Catanzaro, Fiorita chiama i cittadini alla “Resistenza civile”

Lettera aperta del leader di “Cambiavento” dopo l’ultimo Consiglio comunale: «Prevale l’interesse singolo, è ora che i catanzaresi facciano un passo avanti». Il consigliere regionale Bova: «Servono approfondimenti»

CATANZARO Chiama i catanzaresi a «fare un passo avanti» per «impedire la mortificazione continua e profonda degli interessi della cittadinanza per favorire ora questo ora quell’interesse singolo», e sollecita i catanzaresi a mobilitarsi perché «noi consiglieri di opposizione stiamo facendo e continueremo a fare la nostra parte, a non basta». Nicola Fiorita, leader di “Cambiavento” e già candidato sindaco alle Comunali di Catanzaro del giugno 2017, lancia un vero e proprio grido d’allarme all’indomani dell’ultimo consiglio comunale, quello di ieri, «convocato – ricorda – con urgenza e con una sola pratica all’ordine del giorno».

LA “LETTERA APERTA” DI FIORITA Fiorita si affida a una “lettera aperta” ai cittadini per spiegare la situazione. E non far «cadere presto nel dimenticatoio» due cose «molto gravi», accadute nella seduta consiliare e che – rimarca – «meriterebbero di essere conosciute e discusse da tutti».
La prima – esordisce il leader di “Cambiavento” – «è di metodo: il Consiglio comunale che viene convocato sempre più raramente è stato chiamato in fretta e furia ad esprimersi su una pratica non conosciuta dai consiglieri, non passata dalla commissione competente e la cui urgenza è stata fondata su una presunta Pec che nessuno ha potuto vedere. Si è consumata così l’espropriazione del diritto dei consiglieri a intervenire su cose che si conoscono, che si studiano, che si istruiscono e il consiglio comunale è stato definitivamente ridotto a un simulacro della democrazia: irrilevante perché si vota a scatola chiusa e a comando».

QUELLA “PEC” SOSPETTA  Il secondo punto che l’esponente di “Cambiavento” sottolinea riguarda la pratica – l’unica – all’esame del Consiglio comunale di ieri, pratiche – osserva Fiorita – relativa al quartiere Corvo «su cui è prevista la realizzazione da parte di “Vivere Insieme” di un campo di calcio, di una struttura socio-sanitaria e di altre meno rilevanti opere. Il privato in questione vanta già il diritto di superficie sull’area che è di proprietà comunale e le opere previste sono inserite nel progetto pubblico-privato per la riqualificazione delle periferie. I singoli progetti rientranti in questo bando sono stati predisposti dal Comune all’inizio di agosto, nel frattempo i finanziamenti sono stati revocati dal governo e non si sa se saranno riattivati». Ecco la ricostruzione di Fiorita: «Con massima urgenza il Consiglio comunale viene chiamato ad approvare una delibera che prevede la manifestazione di interesse del Comune a vendere quell’area ad un privato. L’urgenza viene motivata con la necessità di non perdere i finanziamenti ma: i progetti sono stati già predisposti; i finanziamenti sono già incerti; la Pec del ministero che prevede la possibilità (non il dovere) di integrare il progetto è del 7 agosto; l’unica novità è una Pec di “Vivere Insieme” (del 3 settembre) che chiede di acquistare. Quindi – spiega il consigliere di “Cambiavento” – per andare incontro all’interesse di un privato si approva una delibera senza seguire l’iter normale di valutazione del bene che si vende, senza inserire il bene nel piano di alienazione, senza discutere la pratica in commissione, senza rispettare i tempi normali del consiglio e si crea una situazione in cui si provvederà a mettere in vendita, attraverso una procedura di evidenza pubblica, un bene che è già assegnato per 80 anni ad un privato e su cui quel privato ha già predisposto una serie di interventi inseriti dal comune nei progetti per le periferie. Solo incidentalmente – ricorda Fiorita – questo privato è un consigliere regionale di Forza Italia». L’opposizione – sostiene ancora – «ha chiesto un rinvio della pratica e ha trovato sulla sua strada il sostegno di due consiglieri di maggioranza, Merante e Trifiletti, che pur essendo d’accordo con la maggioranza nel merito del provvedimento hanno condiviso le nostre preoccupazioni per un procedimento totalmente irrituale e irragionevole. La nostra proposta è stata bocciata e la pratica è stata approvata».

«CATANZARESI MOBILITATEVI»  Tra amarezza e orgoglio Fiorita prosegue lanciando, infine, un appello che è in realtà una chiamata alla “resistenza civile”. «Ogni cittadino può a questo punto farsi un’opinione. Così come ogni cittadino ha la sua opinione sulle strisce blu, sulle consulenze sempre agli stessi soggetti, sul degrado e l’incuria, sulla morte del centro storico, sull’abbandono delle periferie, sulle occasioni mancate a Lido. Per me, che intendo la politica come realizzazione del bene comune è sconfortante assistere alla mortificazione continua e profonda degli interessi della cittadinanza per favorire ora questo ora quell’interesse singolo. Noi consiglieri di opposizione stiamo facendo e continueremo a fare la nostra parte. Ma non basta. I danni che questa maggioranza sta producendo vanno a scapito di tutti e rischiano di essere irreparabili. È ora – conclude il leader di “Cambiavento” – che siate voi, cittadini di Catanzaro, a fare un passo in avanti per impedire che tutto ciò prosegua come se niente fosse e per salvare Catanzaro da questa amministrazione. Nessuno potrà dire di non sapere».

BOVA: SERVONO APPROFONDIMENTI A dare man forte a Fiorita arriva il consigliere regionale Arturo Bova, rappresentante di Articolo 1-Mdp per Liberi e Uguali: «La pubblica denuncia del consigliere comunale di Catanzaro Nicola Fiorita, sostenuta da larga parte dell’opposizione e relativa a quanto avvenuto nella seduta del consiglio comunale di giovedì merita un serio approfondimento – dice». E prosegue: «Se già nel metodo della convocazione e della discussione si possono infatti ravvisare evidenti elementi che rimandano ad un vero e proprio svilimento del ruolo dei consiglieri, ancor più gravi appaiono i fatti nel merito della pratica discussa». «La denuncia di Fiorita, pubblica e circostanziata, – conclude Bova – non può rimanere lettera morta nel panorama politico locale, ma soprattutto non può passare inosservata alle istituzioni. Da consigliere regionale e da esponente di Articolo 1-Mdp, quindi, con urgenza intendo attivare ogni canale politico e istituzionale affinché si faccia piena luce su una vicenda che, se confermata, non lascerebbe spazio ad interpretazioni di parte ma mettere in evidenza come l’amministrazione comunale di Catanzaro abbia operato per preservare l’interesse privato a scapito di quello pubblico».

a. cant.





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