L’odissea di Giuseppe nella sanità: «Da 18 mesi aspetto per un ecodoppler»

Il signor Molinaro ha 68 anni, soffre di diabete e ha l’aorta ingrossata. Ad aprile 2017 lo avevano prenotato per il 12 febbraio 2018. Ma da allora si sono susseguiti una serie di rinvii. Il paziente: «A Germaneto i reparti funzionano ma in questa storia mi sento preso in giro» – VIDEO

CATANZARO Il signor Giuseppe Molinaro ha 68 anni, soffre di diabete mellito e ha l’aorta ingrossata. Alla fine di marzo del 2017 ha cominciato ad avvertire dei dolori alle gambe: pesantezza, indolenzimento. «Mi sentivo le gambe sempre più dure e pesanti», ci racconta. Il suo cardiologo non ha esitato, viste le sue patologie, a prescrivergli un ecodoppler alle gambe. Per essere precisi, un eco(color)dopplergrafia agli arti inferiori, così è scritto nell’impegnativa che il medico gli prepara. Il sette aprile 2017 Molinaro si rivolge all’Azienda ospedaliero-Universitaria “Mater Domini”, nella struttura di Germaneto. È in questa struttura che seguono i suoi problemi con il diabete, nel reparto di Malattie del metabolismo «che funziona come un orologio», dice il paziente. Anche il reparto di Cardiologia funziona bene secondo Molinaro il quale, però, oggi si trova in serie difficoltà per poter fare un’eco(color)dopplergrafia, a 18 mesi di distanza dalla sua prenotazione.

L’odissea ha inizio il 7 aprile 2017 quando il paziente si presenta a Germaneto con la sua impegnativa e viene prenotato per il 16 febbraio 2018, dieci mesi dopo. È un periodo di tempo lunghissimo ma Molinaro accetta e aspetta: ha diritto a quella visita e, inoltre, per ragioni di salute e di reddito è esente dal pagamento del ticket. Pochi giorni prima dell’esame, però, dopo avere atteso 10 mesi, riceve una telefonata con la quale rinviano l’ecodoppler di un mese, al 21 marzo 2018. Amareggiato, il paziente decide di aspettare. Ma il 20 marzo una nuova telefonata sposta il suo esame di un altro mese: al 20 aprile. E così come accaduto precedentemente, il giorno prima dell’appuntamento pattuito ad aprile l’esame viene rinviato ancora, questa volta agli inizi dell’estate.
Come in un rosario sfibrante il 24 maggio, Molinaro riceve l’ennesima telefonata: niente da fare nemmeno questa volta, si rimanda al 3 settembre.
Sembra un incubo quando il 2 settembre lo richiamano per dire che il macchinario è rotto. Questa volta non fissano date, «mi hanno solo detto che mi avrebbero richiamato», racconta Molinaro. Ma il paziente non molla, è un suo diritto avere un esame medico, e il 13 settembre si reca direttamente a Germaneto per chiedere informazioni e protestare per quella insensata attesa. «Mi hanno detto che ho ragione e che mi avrebbero richiamato ma siamo a novembre e io non ho ricevuto mai nessuna comunicazione», dice ormai esasperato Giuseppe Molinaro. «Ti costringono a fare gli esami a pagamento. Ma così mi sento preso in giro».

Alessia Truzzolillo
a.truzzolillo@corrierecal.it





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