche di tali flussi l’impianto sarà inoltre in grado di trattare il sovvallo derivante da impianti di trattamento meccanico dei Rsu (ma soltanto alcune tipologie). L’impianto è stato dimensionato per funzionare 310 giorni all’anno su 2 turni di 6 ore ciascuno.







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