L’inferno di una coppia: 10mila euro al mese allo strozzino «e chi viene gli sparo in testa»

L’incubo dei proprietari di un tabacchino di Lamezia iniziato con un prestito di 100mila euro per dei debiti con Lottomatica. Arrestato un 48enne: entrava nel locale e prendeva i soldi dell’incasso. «C’è chi vende il toscanino, chi la cocaina e chi guadagna prestando soldi; ognuno fa il suo lavoro»

di Alessia Truzzolillo
LAMEZIA TERME Le vittime di questa vicenda lametina di estorsione e usura sono i titolari di un bar tabacchi di Lamezia Terme, marito e moglie. Avevano accumulato con Lottomatica un debito di 90mila euro e si erano rivolti a Carmelo Furci per avere un prestito. I due coniugi soffrivano questa situazione ma in silenzio. Furci è stato arrestato dalla Guardia di finanza di Lamezia Terme, su richiesta della locale Procura e in esecuzione di un’ordinanza del gip Rossella Prignani, con le accuse di estorsione e usura ed è stato disposto nei suoi confronti il sequestro di 32mila euro corrispondenti agli interessi usurari percepiti (qui la notizia).
PAURA E SILENZIO È stata una fonte confidenziale a lanciare l’allarme alla Guardia di finanza. I militari hanno così convocato i due coniugi, ascoltandoli separatamente. Per prima è stata sentita la donna. La reazione emotiva davanti alle domande dei finanzieri, nonostante l’iniziale reticenza, ha forse detto più di mille parole. Ha ammesso di avere ricevuto da Furci un prestito da 30mila euro ma, tra le lacrime, ha detto di non essere a conoscenza dei particolari della vicenda, della quale si occupava suo marito. Poi ha chiesto di interrompere l’escussione.
Come sua moglie, anche l’uomo ha mostrato reticenza davanti alle domande dei militari. Solo quando ha saputo che la sua compagna aveva sostanzialmente ammesso di avere ricevuto somme di denaro in prestito ha detto: «Alla vostra domanda non me la sento di rispondere in questo momento in quanto mi sento turbato sia dal modo in cui sono stato convocato sia per il fatto che mia moglie ha pianto, così come mi avete riferito. Chiedo, pertanto, di interrompere il verbale anche perché, per come ho già riferito mi sento in ansia e poco bene».
NELL’INFERNO Dopo queste dichiarazioni scattano le indagini delle fiamme gialle per una vicenda che si è consumata da dicembre 2018 a gennaio 2019. I finanzieri, guidati dal colonnello Clementi Crisci, scoprono innanzitutto che sul conto corrente della donna sono stati versati, il 31 dicembre 2018, 98mila euro in contanti e quello stesso giorno 95mila euro sono stati versati in favore di Lottomatica. Ma sono le intercettazioni quelle che mettono in risalto tutto il dramma di questa vicenda.
Secondo quanto emerge dalle indagini Furci all’interno della tabaccheria si comporta «da vero e proprio padrone». Entra, prende i soldi dell’incasso, li infila in un marsupio ed esce, come accaduto il 28 agosto scorso, tutto registrato dalle telecamere installate dalla polizia giudiziaria. «C’è chi come lei vende il toscanino, c’è chi vende la cocaina e chi fa il pappone e c’è chi guadagna prestando i soldi; ognuno fa il suo lavoro che può essere condivisibile o meno», dice un giorno Furci alla tabaccaia nel corso di una conversazione nel negozio. Furci fa notare alla donna che i coniugi finanziariamente sono «nell’inferno», vengono fuori altri problemi, altri debiti nei confronti di un tale Angotti. Il 4 settembre 2019 marito e moglie «fanno i conteggi degli incassi e della somma di denaro necessario per poter onorare le imminenti scadenze della loro attività commerciale», annotano i finanzieri. Dalle parole della moglie emerge l’inferno di chi si trova sotto usura: «Tu li devi trovare! Ma dove li trovo? Dove li troviamo? Noi per lui abbiamo spogliato la gente! Anche la nostra famiglia! Perché abbiamo chiesto anche altrove! Quindi – dice al marito – quando lui ti dice in quel modo, tu gli dici: “Tu mi hai fatto la mia famiglia! Perché voi vi siete presi 5mila euro al mese per tanti mesi”» e conclude il suo sfogo dicendo che «nemmeno i mafiosi le fanno queste cose! Questi prezzi…». Quando verso mezzogiorno arriva Furci l’aria si fa pesante: «Vendi il tabacchino – dice Furci – e chiunque viene gli spacco il culo! Chiunque viene gli faccio il culo quanto una capanna! Chiaro chiaro e tondo tondo! Siamo d’accordo? Vai a pagare il Rid, vai! Io vi giuro, chiunque viene qua… che gli sparo in testa. Qua non si deve presentare nessuno! perché state affossando il culo mio! Tu ti sei rotta le palle? Io mi sono rotto le palle che non c’entro un cazzo».
AMMISSIONI Il 20 settembre 2019 la finanza convoca la coppia e la mette davanti alle prove raccolte. A questo punto la donna racconta di due prestiti ricevuti da Carmelo Furci. Uno serviva a coprire un pignoramento subìto da tale Angotti, fatto che li ha costretti a reperire in breve tempo la somma di 10mila euro. Soldi prestai da Furci. Furono stabilite le condizioni di restituzione di 1000 euro al mese di interessi fino alla restituzione completa dell’intero capitale. A dicembre 2018 accade che il bar tabacchi si venne a trovare con un Rid della Lottomatica di 100mila euro che doveva essere coperto, pena il blocco della licenza dell’amministrazione autonoma dei monopoli di Stato. I coniugi si rivolgono di nuovo a Furci che gli dà 90mila euro in contanti. «Furci stabilì che avremmo dovuto corrispondere interessi per 9mila euro al mese fino al momento in cui non saremo in grado di restituire il capitale per intero e tale importo andava ad aggiungersi ai già 1000 euro di interessi del precedente prestito. Ma versare 10mila euro al mese era impossibile, tanto che la coppia riusciva a darne 2500 al mese. Ma secondo Furci «il nostro debito ammontava a 300mila euro e ci sta facendo pressioni per vendere l’attività al fine di poter rientrare di tali capitali». (a.truzzolillo@corrierecal.it)







Login

Welcome! Login in to your account

Remember me Lost your password?

Lost Password

error: Contenuto protetto