Catanzaro, soffia (lievissimo) il vento delle elezioni politiche

Nel consiglio comunale del capoluogo solo un accenno di dibattito sulle vicende nazionali. Approvati 11 debiti fuori bilancio. Per il centrodestra seduta soft

A Catanzaro soffia lievissimo, in modo quasi impercettibile, il vento delle nuove, probabili elezioni politiche. Sarà perché sia il Movimento 5 Stelle sia la Lega non hanno (ancora) rappresentanti in consiglio comunale e quindi manca anche fisicamente un punto di riferimento a cui ancorarsi, sta di fatto però che nella seduta consiliare di lunedì solo alla fine dei lavori si fa un accenno alle vicende che stanno scuotendo il mondo politico e istituzionale in tutto il Paese e quindi, di riflesso, in Calabria e a Catanzaro. È una riflessione che emerge al termine di un Consiglio durato due orette, che – per restare alle dinamiche più territoriali – fila piuttosto liscio per la maggioranza di centrodestra che sostiene il sindaco Sergio Abramo.

LE PRATICHE ALL’ODG Del resto, un dato sgombera subito il campo da ogni dubbio, smentendo anche le previsioni della vigilia (e molti precedenti): il fatto che lo stesso Abramo sia stato presente in aula giusto una mezzoretta all’inizio di seduta per poi lasciare gli scranni della Giunta, segno che la maggioranza aveva già serrato i suoi ranghi scongiurando eventuali malumori interni. D’altronde, l’ordine del giorno non è nemmeno particolarmente ispirante: undici debiti fuori bilancio e una pratica di cambio di destinazione d’uso di un’area nella periferia di Catanzaro da utilizzare per interventi di ristrutturazione della rete idrica disposti con decreto della Regione. Quest’ultima pratica riceve il via libera all’unanimità, compreso il voto favorevole delle opposizioni di centrosinistra, con la “stoccata” del capogruppo di “Officine per il Sud”, Giuseppe Pisano, secondo cui «la minoranza al solito nei comunicati stampa lancia accuse ad alzo zero e poi puntualmente vota come noi della maggioranza in aula e in commissione, alla faccia della coerenza…». Invece, a maggioranza passano gli undici debiti fuori bilancio, che scivolano via senza alcuna discussione, a parte lo sfogo del consigliere di opposizione Gianmichele Bosco, di “Cambiavento”, che chiede all’amministrazione «interventi massicci» su questa «vergognosa» tematica dei debiti fuori bilancio.

IL MOMENTO DELLA POLEMICA È l’ultimo sussulto proveniente dai banchi dell’opposizione, che registra la perdurante assenza del candidato sindaco Enzo Ciconte, vicepresidente del Consiglio regionale. Il primo era stato un vibrato intervento del leader di “Cambiavento”, anch’egli candidato sindaco, Nicola Fiorita, spalleggiato da Roberto Guerriero di “S&D” e Sergio Costanzo di “Fare per Catanzaro”: in pratica, si contesta la pubblicazione sul sito del Comune di un atto di indirizzo della maggioranza, relativo al nuovo regolamento sugli spazi pubblicitari, che – secondo gli esponenti della minoranza – non poteva essere pubblicato perché non votato in aula. Ne nasce una polemica che coinvolge il presidente del consiglio comunale, Marco Polimeni, e persino la segreteria comunale, e che suscita la replica del consigliere di Forza Italia Giovanni Merante, secondo il quale «tutto è nella norma, e quell’atto testimonia della compattezza della maggioranza».

IL VENTO DELLA CRISI NAZIONALE Schermaglie, comunque, come quelle tra esponenti del centrodestra e del centrosinistra sul tema “caldo” dei parcheggi a pagamento, declinato a colpi di botta e risposta abbastanza scontati. Finalmente, a seduta ormai sul viale del tramonto, fa capolino il caos delle vicende politiche nazionali: ne parla per primo Eugenio Riccio, di “Svolta democratica”, e poi intervengono Bosco e Fiorita di “Cambiavento”, Guerriero, Fabio Celia di “Fare per Catanzaro”, Pisano e Rosario Mancuso di “Catanzaro con Abramo”. Mancuso esprime «particolare sofferenza per quello che sta avvenendo, che è molto grave», Celia parla di «sconfitta della democrazia e della politica». Guerriero osserva che con il nuovo voto per il Parlamento già all’orizzonte «ci saranno effetti anche qui al Comune», e poi invita tutti i colleghi «a far sentire la voce del capoluogo della Calabria» e i consiglieri di maggioranza «ad alzare il livello della programmazione e dei contenuti invece di pensare a fare i “reucci” di quartiere», mentre Fiorita avverte l’aula «della portata di un passaggio che determinerà rimescolamenti e il rischio di essere tutti travolti, a partire dal centrodestra, che deve riconnettersi alla città». Ci sarebbe spazio per avviare in Consiglio una profonda riflessione sulle ricadute della crisi istituzionale sul territorio: ci sarebbe lo spazio ma non questa volta, perché evidentemente non c’è la volontà. Come se Catanzaro fosse fuori dal mondo, anzi, fuori dall’Italia…

Antonio Cantisani
redazione@corrierecal.it





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