Vitalizi, la stangata per gli ex deputati calabresi – L’ELENCO

Ecco le 52 “pensioni” della Camera che saranno sottoposte al taglio del governo grillo-leghista. Da Loiero a Principe, da Tassone ad Antoniozzi: ecco chi ci perde. E ci sarebbe anche qualche aumento (ma solo in teoria) – SCARICA IL PDF

LAMEZIA TERME La stangata potrebbe arrivare oggi. E – prima dei prevedibili ricorsi – bisognerà abbozzare. E accettare tagli fino al 70% per i vitalizi degli ex parlamentari, diventati incarnazione del privilegio. Casta contro anticasta: oggi alla Camera dei deputati va in scena il taglio del bonus più avversato dal Movimento Cinquestelle. E la scure si abbatterà anche sulle “pensioni” dei calabresi, una bella truppa. Cinquantadue ex deputati: alcuni con una lunghissima storia politica alle spalle, altri solo sporadici frequentatori della Camera (scarica l’elenco dei vitalizi calabresi). Altri ancora “calabresi”, tra virgolette, perché eletti tra il Pollino e lo Stretto ma originari di altri territori. Adottati politicamente, ma visti di rado in regione. Attilio Bastianini, per esempio, è stato solo di passaggio. E la sua candidatura si è pure incrociata con il processo a carico di Amedeo Matacena, che lo appoggio negli anni 90. Altri sono arcinoti ma non per questo saranno risparmiati dai tagli. L’ex governatore Agazio Loiero, lo segnalava Repubblica (che ha pubblicato in esclusiva l’elenco nella sua versione online) «vedrà dimagrire l’assegno da 8.455 a 5.293 euro». Una sforbiciata di oltre 3mila euro; non la più alta in termini percentuali. Una palma che spetta Mario Laganà (-72,8% per l’ex deputato di Locri).
L’elenco di chi ci perde e chi ci guadagna è lungo una trentina di pagine, all’interno delle quali abbiamo selezionato i casi che riguardano la Calabria. Da giorni la lista è sulla scrivania del presidente Roberto Fico. I grillini parlano di riforma «storica», ma i dubbi sulla sua costituzionalità sono alti. Si parte, per il momento, con i conti da prosciugare soprattutto per gli ex di una sola legislatura. 
Qualcuno, addirittura, potrebbe guadagnare di più. Il M5S, però ha inserito un limite agli aumenti: prevede un tetto che è pari all’ultima “pensione” percepita. Tanto per fare un esempio: l’ex parlamentare socialista Cesare Marini passerebbe, dopo il ricalcolo, da 8.389 euro a 11.563. E invece continuerà a guadagnare i suoi 8mila e passa euro lordi. Lo stesso per l’ex aennina Angela Napoli (8.931 euro) e il comunista Mario Brunetti (oltre 6mila euro). Per il resto, tagli per tutti, che siano minimal come quello di Ida d’Ippolito (solo l’1,63%) o maxi come la decurtazione prevista per il veterano centrista Mario Tassone, che nonostante le otto legislature vedrà l’assegno assottigliarsi da 10.631 a 5.642 euro. Peggio ancora per Dario Antoniozzi, storica colonna della sinistra dc: da 10mila a 3mila euro. Stesso taglio percentuale ma cifre diverse per Franco Ambrogio, ex Pci e già vicesindaco di Cosenza, che scenderà a poco più di 2mila euro (da 6.590 lordi). Sostanzioso ritocco verso il basso anche per Giuseppe Pierino (da 4.725 a 1.494 euro) e Pietro Rende, ex presidente della Camera di Commercio di Cosenza: da 6.590 a 1.869. Da 4.725 a 2.664 passerà Sandro Principe, ex assessore regionale alla Cultura e sindaco di Rende. Tutti possono sperare che passi qualcuno degli emendamenti pensati dall’opposizione per modulare il ricalcolo e renderlo meno somigliante a una ghigliottina. Ma pare difficile: la maggioranza vuole fare del taglio ai vitalizi un provvedimento-bandiera. Eventuali revisioni toccheranno alla Corte costituzionale.

Pablo Petrasso
p.petrasso@corrierecal.it





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