Favino e la Guzzanti sul palco, il Mgff cala gli “assi”

Partecipate masterclass con i due big che si confrontano con gli operatori culturali di Catanzaro parlando delle loro esperienze e soffermandosi anche sui temi di attualità

CATANZARO Il Magna Grecia Film Festival di Catanzaro cala gli assi del cinema italiano, con l’arrivo sulla scena di “mostri sacri” come Pierfrancesco Favino e Sabina Guzzanti, protagonisti di due masterclass da sold out al Teatro Comunale. Due ore nelle quali gli operatori culturali del capoluogo hanno potuto confrontarsi con due star che hanno da trasmettere molto alle giovani generazioni.
APPLAUSI PER FAVINO – Stimolato dalle domande dei Silvia Bizio, giornalista di Repubblica, Favino si apre ai catanzaresi raccontando dei suoi esordi, del suo «amore per Totò, che è sempre il mio mito», e della sua passione per il teatro che – ha detto- «è carnale e ti sentire un odore diverso perché non ci sono filtri con il pubblico». I rapporti con alcuni suoi colleghi e con alcuni registi con cui ha lavorato: «Resto un grande fan di Sergio Castellitto, ero emozionato quando per la prima volta ho lavorato con lui. Un’altra occasione meravigliosa – prosegue Favino – è stata lavorare con Tom Hanks, che ammiro come uomo e come esempio di come si possa essere una star mantenendo umanità e semplicità, sei mesi con lui mi hanno insegnato moltissimo, e lo stesso è avvenuto con Ron Howard». L’attore si sofferma anche della sua scuola di formazione a Firenze: «Il tentativo – spiega Favino – è consentire ai ragazzi italiani che non possono permettersi i costi altissimi all’estero di avere un’opportunità, concentrandosi soprattutto sulla cultura italiana, nella consapevolezza che in Italia ci sono tantissimi talenti. Grazie ai nostri sforzi la scuola va avanti, e vorrei che diventasse un modello. Il talento – prosegue – è valore e come tale va nutrito e va fatto crescere: se posso essere utile in questo io lo faccio». Favino a tutto tondo: imita Mastroianni, esalta la grandezza e l’unicità di De Sica «ancora un po’ sottovalutata», dice di sentirsi «orgogliosamente del Sud, che ha grande generosità», si tuffa nella sua vita privata parlando della figlia che – sostiene – «vogliamo lasciare libera nello scoprire la sua passione», invita i genitori a far «fare teatro ai loro bambini, perché è una cosa sana», si rallegra nel vedere il Teatro Comunale di Catanzaro pieno, e questo «non capita spesso», conclude l’attore prima di essere raggiunto sul palco dalla Guzzanti, che a sua volta intrattiene con il pubblico catanzarese un’ora all’insegna anche dell’impegno politico, con la sua storia travagliata fatta di censure in serie e di rapporti a muso duro con il potere.
LA GUZZANTI SUL PALCO – Fin dagli esordi, racconta la Guzzanti, «quando un funzionario Rai mi cassò in un provino in cui ero vestita da suora, e questa censura sarebbe diventata il mio destino». La Guzzanti torna agli anni quasi gloriosi della satira di Rai 3 condivisa con altri talenti come il fratello Corrado, facendo quasi automaticamente il raffronto con i tristi tempi di oggi. «È inaccettabile il modo in cui oggi gli attori sono costretti a fare una satira cerchiobottista, nel senso di parlare di una persona al tempo stesso bene e male, questa è schizofrenia, non pluralismo», dice strappando applausi convinti. La Guzzanti poi si sofferma sulla sua esperienza da documentarista, con autentici capolavori come ‘Draquila’, sul terremoto in Abruzzo: «La gestione di quel sisma – rivela – ci sembrava esemplare ma a un certo punto iniziammo a sospettare che dietro l’apparenza la realtà era ben diversa, e infatti emerse la gestione truffaldina della Protezione civile ai tempi di Berlusconi, e con il nostro lavoro contribuimmo a cambiare le norme sulla Prociv. All’epoca la Prociv gestiva anche i grandi eventi come il G8, con costruzioni megagalattiche spesso mai finite, e in Calabria voi potete capirlo con tutte le costruzioni a metà che si vedono in giro». La Guzzanti si prende la scena ‘regalando’ al pubblico di Catanzaro l’imitazione, tratta dal cult ‘Tg Porco’, della sindaca di Roma Virginia Raggi che ai romani dice «non mettetemi ansia con l’elenco dei problemi della città, in fondo io ho solo vinto un provino con Casaleggio». E infine il saluto con una condivisa riflessione sui social: «Al di là del berlusconismo, hanno avuto una grande responsabilità nel degrado a vari livelli che oggi vediamo. Non usate facebook per fare commenti, usatelo – conclude la Guzzanti – per mostrare le vostre capacità».

Ant. Cant.







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