Sanità, nuovo affondo di Oliverio: «Siamo stati espropriati» – VIDEO

Il governatore torna sulla questione legata al commissariamento durante il confronto organizzato con la Cisl. «Ho chiesto un incontro al ministro per spiegargli la gravità della situazione». Problemi anche per l’ospedale di Cosenza: «Fondi a rischio»

CATANZARO Criticità ma anche prospettive, ombre ma anche luci. Sulla sanità calabrese la Cisl organizza un confronto ad ampio spettro con il governatore Mario Oliverio, che rilancia le critiche alla gestione commissariale auspicando di incontrare al più presto il neo ministro Giulia grillo «per poter illustrare nel merito la gravità della situazione» e denunciando: «Siamo stati espropriati» della possibilità di governare la sanità.

LA RELAZIONE DI TRAMONTI A fare da traccia a un dibattito molto partecipato, sono le relazioni del segretario generale della Cisl Calabria, paolo Tramonti, e del segretario confederale del sindacato, Ignazio Ganga, e in più il report curato dal Demoskopica e illustrato dal presidente dell’istituto Raffaele Rio. Esordisce Tramonti, secondo il quale «in Calabria siamo da anni in regime di commissariamento di piano di rientro, ma in questi anni non si è prodotto quasi nulla. Si è puntato quasi esclusivamente – sostiene Tramonti – a ridurre i costi, ma questo ha comportato sacrifici enormi per i calabresi, tanta mobilità fuori regione per oltre 300 milioni all’anno, una medicina territoriale quasi inesistente, liste di attesa infinte. Quindi una situazione che va ripresa assolutamente: c’è tanto da fare e soprattutto non si può più consentire una situazione così iniqua per la Calabria e per le nostre comunità».
Ancora Tramonti: «Proprio perché in piano di rientro, la nostra è una delle regioni più tassate d’Italia pur essendo la più povera, ma i calabresi non hanno un servizio sanitario adeguato. È un paradosso inaccettabile. Oggi chiamiamo a raccolta e a responsabilità i vari attori in campo perché solo attraverso il confronto e il dialogo tra tutti i soggetti competenti. Quello che non è accettabile – prosegue il segretario della Cisl calabrese – è il continuo rimpallo di responsabilità tra i vari livelli istituzionali: è necessario che ci si metta attorno a un tavolo e si affrontino i nodi della sanità calabrese. Come Cisl riteniamo che si deve lavorare per superare il commissariamento, perché la gestione ordinaria è quella più adeguata, ma questo comunque – rimarca Tramonti – non significa che si debba tornare all’occupazione della sanità da parte della politica».

IL REPORT DI DEMOSKOPICA Raffaele Rio, presidente di Demoskopica, cita alcuni dati del report dell’istituto sulla sanità calabrese realizzato nei mesi scorsi, report da cui emergono tantissime ombre e qualche luce. Tra le criticità, la soddisfazione dei cittadini per i servizi sanitari, che in Calabria – evidenzia Demoskopica – è al 18,4% rispetto al 36,4% del Paese, e i circa 56mila calabresi che si ricoverano fuori regione. “Davanti al rischio di perdere il diritto di salute dei cittadini e davanti a uno scontro di visioni tra vari soggetti istituzionali – afferma Rio – l’unica soluzione possibile, per i bene dei cittadini, è l’alleanza concreta tra governo e Regione: altrimenti non se ne esce».

OLIVERIO ALL’ATTACCO Ovviamente atteso l’intervento del presidente della Regione Mario Oliverio, che va subito al cuore della questione. «Non c’è finora nessun segnale dal governo, ho chiesto un incontro al ministro della Sanità e attendo questo incontro per poter illustrare nel merito la gravità della situazione», dice il governatore parlando con i giornalisti a margine dell’incontro. «Dalle notizie che ho – aggiunge Oliverio – il debito è sotto controllo e non ci sarà aumento delle tasse, ma il debito doveva essere ancora più contenuto perché la gestione commissariale che da oltre 7 anni gestisce il settore in Calabria aveva il compito di riorganizzare i servizi e cancellare il debito. I servizi non sono stati riorganizzati, i Lea non sono garantiti, è aumentata la mobilità passiva del 33%, sono aumentate le liste d’attesa. Sono dati che dicono che c’è un fallimento dell’esperienza commissariale, dati duri da cui partire per chiedere un’inversione di tendenza. Questo problema l’ho riproposto ai precedenti governi e lo ripropongo anche a questo governo, perché la Calabria – dichiara Oliverio – ha diritto a una sanità che tuteli davvero la salute dei calabresi».
Il presidente quindi precisa ulteriormente il senso della sua posizione: «Io non faccio polemica e non chiedo potere, semplicemente constato un’amara realtà. Il presidente della Regione Lazio Zingaretti ha avuto la responsabilità di governare la sanità della sua regione, a differenza di quello che avviene in Calabria, e, assumendo le responsabilità come può fare chi chiede e ottiene consenso ha ottenuto risultati. Noi invece siamo stati espropriati di questo potere. E non dico questo – avverte Oliverio – per fare vittimismo o per fare scarico di responsabilità, tutt’altro, constato soltanto che una scelta fatta dal governo e approvata dal Parlamento si è rivelata inadeguata. E non posso essere tacciato di spirito di parte, perché questa battaglia la sto facendo a partire dai governi Renzi e Gentiloni. Ora si impone un’iniziativa, perché ancora ci si sta attardando a ridurre il dibattito a un duello tra Oliverio e Scura, ma non è così. Si chiami Scura o in un altro modo, non è questo il punto: io sto parlando di sistema. Questo limite – osserva Oliverio – c’è stato, da parte delle forze politiche ma anche sociali, come se ci fosse solo una lotta di potere, ma non è così».

