SFASCIO | Regionali, Abramo: «Per Oliverio sono io il candidato più pericoloso» – LA PUNTATA

Il neo presidente della Provincia di Catanzaro ospite de Lo Sfascio: «Nessun ballottaggio con Occhiuto, ma voglio lavorare perché sono stanco di vedere la Calabria in ginocchio». L’appello per un centrodestra unito e il rapporto con la Lega. Ma Salvini «non riuscirà a superare Fi». Bordata ai 5 stelle: «Con internet non si può scegliere la qualità»

LAMEZIA TERME Inevitabile vederci un pizzico di malizia: «Forse per Oliverio sono più pericoloso rispetto a tanti altri candidati». Inevitabile se a pronunciare queste parole è il sindaco di Catanzaro, nonché nuovo presidente della Provincia, Sergio Abramo, ospite dell’ultima puntata de Lo Sfascio, il talk politico de L’Altro Corriere Tv.
Il messaggio di Abramo sembra rivolto proprio a quel centrodestra che gli ha permesso di conquistare l’ente intermedio ma che, al momento, sembra intenzionato a dare fiducia a un altro sindaco, e precisamente a Mario Occhiuto, per quel che riguarda la candidatura a presidente della Regione.
Il primo cittadino di Catanzaro dà la sua stoccata agli alleati proprio nel momento in cui analizza la vittoria alle Provinciali: «C’è stato un pesante intervento della Regione sui Comuni, i sindaci sono stati chiamati direttamente. Forse per Oliverio è più pericoloso Abramo rispetto a tanti altri candidati».

INTERFERENZE Per Abramo, insomma, le “interferenze” del governatore ci sarebbero state eccome, ed è così che si spiega quel margine ridotto (solo 400 voti) tra lui e il candidato del centrosinistra, Ernesto Alecci. «Non avevo mai visto una Regione che entra così a gamba tesa sull’elezione di un ente intermedio», confessa il sindaco nel corso dell’intervista rilasciata a Pietro Bellantoni.
Sul perché di tale interessamento da parte di Oliverio, Abramo ha qualche idea: «Sono sindaco della città capoluogo e ora presidente della Provincia. Faccio le battaglie sui rifiuti e sull’acqua e sono quello che si è opposto alle politiche sui porti. Oliverio potrebbe aver paura di una mia candidatura a governatore, altrimenti non si capisce questa insistenza su Catanzaro».
Ma Abramo non chiarisce se quella del presidente della Regione sia una paura fondata o meno, perché non scioglie il nodo su una sua possibile discesa in campo: «Non ho mai detto di aspirare a candidarmi a governatore, ho sempre detto che voglio difendere Catanzaro, che deve avere un ruolo importante alle prossime Regionali. Quando Catanzaro è forte, aiuta tutte le altre province. Dobbiamo essere coesi e fare sviluppo per tutta la regione. Ma, per farlo, bisogna mettersi attorno a un tavolo e delineare il ruolo del comune capoluogo».
Nessun ballottaggio, dunque, con il sindaco di Cosenza per la leadership del centrodestra: «Non mi sento in competizione con Occhiuto, dovesse essere lui il candidato sarei felicissimo. Non è problema di candidatura, io metto avanti prima il progetto. Ho sempre detto che voglio lavorare perché sono stanco di vedere la mia regione in ginocchio e tanta povertà in giro. Sono in campo insieme a Occhiuto e al centrodestra per cambiare la Calabria. Poi, tra qualche settimana, ci riuniremo e decideremo chi sarà il candidato».

CENTRODESTRA COESO Quanto al centrodestra calabrese, con il cappotto delle Provinciali «ha dimostrato di essere maturo e coeso. Non era facile dopo 4 anni di gestione del centrosinistra. Il risultato è un punto di partenza che ci permette di arrivare uniti alle sfide future. Ora dobbiamo pensare a un programma che dia risposte ai calabresi».
C’è, poi, il capitolo Lega, che nel capoluogo ha eletto un consigliere provinciale per la prima volta: «Ritengo che il centrodestra, per vincere, debba andare compatto: a Catanzaro abbiamo anticipato questa collaborazione». Ma Abramo non crede al sorpasso di Salvini: «In Calabria Fi ha una delle medie più alte d’Italia e non credo che la Lega riuscirà ad arriverà ai suoi livelli. La cosa più importante è la coesione del centrodestra su un progetto vero di sviluppo».

M5S L’ultima frecciata è riservata ai 5 stelle: «Venti o trenta anni fa, per diventare senatore o deputato dovevi essere un uomo capace di conoscere la politica e avere un adeguato livello culturale. Non credo che attraverso internet si possa scegliere la qualità di una persona. Non ho avuto modo di conoscere molti parlamentari del Movimento, ma non so quanto possano capire le reali esigenze degli enti locali».





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