Quelle storie di calabresi “straordinari” – VIDEO

Il film-maker Massimo Castelli ha prodotto quattro miniserie di documentari che raccontano una Calabria positiva: «Si può fare impresa anche qui». La produzione verrà trasmessa su L’Altro Corriere Tv

«Se nessuno del luogo vede positività, perché dovrei vederle io?». Una sfida che ha animato un viaggio. Inteso come ricerca da effettuare in prima persona sul campo. E poi trasferirne i contenuti all’esterno utilizzando i mezzi che la contemporaneità ha reso più divulgativi possibili: i social media. Da qui nasce l’idea di Massimo Castelli – film-maker nato a Colonia da genitori italiani – di entrare in un mondo sconosciuto «anche ai suoi stessi abitanti» e vincere gli stereotipi di una terra in cui «non c’è nulla» al di là della delinquenza e dell’abbandono. La Calabria che emerge dai «documenti», come definisce Massimo i suoi video, è altra: positiva, reattiva e innovativa. Nell’accezione più profonda del termine. Nei visi, nelle esperienze raccontate nelle mini serie “Amazing Everyday People #storiedellacalabria” che andrà in onda su L’Altro Corriere Tv – inventate da Massimo – emergono prepotentemente questi aspetti.
Persone che spontaneamente ogni giorno fanno qualcosa che diventa “straordinario” (da qui il titolo delle serie) per resistere in un territorio reso difficile dalla diffidenza diffusa o meglio dalla «depressione collettiva che sembra essere la stato d’animo “normale” dei calabresi». «C’è una condizione mentale da superare», dice Massimo che racconta la sua prima volta in Calabria. «La cosa che mi ha stupito di più nelle persone che avevo conosciuto è che parlando della propria regione utilizzassero termini negativi: “Qui non c’è nulla…”, “Non c’è futuro…”, “Non resta che andare via…”. Io non ho mai concepito per mia natura e per esperienze personale questa accezione. Per ogni azione negativa percepita esistono almeno dieci positive e che spesso non vengono recepite. Da qui trae spunto il progetto: raccontare quella parte della Calabria che esiste ma non è conosciuta». Il “progetto” in realtà, spiega Massimo al Corriere della Calabria, era più ampio: «puntava a documentare le persone straordinarie che avevo conosciuto nella mia vita in varie parti del mondo».
Massimo nel suo background vanta esperienze non solo in Germania dove è nato, ma in Brasile, in Spagna, in Australia, negli Stati Uniti e nella stessa Italia. Paesi in cui ha perfezionato gli studi. Conosce perfettamente sei lingue. «Ho compreso che non solo viaggiando ma anche fermandomi in alcuni Paesi dove ho studiato mi avrebbe permesso di completare la mia formazione personale».
Alle spalle iniziative imprenditoriali, tra cui un’azienda nel settore dell’export di frutta tropicale dal Sud America e poi il “ritorno” al suo vero amore: la realizzazione di video. «È stata la mia compagna Eleonora (origini di Palermiti doc) – dice – ha convincermi di focalizzare la mia attenzione sulla Calabria. “Perché non inizi da qui?”, mi ha detto. E nel 2014 il progetto ha preso forma. Realizzare piccoli documentari semiprofessionali sulle persone straordinarie che vivono in questa regione». Ad aiutare Massimo nella sua “ricerca” di storie positive di resilienza un amico conosciuto nelle sue “vacanze calabresi”. «Grazie a Nico – racconta – mi si è spalancato un mondo incredibile. Fatto di persone straordinarie, piene di vita e di passione per quello che facevano».
Poi la ricerca di qualcosa che «rendesse credibile quello che avrei raccontato. Un partner la cui reputazione fosse altissima».
Così Massimo ha cercato e trovato un gruppo di imprenditori che “sponsorizzasse” l’idea di trasmettere le positività della Calabria attraverso il racconto di uomini e donne che, nonostante tutto, si rimboccano le maniche e «creano». «Sono imprenditori nell’accezione più ampia e positiva del termine. Non prenditori, ma persone che hanno ideato qualcosa di produttivo per se stessi e per il territorio in cui vivono».
Nasce così la prima serie composta da 5 storie “rivoluzionarie” «che ribaltano quella percezione di immobilismo e negatività che delineano nell’immaginario collettivo la Calabria» di cui, confida, anche lo stesso autore di “Amazing Everyday People #storiedellacalabria” prima si era fatto. Nel 2016 quell’idea diventa realtà. Si parte dalla storia di “Palermiti Artem”, una compagnia teatrale che mette in scena spettacoli all’aria aperta senza avere un teatro. Un gruppo di ragazzi che nella zona delle Pre-Serre catanzaresi si è inventato un nuovo modo di promuovere arte e creatività ed ha un moto: “Il fallimento non è concepito”.
C’è “Orto di famiglia” in cui Stefano Caccavari ha scoperto un modo per coniugare il mangiar sano con la cura della terra rispondendo a una domanda che si era posto: “Cosa stai facendo per il tuo territorio?”. E “Nido di seta” la scommessa di Domenico, Giovanna e Miriam di “non andare via dalla Calabria” riprendendo la tradizione centenaria della produzione della seta a San Floro. O di Eddi e Vincenzo che sono rientrati in Calabria reiventando una Catanzaro diversa grazie alla streetart e il progetto “ALTrove”.
Massimo poi ha realizzato “The italian waterman” raccontando la storia di Tony Cili – al secolo Antonio Ciliberto – campione italiano di kite wave che si sta impegnando a far crescere questa disciplina nella regione e che dice: «Sono fortunato a vivere in Calabria: con due mari dove potermi allenare ho una marcia in più rispetto agli altri».
Poi la seconda miniserie pubblicata anch’essa come la precedente sul suo canale Youtube a cavallo tra il 2016 e il 2017 con un altro gruppo di 4 storie e, praticamente, senza soluzione di continuità la terza e quarta miniserie sempre pubblicata sul canale del film-maker. «Di proposito ho preferito non dare un taglio troppo professionale alla produzione per non rischiare di compromettere la genuinità dei protagonisti delle storie. Questo avrebbe potuto far perdere la “straordinarietà” delle loro esperienze sul campo».
E alla domanda sull’obiettivo principale su cui punta con queste produzioni, Massimo è diretto: «Vorrei interrompere quel vortice negativo che circonda la Calabria e che gli impedisce di far conoscere le sue qualità. Vorrei anche aprire gli occhi alle persone che vivono lì e far comprendere che qualsiasi cosa è possibile. Qualsiasi impresa si può realizzare ovunque. Basta crederci. È la ricetta del successo».
Secondo Massimo paradossalmente la circostanza che per decenni il territorio è rimasto intatto potrebbe costituire la chiave per costruire un’altra Calabria. Basata su un’economia più sostenibile. «Occorre fare in fretta, prima che qualcun altro, che non ha a cuore il territorio, scopra quanto sia bella questa terra e la sfrutti. La trasformi, snaturandola delle sue caratteristiche uniche». Una scommessa dunque che dovranno vincere soprattutto i calabresi. «Un altro modello di sviluppo è possibile ed in Calabria si sperimenta ogni giorno. Le storie che ho raccolto e che raccoglierò prossimamente ne sono la testimonianza».

Roberto De Santo
r.desanto@corrierecal.it





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