LE CONCLUSIONI DI GANGA A tirare le fila del dibattito, al quale ha dato il suo contributo anche il segretario generale aggiunto della Cisl Medici, Maurizio Zanfetti, è il segretario confederale del sindaco Ignazio Ganga: “Abbiamo chiesto alla neo ministro Grillo – rende noto –  un incontro per confrontarci su alcuni temi che ci preoccupano molto, perché nella sanità continua un processo di disinvestimento, che ha colpito in modo pesante le regioni più deboli. Il sistema dei tagli lineari sta creando un debito sommerso molto grave per il Paese, e discrasie pesantissime tra le Regioni. Su queste iniquità si deve assolutamente intervenire. Inoltre, siamo molto critici sui Piani di rientro, che non hanno funzionato: anche di questo vogliamo parlare con il ministro della Salute, perché – spiega Ganga – i Piani di rientro si sono focalizzati solo sugli aspetti economici ma non hanno minimamente agito sul miglioramento delle prestazioni dei cittadini. E questo ha ingenerato la mobilità e acuito le liste d’attesa. E bisogna affrontare il tema delle risorse, perché le Regioni che hanno avuto di meno devono avere di più. Infine – conclude il segretario confederale della Cisl – rimettere al centro dell’attenzione il tema della sanità del Mezzogiorno».

OSPEDALE COSENZA, FONDI A RISCHIO «Sul nuovo ospedale di Cosenza abbiamo destinato 245 milioni nel Patto per la Calabria: sono risorse che rischiamo di perdere», ha detto ancora Oliverio. «Noi non ci siamo innamorati di un sito, ma – ha spiegato Oliverio – ci siamo affidati a uno studio di fattibilità per l’individuazione del sito. Abbiamo messo solo un vincolo nel bando di gara, quello di ricercare un sito all’interno del perimetro della città di Cosenza, Questo vincolo è stato motivato dal fatto che tutto possiamo permetterci tranne i localismi e i campanilismi, che in Calabria hanno avuto storicamente effetti drammatici. È un vincolo chiaro: nel bando – ha detto ancora il governatore – l’impresa aggiudicataria ricercherà il sito più idoneo all’interno del perimetro di Cosenza, non dell’area urbana ma della città capoluogo. Lo studio di fattibilità è stato fatto e illustrato, in primis al sindaco di Cosenza e poi a tutti i soggetti istituzionali. Da questo studio arriva una chiara indicazione. Non la si vuole accettare? Il rischio che salti questa opportunità è un rischio serio». Oliverio ha poi aggiunto: «Dico questo anche perché sui giornali c’è un dibattito perché sembra che stanno rastrellando nei rivoli del bilancio per trovare risorse a copertura del Decreto Dignità. Lo dico non per mettere le mani avanti ma per segnalare questo piccolo aspetto. Perché il tema non è duello tra Oliverio e Occhiuto, non c’è nessun duello: io – ha ricordato il presidente della Regione – ho solo proposto di affidarsi a un soggetto che, sulla base di dati oggettivi, ci dica qual è il sito idoneo, aggiungendo poi che l’attuale struttura dell’Annunziata non viene abbandonata ma trasformata in Cittadella della Salute, nella quale raccogliere tutti i servizi territoriali oggi sparsi  e per i quali l’Asp di Cosenza paga 800mila euro di fitti. Mi sembra un’operazione intelligente. E dico questo perché bisogna evitare di restare nel vago. Io ho assunto le mie responsabilità: è chiaro poi – ha concluso Oliverio – che il consiglio comunale ha i suoi poteri sul piano urbanistico, non può essere bypassato e ovviamente mai mi permetterei di bypassarlo».

Antonio Cantisani
redazione@corrierecal.it





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