L’incognita di Gioia Tauro pesa sul futuro della Calabria

L’aggiornamento congiunturale dell’economia mette insieme le analisi di Bankitalia e Unindustria. Mazzuca al governo: «Non pensi solo a misure di tipo assistenziale». Albanese: «Preoccupa il calo dei traffici nel porto». Turismo e occupazione: dati positivi ma non basta

COSENZA Reputazione e fiducia, questo deve ritrovare la Calabria per confermare e migliorare la crescita. L’aggiornamento congiunturale dell’economia calabrese sui primi sei mesi dell’anno che sta per finire sono positivi rispetto alla fase di debolezza che la regione, così come l’intera nazione, si sta lasciando alle spalle. Dalla crisi del 2008 ad oggi, anche in dieci lunghi anni risalire la china – secondo gli esperti del settore – non è compito agevole soprattutto in considerazione delle nuove sfide che devono fronteggiare le imprese. «Facciamo attenzione però – dice Natale Mazzuca, presidente di Unindustria Calabria -. Dopo 14 trimestri di crescita l’ultimo del 2018 fa registrare un segno meno».

NUMERI E PROSPETTIVE Nel salone delle conferenze di Confindustria, a Cosenza, siedono per la prima volta con in mano un aggiornamento congiunturale sia l’Unione degli Industriali che la Banca d’Italia. «Questa è una nuova sfida – dice Rosario Branda, direttore di Unindustria Calabria –. Perché come terzo settore abbiamo il compito di fornire non solo numeri ma anche soluzioni ed è per questo che la collaborazione attiva con la Banca d’Italia nell’analisi dello scenario economico locale non può che muoversi in questa direzione». I dati del rapporto dell’ultimo semestre del 2017 avevano fotografato l’immagine di una Calabria che prova a ripartire, trend che non si ferma ma si scontra con difficoltà storiche. Stenta a riprendere il settore del comparto delle opere pubbliche soprattutto a causa del drastico calo dei grandi progetti pianificati dagli enti locali. «Ma il secondo aspetto preoccupante – dice Giuseppe Albanese della filiale di Catanzaro della Banca d’Italia – è il calo del movimento di container per quanto riguarda il porto di Gioia Tauro. Secondo i dati dell’autorità portuale il traffico è diminuito di circa il 6% rispetto al periodo corrispondente nel 2017».
Buone notizie arrivano, invece, dal turismo. Le presenze di turisti in Calabria sarebbero, infatti, aumentate del 2,9% nei primi otto mesi dell’anno, grazie alla crescita delle presenze straniere. Aumentati anche gli occupati. Un + 1,9% soprattutto con i contratti a tempo determinato. Le assunzioni maggiori sono state rilevate soprattutto nel settore commerciale e turistico. «Nel complesso sono buoni anche gli andamenti finanziari – aggiunge Albanese –. I prestiti bancari sono aumentati con lo stesso ritmo del 2017 anche se si registra una differenziazione tra classi dimensionali di banca».

NUMERI E POLITICA Ma l’elaborazione dei dati deve fare i conti con uno scenario in movimento e gli effetti dei risultati prodotti nei primi sei mesi del governo Lega-M5s. «Se il governo nazionale cambia modelli di sostegno alle imprese ci possiamo ritenere soddisfatti – aggiunge Mazzuca –. Ma non possiamo accontentarci di questo. Come imprenditori abbiamo necessità che gli strumenti che funzionano vengano confermati e poi non possono essere fermate tutte le opere. Noi non siamo per il “no a tutto”». Ma il presidente di Unindustria si spinge anche oltre. «Sulla manovra facciamo un passo avanti e 10 indietro – dice – ma è innegabile come il consenso di questo governo non passa solo dalle misure assistenzialiste che ha promesso. C’è una fetta di Sud che aspetta un riscatto da 30 anni e che non è arrivato». All’analisi del presidente di Unindustria si accoda anche il direttore di Banca d’Italia della filiale di Catanzaro. «Non possiamo fare altro – dice Sergio Magarelli – che accogliere i risultati positivi, ragionare su quelli negativi ma anche ricordare che la crisi economica che ci lasciamo alle spalle ha aumentato molto le diseguaglianze sociali». Fiducia e sostegno. Queste le direttrici tracciate da Marcella Panucci, direttore generale di Confindustria: «La Calabria mostra una lieve ripresa che va sostenuta, il Paese ha bisogno di sostenere l’economia e gli investimenti privati che hanno dato fiato all’economia nel corso dell’ultimo anno e mezzo». Molta attesa sui provvedimenti del governo ed in particolare sulla manovra finanziaria. «Non va la composizione della manovra, perché punta troppo su misure di carattere assistenziale poche vanno sullo sviluppo». E per il porto di Gioia Tauro, vera incognita per il futuro della Calabria, il direttore generale dice: «I porti funzionano solo se funzionano le infrastrutture e la Calabria come molte regioni è carente e su queste bisogna investire, lasciamo la parte la logica dei veti sulle strutture che aiutano a crescere l’economia e sono l’asse portante dell’inclusione sociale».

mi. pr.







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