Catanzaro, il centrodestra procede con i “piedi di piombo”

Resta ancora alta la tensione nella coalizione che guida il Comune capoluogo e ora anche la Provincia, ma al momento è tregua anche se “armata”: in arrivo appuntamenti istituzionali molto delicati

CATANZARO Come elefanti in una cristalleria. In questi giorni il centrodestra di Catanzaro si muove con i piedi di piombo sul delicatissimo pavimento predisposto dalle elezioni provinciali del 31 ottobre. Una tornata elettorale positiva, molto positiva nei risultati, con il ritorno alla guida di Palazzo di Vetro con il neo presidente, nonché sindaco  del capoluogo, Sergio Abramo e con un Consiglio a stragrande maggioranza, ma al tempo stesso piena di affanni e di tensioni, per come il successo è maturato.

LA “TREGUA ARMATA”  Oggi, in realtà, per la coalizione è stata la prima giornata di tregua dopo quasi una settimana trascorsa dai “big” e dalle forze politiche a lanciare anatemi e minacce di punizioni esemplari nei confronti di quanti, a vario titolo, hanno messo a repentaglio la vittoria di Abramo e la tenuta del centrodestra. Paradossalmente, la sortita del presidente Anci ed (ormai ex) grande promessa renziana Gianluca Callipo, con la sua decisione di lasciare eil Pd per abbracciare il sindaco di Cosenza Mario Occhiuto in vista delle Regionali assecondando così l’asse Occhiuto-Jole Santelli, è stata vissuta allo stesso modo all’interno del centrodestra catanzarese, che ancora crede fortemente alla possibilità di “strappare” la candidatura alla presidenza della Cittadella. Ma, a parte questo aspetto, la tregua c’è, e a garantirla si sarebbe posto, in forza della sua leadership unanimemente riconosciuta, il coordinatore di Forza Italia Mimmo Tallini. Una tregua necessaria per non rompere gli equilibri attuali, abbastanza stressati dai “tradimenti” del voto delle Provinciali. In realtà la tregua è anche la strada obbligata dalla difficoltà di trovare una via d’uscita all’impasse che non sia un bagno di sangue, pericolosissimo in questa fase di abbrivio alle campagne elettorali del 2019. Sotto accusa ci sono due consiglieri comunali di Forza Italia, Giovanni Merante e Antonio Triffiletti, già da tempo voci “critiche” nella maggioranza di Abramo e sospettati di aver tirato indietro la manina quando si è trattato di votare il sindaco anche alla Provincia, e poi il capogruppo di “Officine del Sud”, Giuseppe Pisano, “fedelissimo” del capogruppo azzurro alla Regione, Claudio Parente, entrato in consiglio provinciale con un suffragio superiore alle attese e, soprattutto, in violazione delle intese pre-elettorali della coalizione. E’ soprattutto il “caso Pisano” a tenere banco nel centrodestra catanzarese, perché ha alterato i rapporti di forza, provocando la palese irritazione di alcuni “colonnelli” della coalizione, in particolare del già senatore Piero Aiello e del suo gruppo, guidato dal consigliere regionale Baldo Esposito. “Marosi” vengono riferiti all’interno di Forza Italia, con la pressante richiesta dei “ribelli” di un chiarimento interno al gruppo azzurro al Comune, richiesta però finora respinta anche piuttosto acremente. Inoltre, per tutta la giornata di ieri e anche per quella di oggi si sono rincorse le voci di un documento in via di stesura nel quale si sarebbe chiesta la riparazione ai torti subiti, soprattutto – secondo fonti accreditate – si sarebbe chiesto a “Officine del Sud”, e a Parente in particolare, di convincere Pisano a dimettersi da consigliere provinciale o, in mancanza, di rinunciare a un assessore in quota “Officine” nella Giunta comunale di Abramo.

VERSO LA RESA DEI CONTI  Ma questo documento, ammesso e non concesso che ci fosse davvero, non ha ancora visto la luce e verosimilmente non la vedrà, almeno fino a quando i vertici del centrodestra catanzarese non si siederanno attorno a un tavolo per decidere come andare avanti: la cosa potrebbe avvenire in questo fine settimana, essendo qualche “big” come Parente fuori sede, o potrebbe avvenire anche nel contesto di una riunione del coordinamento convocata regionale di Forza Italia che – si dice – tenersi sabato. Più probabilmente, la vera “resa dei conti” si avrà nella prossima settimana, attraverso un passaggio istituzionale non tanto nel Consiglio comunale di lunedì 12 novembre (unico odg è la cittadinanza onoraria al professor Pierluigi Nicotera) o nel Consiglio provinciale del 14 novembre, quanto piuttosto nel Consiglio comunale del 13-16 novembre, lì dove molti si attendono annunci pubblici e confessioni più o meno sincere. Nel frattempo, il centrodestra si compatta su Sergio Abramo, la cui capacità di mediatore e di “calmieratore” si conferma sempre più come un autentico valore politico: ai suoi più stretti collaboratori il sindaco e presidente della Provincia avrebbe confidato di non avere intenzione di procedere a scelte che “strappino” ulteriormente, a meno che non siano condivise con gli azionisti delle sue maggioranze, anche se – dicono i bene informati – dopo Natale c’è da attendersi qualche novità soprattutto a palazzo De Nobili. Salvo la situazione non precipiti nei prossimi giorni.

Antonio Cantisani
redazione@corrierecal.it





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