Tansi: «Dal 19 novembre tornerò a fare il geologo»

Il capo della Protezione civile annuncia l’addio al settore dopo tre anni (e ringrazia Oliverio). «Contesto avvelenato da non pochi nemici, ma abbiamo sottratto il dipartimento al malaffare e allontanato i volontari dalla politica»

CATANZARO Non è la prima volta in cui Carlo Tansi si congeda via social network dalla Protezione civile. In questa occasione, però, a differenza del passato, il dirigente dà una scadenza precisa alla propria esperienza alla Regione. «Il 18 novembre 2018 – scrive su Facebook –, tra un mese esatto, scade il mio naturale mandato di dirigente della Protezione Civile della Regione Calabria. Finisce il mio triennio di aspettativa in cui sono stato prestato alla Regione e il 19 novembre tornerò a fare quello che ho sempre fatto e quello che so fare: il ricercatore presso l’Istituto di Ricerca per la Protezione idrogeologica del Consiglio Nazionale delle Ricerche». L’addio arriva dopo giorni di polemiche sulla rete pluviometrica della Regione. Polemiche prima politiche (hanno sollevato obiezioni i consiglieri regionali Carlo Guccione e Domenico Tallini, quest’ultimo parlando di dubbi sul funzionamento della rete nei giorni dell’alluvione di Lamezia Terme) e poi tecniche (l’addio della società che gestisce la manutenzione del sistema, i cui esperti considerano non efficace la raccolta dei dati).

«STOP AL MALAFFARE» C’è dunque un nuovo countdown, questa volta lungo 30 giorni, fino a quello che pare essere l’addio a un’esperienza che il geologo descrive nel suo post. «Durante questi tre anni – scrive – ho anche ripulito la Protezione civile regionale dal malaffare, denunciando sempre illeciti e soprusi alla autorità giudiziaria e contribuendo nelle indagini che hanno portato anche agli arresti di soggetti che in passato avevano leso le nobili origini della Protezione Civile. Per questo ho subìto minacce di morte e attentati. Grazie al prezioso supporto dei miei collaboratori – continua il dirigente –, abbiamo fatto risparmiare alla pubblica amministrazione altre 1 milione e mezzo di euro all’anno, tra trasferimenti da locali privati a locali regionali e straordinari, turnazioni e reperibilità di personale che, anche con mansioni di operaio, guadagnava fino a 6000 euro netti al mese».

EASYALERT Tansi sottolinea che «abbiamo reso sicuri sistemi di comunicazione della protezione civile che, prima del mio arrivo, si paralizzavano ad ogni temporale perché andava via la luce e che invece ora funzionano anche (speriamo mai) in caso di grande terremoto. Abbiamo informatizzato la protezione civile rendendo intercomunicanti e interattivi in tempo reale – durante le emergenze – tutti i soggetti del sistema di protezione civile, compresi i cittadini che attraverso la nostra App gratuita EasyAlert possono facilmente comunicare alla nostra sala operativa situazioni in cui rischiano la vita, oltre che ricevere direttamente i messaggi di allerta».

«VOLONTARI SOTTRATTI ALLA POLITICA» Tansi ricorda anche che «il nostro innovativo sistema di Protezione civile non solo è stato lodato più volte pubblicamente dal capo dipartimento della Protezione civile nazionale, Angelo Borrelli, che lo ha preso come riferimento per altre regioni italiane, ma ha vinto il primo premio a Roma, lo scorso giugno, al forum nazionale della pubblica amministrazione per le sue caratteristiche innovative». E accredita a sé anche un altro successo: «Abbiamo rivoluzionato il sistema del volontariato di protezione civile, sottraendolo alla politica, riportandolo alle sue nobili origini e aprendolo a tutti. Abbiamo gestito – continua – con efficacia tantissime grandi emergenze e le relative Ordinanze, distribuendo decine di milioni di euro con criteri basati sulla equità, trasparenza e sulla legalità, supportando costantemente i sindaci, giorno e notte, tutti i giorni dell’anno. Abbiamo realizzato in tutte le sedi provinciali uffici ipertecnologici dove abbiamo distribuito mezzi e attrezzature che prima erano tutti concentrati a Catanzaro o dati ad associazioni di volontariato gestite con metodi clientelari. Abbiamo portato i comuni dotati di piani di protezione civile dal 53% al 94%, anche in tal caso supportando i sindaci nella redazione dei piani, mettendo loro a disposizione gratuitamente una task force di 80 professionisti specializzati».

I «NEMICI» Una stilettata è riservata al «contesto avvelenato da certi pochi nemici, poco credibili, di cui mi onoro di aver subìto gli attacchi mediatici che mi hanno sferrato per denigrare la mia persona avendo toccato interessi e incrostazioni sedimentati per anni». La chiosa è riservata al presidente Oliverio «perché mi ha difeso nei momenti più bui. Senza di lui non avrei avuto questa grande opportunità».







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