Truffe alle banche e alla Regione, pene più lievi per gli imprenditori

Due assoluzioni e quattro condanne rideterminate nel secondo grado del processo nato dall’operazione “Sabatini”

CATANZARO Due assoluzioni e quattro pene rideterminate. Così si è espressa la Corte d’appello riguardo al processo, con rito abbreviato, “Sabatini”, annullato con rinvio dalla Cassazione la scorsa primavera. L’operazione “Sabatini” prese piede nel 2010 contro l’attività di un’associazione a delinquere «finalizzata alla sistematica e programmatica commissione di truffe di rilevante importo in pregiudizio contestualmente dello Stato, di istituti bancari, e della Regione Calabria». In sostanza, fondi pubblici incassati dagli imprenditori e non investiti nelle loro aziende.
La Corte di Cassazione nell’aprile 2018 aveva annullato la sentenza con cui la Corte d’appello di Catanzaro nel dichiarare estinti, per prescrizione, i reati di truffa aveva confermato la condanna per il reato di associazione a delinquere finalizzata alle truffe e di falso ideologico. La Corte d’appello di Catanzaro, mercoledì, in ottemperanza a quanto disposto dalla Suprema corte, ha assolto Renato Palmieri ed Elsa Minniti, difesi dall’avvocato Francesco Gambardella, perché il fatto non sussiste. Per tutti cade l’accusa di falso. Le pene, per gli altri imputati, sono state rideterminate concedendo il beneficio della sospensione condizionale e della non menzione della condanna sul certificato penale. Rimane in piedi il reato di associazione finalizzato alle truffe. Rideterminate le pene per Massimiliano Meraglia, un anno e sei mesi; Antonio Ferrise, un anno, nove mesi e dieci giorni; Daniela Meraglia, un anno e otto mesi; Antonio Meraglia, un anno 4 mesi. 
Nel collegio difensivo gli avvocati Gambardella, Antonio Larussa e Luigi Fornari. Per quanto riguarda il procedimento con rito ordinario si attende la sentenza d’appello.

ale. tru.





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