Il ministero: «Inerzia di Scura». E Oliverio ne chiede (di nuovo) la rimozione

Il governatore sollecita interventi urgenti dopo il dossier pubblicato ieri dal dicastero guidato da Giulia Grillo. «Si rischiano l’aumento delle tasse e un nuovo blocco delle assunzioni». Mangialavori: «No allo scaricabarile del presidente»

CATANZARO Il presidente della Regione Mario Oliverio interviene sulla situazione della sanità calabrese che definisce grave e chiede al governo di assumere provvedimenti urgenti.
«Il quadro che presenta il report pubblicato ieri dal ministero della Salute – evidenzia Oliverio -, purtroppo conferma quanto da me più volte evidenziato sulla assoluta inadeguatezza della gestione commissariale della sanità calabrese.
Mi auguro che il governo non si limiti solo alla rappresentazione di questa situazione grave ma assuma urgenti e adeguate iniziative. È assolutamente insopportabile che a distanza di otto anni di gestione commissariale, voluta dai governi nazionali che si sono succeduti in questi anni, oggi si presenta un bilancio aggravato della situazione: aumenta il debito e i livelli essenziali di assistenza rimangono assolutamente al di sotto della soglia minima prevista. Una situazione che rischia di determinare un aumento di tasse e un nuovo blocco delle assunzioni. La Calabria ed i calabresi non possono continuare a subire tutto ciò. Il governo nazionale, a cui ripetutamente ho chiesto di porre fine a questo stato di cose, ha il dovere di assumere iniziative tese ad interrompere questa spirale negativa a partire dalla rimozione immediata del commissario. Al governo chiedo di convocare una riunione urgente con la Regione per stabilire le iniziative necessarie ad invertire questa spirale negativa e per definire un percorso chiaro con obiettivi precisi da realizzare entro tempi definiti, perché la sanità calabrese sia messa nelle condizioni di tutelare e curare la salute dei suoi cittadini».

«INERZIA DEL COMMISSARIO» «Sono sette le Regioni attualmente sottoposte alla disciplina dei Piani di rientro: Puglia, Abruzzo, Sicilia, Calabria, Campania, Lazio e Molise; le ultime quattro sono commissariate». Il report del ministero è stato pubblicato online, dopo i risultati delle ultime verifiche da parte dei tavoli di monitoraggio «che si sono svolte nei giorni 18, 24 e 26 luglio 2018 nella sede del Mef e hanno avuto all’ordine del giorno: il risultato di gestione a consuntivo dell’anno 2017; l’esame dello stato patrimoniale 2017; la verifica dell’attuazione dei programmi operativi 2016-2018; la verifica degli adempimenti 2016 e pregressi». Il dossier sottolinea per alcune realtà i progressi sia dal punto di vista economico, con avanzi di gestione, sia da quello dell’erogazione dei Lea. Per quanto riguarda l’attuazione di quest’ultimi, il Lazio ha un dato «sopra la sufficienza» mentre la Campania ancora sotto e «con le criticità principali ascrivibili al settore della prevenzione!. Anche per la Calabria il punteggio consolidato della griglia dei Lea per l’anno 2016 è sotto la sufficienza «con varie carenze ascrivibili in particolare all’adesione agli screening oncologici, all’offerta territoriale e alla qualità e sicurezza dell’assistenza ospedaliera». I tavoli di monitoraggio hanno rilevato per la Calabria «una sostanziale inerzia da parte del commissario, essendo la maggior parte delle azioni previste dal Programma operativo in ritardo rispetto a quanto programmato».

MANGIALAVORI: «OLIVERIO SI PRENDA LE PROPRIE COLPE» «Troppo facile sparare sulla “Croce Rossa-Scura”, ma Oliverio ha il dovere di prendersi le sue responsabilità e di smetterla di giocare a scaricabarile». È quanto dichiara il senatore di Forza Italia Giuseppe Mangialavori. Il parlamentare aggiunge: «Ho letto con rinnovato stupore le ultime dichiarazioni del governatore Oliverio in merito alla disastrosa situazione della sanità regionale. Su un aspetto sono d’accordo con lui: l’esperienza del commissario Massimo Scura è stata fallimentare, sotto ogni punto di vista. I dati sono lì a confermare i termini di questo disastro: i Livelli essenziali di assistenza rimangono al di sotto della soglia minima; il debito, malgrado un Piano di rientro in vigore da quasi 10 anni, è ancora in crescita; la mobilità passiva, cioè i calabresi che scelgono di curarsi fuori regione, continua a salire; i servizi minimi non sono assicurati; gli ospedali boccheggiano tra emergenze sanitarie e insufficienza di personale sanitario». «Una volta chiarito il contesto con cui i cittadini sono costretti a fare i conti quotidianamente – prosegue Mangialavori –, è tuttavia necessario individuare anche le responsabilità di una simile situazione. E no, le colpe, gravi, non sono solo di Scura. Parte in causa del disastro è anche il (mancato) commissario della sanità, cioè Oliverio stesso. Il governatore, pur non riuscendo a farsi nominare a capo del settore dal governo di cui il Pd, ovvero il suo partito, era il principale azionista, ha comunque mantenuto il potere di organizzare e programmare la sanità calabrese, con risultati che definire scadenti sarebbe eufemistico». «È appena il caso – insiste il senatore azzurro – di mettere in fila alcuni tra i tanti insuccessi firmati dal presidente della Regione: ha nominato, nelle Aziende sanitarie e ospedaliere, direttori generali del tutto inadeguati al ruolo, riconfermati malgrado, nella maggior parte dei casi, non siano riusciti a raggiungere il pareggio di bilancio, conditio sine qua non per il rinnovo dell’incarico; ha progressivamente svuotato di personale e competenze il dipartimento della Salute, organo fondamentale per il buon funzionamento del settore; ha permesso la celebrazione di concorsi su cui aleggiano sospetti di irregolarità; ha abbandonato al loro destino i circa 50 pazienti dialitici della provincia di Reggio Calabria, a cui aveva promesso un intervento per mettere fine ai loro “viaggi terapeutici” in Sicilia; ha giurato che si sarebbe incatenato davanti a Palazzo Chigi per protestare contro il commissariamento e il commissario in carica, senza dare seguito a questo strombazzato proposito. Inoltre, gli stessi dg scelti da Oliverio, nonostante il via libera del commissario ai concorsi, in molti casi non sono nemmeno riusciti a espletarli». «Ci sarebbero ancora tante inerzie da denunciare, tante storture da indicare, tante inadempienze da evidenziare, tante promesse mancate da rimarcare. Per amor di patria – conclude Mangialavori – è meglio fermarsi all’elenco di cui sopra, tanto breve quanto indicativo delle pesanti responsabilità in capo al governatore della Calabria. Che tutto può fare, tranne negare che anche lui, assieme a Scura, ha fatto del suo peggio per affossare la sanità calabrese».





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