Per la Sanità un dirigente temporaneo a tempo indeterminato

La Regione cerca da un anno un manager “titolare” per la guida del dipartimento Tutela della Salute. Ma continua a bocciare tutti i candidati (interni ed esterni). Così Bruno Zito, dg a interim, resta sempre al proprio posto. Anche se ha “snobbato” la selezione per quella poltrona

CATANZARO Mettiamola così: alla Regione c’è un manager che ha già “spiegato” di non voler guidare il settore della sanità, uno dei più complicati della macchina burocratica. Bruno Zito (il manager in questione) non ha neppure risposto all’avviso interno con il quale la giunta Oliverio voleva selezionare un direttore generale interno (cioè tra i dipendenti di ruolo). Bene, per uno di quei paradossi democratici che soltanto la Calabria è in grado di esibire, Zito guida il dipartimento Tutela della Salute a interim ma in pratica a tempo indeterminato. La sua è una reggenza temporanea che viene – di volta in volta – prorogata. E questo nonostante vi siano due potenziali manager di ruolo idonei a ricoprire la carica, almeno sulla base dei curricula selezionati, e ben 33 aspiranti dg esterni con i titoli in perfetto ordine. Per la giunta regionale nessuno di loro è meritevole di quella poltrona così delicata.

UN LUNGO PERCORSO La prima volta la politica ci ha provato con un avviso rivolto ai manager di ruolo della Cittadella: niente di fatto, perché nessuno dei nove curriculum pervenuti ha soddisfatto le richieste dell’esecutivo Oliverio. I maligni, che spesso ci azzeccano, hanno pensato al “solito” escamotage per assumere un dirigente esterno, magari di area. Dopo la fumata nera, in effetti, la ricerca – come vuole la normativa – si è spostata al di fuori delle mura del palazzo di Germaneto. Addirittura in due fasi: entro il primo termine, fissato per il 31 luglio 2017, erano arrivate poche candidature, così la selezione è stata estesa per qualche giorno. A quel punto, in agosto, le domande erano trentasei, con trentatré ammessi. Pareva tutta lì la sfida per ottenere una delle poltrone più ambite e difficili della burocrazia regionale. E, in effetti, di curriculum importanti ce n’erano. I più assegnavano buone chance sia Achille Gentile, direttore generale dell’Azienda ospedaliera di Cosenza, che Antonio Belcastro, che guida la Mater Domini. Entrambi scelti da questa giunta regionale per governare postazioni strategiche; se non altro dovrebbero godere della fiducia della classe politica. E invece, sorpresa: neanche tra i 36 esterni ammessi c’era un nome che accontentasse la politica. Decisione presa con una certa calma, il 18 aprile 2018, anche se i curricula erano arrivati nell’agosto 2017. «La giunta ritiene – questa la motivazione delle “bocciature” – che tra coloro che hanno avanzato la propria candidatura non emerga una specifica professionalità capace di assicurare il necessario raccordo tra gli organi di governo della Regione e il commissario ad acta per il Piano di rientro e consideri le soluzioni di riorganizzazione delle attività sanitarie attuate nelle altre regioni sottoposte a Piano di rientro». Nuovo giro, allora: si torna a cercare nei ruoli regionali. Questa volta i papabili sono due. Uno è il dg dell’Asp di Reggio Calabria Giacomino Brancati, l’altro il dirigente regionale Domenico Macrì. Sembra favorito il primo, ma – tra la domanda e la possibile nomina – i suoi rapporti con Oliverio peggiorano, al punto che il governatore gli chiede di dimettersi dall’Azienda sanitaria.

ANCORA TU Nulla di fatto, di nuovo: e allora si tornerà a cercare il dirigente “fuori dalle mura”. Per via (sempre) delle stesse ragioni: i delicati rapporti con il commissario al Piano di rientro e la complicata trama da tessere con i ministeri che affiancano la Regione nel tentativo di abbattere il deficit e migliorare i servizi (Salute ed Economia, i cui inquilini nel frattempo sono cambiati).
Solo che nel frattempo è passato un anno dall’inizio dello scouting. E il 3 agosto un decreto del presidente della giunta regionale (ri)nomina Bruno Zito dirigente generale reggente del dipartimento Tutela della Salute e anche del dipartimento Organizzazione e Risorse umane, anch’esso in cerca di una guida stabile (ma in questo caso la ricerca è partita più di recente, e il titolare era sempre Zito). Non aveva neanche chiesto di essere scelto come manager “ufficiale” ed è stato “condannato” alla reggenza a tempo indeterminato.

Pablo Petrasso
p.petrasso@corrierecal.it





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