Sapia: «Nella sanità calabrese si applicano norme immaginarie»

Il deputato del M5S contesta la permanenza in servizio dei manager delle Asp di Reggio e Catanzaro dopo le dimissioni dei dg Brancati e Perri. «Sono rimasti al loro posto perché qui vige l’ordinamento del villaggio dei Puffi»

CATANZARO Il deputato M5s Francesco Sapia, della commissione Sanità, ha contestato al governatore calabrese Mario Oliverio e al commissario governativo Massimo Scura la permanenza dei direttori sanitario e amministrativo dell’Asp di Reggio Calabria, nonostante l’avvenuta rimozione del direttore generale, Giacomino Brancati. Contestualmente il parlamentare ha contestato l’incarico di direttore generale facente funzioni dell’Asp di Catanzaro in capo a Giuseppe Giuliano, già direttore amministrativo nominato dal direttore generale Giuseppe Perri, andato in pensione dallo scorso settembre.
Sapia, che ha trasmesso la nota anche al ministro della Salute, Giulia Grillo, al “tavolo Adduce” e ai procuratori della Corte dei Conti, di Catanzaro e di Reggio Calabria, ha ricordato che decaduto il direttore generale di un’azienda sanitaria decadono pure i direttori amministrativo e sanitario. A Oliverio e Scura il parlamentare 5stelle ha scritto: «Bisogna che vi decidiate una volta per tutte se in Calabria valgono le regole vigenti nel resto dell’Italia oppure se la regione è un’enclave, uno Stato a sé in cui si possano applicare norme di un ordinamento surreale, del favoloso mondo di Amélie, del villaggio dei Puffi o della città immaginaria di Benarivez».
Il deputato ha poi ricordato la questione della decadenza automatica, prevista dalla legge regionale numero 11/2014, dei direttori generali delle aziende in disavanzo di bilancio. «Se – ha attaccato Sapia – questa legge fosse opinabile, trascurabile oppure “Mistero buffo” di Fo o un’opera inedita di Collodi, il commissario Scura dovrebbe comunque agire senza antàni di monicelliana memoria a tutela dei conti e degli interessi pubblici, dato che il disavanzo sanitario regionale è la sommatoria dei disavanzi delle singole aziende del Ssr. Diversamente, dovremmo pensare che il Piano di rientro è per scelta di potere destinato a crescere e che tutte le criticità sollevate nel merito dal tavolo interministeriale di verifica non hanno neppure un ruolo pedagogico».
«Restano aperti – ha concluso Sapia – i capitoli dell’Asp di Crotone e dell’Azienda ospedaliera di Reggio Calabria, i cui direttori generali si sono dimessi e a breve non saranno più nell’esercizio delle loro funzioni. Anche qui si ricorrerà a sostituti facenti funzioni con gli stessi abusi e le stesse omissioni che hanno caratterizzato le riassunte vicende dell’Asp di Reggio Calabria e dell’Asp di Catanzaro? Il rischio, nello scrivere queste realtà non letterarie, è di passare per matti, tale è il livello di sovversione dei fatti che si è raggiunto in Calabria, in cui impera la filosofia del tuttappostismo o quella, politicamente meno corretta, dell’“io so io e voi non siete un…”».





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