Toninelli: «Nove milioni in tre anni per l’aeroporto di Crotone»

L’annuncio a margine del vertice in Prefettura. Falcomatà non parteciperà all’incontro con il ministro. Abramo chiede un «ulteriore contributo di 4 milioni per la ristrutturazione del Duomo»

CROTONE Nove milioni per l’aeroporto di Crotone in tre anni. Lo ha annunciato il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli a margine dell’incontro in Prefettura con rappresentanti delle istituzioni, forze dell’ordine e comitati che si battono per l’ammodernamento della strada statale 106 e dello scalo Sant’Anna. «Ieri abbiamo presentato in Senato un emendamento per destinare all’aeroporto di Crotone 9 milioni di euro ripartiti in tre anni dal 2019 per assicurare la continuità dei voli, ma dobbiamo anche lavorare per creare le infrastrutture necessarie affinché chi scende dall’aereo poi possa proseguire in tranquillità e sicurezza», ha specificato il ministro. «La situazione che ho visto qui è terribile – ha aggiunto – peggio di quello che mi aspettavo. Con queste infrastrutture non si può fare impresa e da parte del governo c’è l’impegno a dare normalità alla Calabria». A proposito del tratto di strada statale 106 che va da Catanzaro e Crotone (che il ministro ha percorso in auto), Toninelli ha annunciato: «A febbraio sarò di nuovo qui per decidere il progetto sul quale puntare per la statale 106. Sceglieremo tra tre opzioni per arrivare subito ad una progettazione definitiva. Lavorando sulle infrastrutture, nella massima legalità, si potrà togliere la Calabria dalla morsa della criminalità».
«Ho incontrato alcuni lavoratori ex lsu-lpu che stanno protestando in questi giorni. Il Governo – ha poi aggiunto Toninelli – sta agendo sull’ascolto e l’intervento. Da parte mia c’è stato l’impegno a portare il problema all’attenzione del ministro Di Maio e del Governo- Io non posso dare una risposta certa perché non dipende dal mio ministero, ma l’auspicio è arrivare a risolvere il problema entro il 31 dicembre per aiutare quasi 4.500 famiglie calabresi che vivono questa difficoltà»

FALCOMATÀ: «NON PARTECIPERÒ ALL’INCONTRO» «Non parteciperò all’incontro con Toninelli previsto per domani a Gioia Tauro. Il ministro dimostra di non avere a cuore il dialogo con il territorio, incontrarlo il giorno dopo l’istituzione della nuova Autorità portuale con sede a Messina, sarebbe inutile. Si tratta infatti di una scelta che penalizza fortemente il porto di Gioia Tauro ed il territorio della Città metropolitana, spezzando il bacino dell’Authority più grande d’Europa, opportunamente generato dal piano di riordino della portualità approvato l’anno scorso». È quanto dichiara il sindaco della Città Metropolitana Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà parlando della visita istituzionale del Ministro Toninelli prevista per domani al porto di Gioia Tauro.
«L’istituzione della nuova Autorità portuale a Messina è una scelta scriteriata, che penalizza uno dei più grandi porti del Mediterraneo, dividendo il bacino portuale della sponda calabrese e creando una pericolosa frattura anche nell’area Zes, recentemente istituita. Una scelta che peraltro non risponde in alcun modo alle esigenze evidenziate dal territorio. Gioia Tauro perde infatti la sua centralità e la visione complessiva che dava dignità all’area metropolitana dello Stretto nella sua interezza come asse baricentrico delle rotte navali del Mediterraneo. Credo siano questioni rilevanti che non possono in alcun modo essere ignorate. Istanze – ha spiegato il sindaco – che avevo peraltro rappresentato al Ministro nel corso della sua ultima visita in Calabria, quando Toninelli mi aveva assicurato che avrebbe promosso un incontro con i rappresentanti istituzionali del territorio prima di procedere all’istituzione della nuova autorità portuale».
«Un impegno puntualmente disatteso dal ministro – ha aggiunto il sindaco Falcomatà – che evidentemente ha scelto di andare per la sua strada, ignorando tra l’altro la lettera che da istituzioni abbiamo inteso trasmettergli ufficialmente qualche settimana fa e continuando a prendere in giro i reggini che in più occasioni avevano rivendicato la necessità di non dividere il territorio Metropolitano in due diverse autorità portuali».
«La visita del ministro a Gioia Tauro, programmata poche ore dopo l’istituzione della nuova Port Authority messinese, appare come l’ennesima beffa nei confronti del nostro territorio, che peraltro rischia di fare il paio con lo spostamento del traffico dei mezzi pesanti al porto di Reggio Calabria, recentemente autorizzato dal ministero dell’Ambiente. Un altro progetto scellerato che rappresenta il segno dell’assoluto menefreghismo dell’esecutivo nei confronti del territorio, che anche su un tema delicato come quello del traffico dei mezzi pesanti si è unanimemente espresso contro lo spostamento al porto di Reggio».
«Se il Governo giallo-verde si è messo in testa di smantellare il sistema portuale calabrese – ha concluso il sindaco Falcomatà – sappia che non avrà la nostra compiacenza. Anzi si prepari ad una strenua opposizione».

ABRAMO “SENSIBILIZZA” TONINELLI SUL DUOMO Il sindaco Abramo ha consegnato una lettera ufficiale al ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli, per sensibilizzarlo sui lavori di ristrutturazione del Duomo di Catanzaro. Il primo cittadino ha chiesto a Toninelli di «avocare» al proprio ministero l’intera procedura e intervenire disponendo lo stanziamento e l’erogazione di un ulteriore contributo di 4 milioni di euro – a valere sui fondi Mit finalizzati all’adeguamento sismico e per il dissesto idrogeologico – per poter dare corso ai necessari e indispensabili lavori di messa in sicurezza, ristrutturazione e recupero della Cattedrale». In questo modo, ha sottolineato Abramo nel documento, si potrebbe «assegnare la titolarità dell’opera all’Arcidiocesi di Catanzaro-Squillace che andrebbe così ad assorbire anche la restante somma di 3 milioni 100mila euro ed eseguire direttamente i lavori». Nel testo, il sindaco ha inoltre ripercorso tutte le tappe del processo di ristrutturazione del Duomo, ricordando che «l’Arcidiocesi di Catanzaro-Squillace ha fatto predisporre un progetto per il recupero ed il restauro conservativo della Cattedrale di Catanzaro, che versa in condizioni di precarietà e fatiscenza strutturale. Tale progetto ha conseguito l’autorizzazione della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le province di Cosenza, Catanzaro e Crotone (prot. n. 2988 del 02 marzo 2012) per l’esecuzione dei lavori predetti». E ancora: «Il progetto è stato giudicato ammissibile a finanziamento – a valere sui fondi per l’8 per mille a gestione statale – dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri per gli esercizi finanziari 2012, 2013 e 2014. Non è stato però erogato alcun finanziamento a causa della mancanza di fondi”. Abramo ha quindi evidenziato nella missiva consegnata al ministro Toninelli, le diverse e urgenti necessità di intervento: «A gennaio 2016 si è verificato il crollo di una parte del soffitto di una delle cappelle laterali; a marzo 2017 si sono avuti ulteriori distacchi di cornici marmoree a causa delle infiltrazioni di acque meteoriche presenti in diversi punti della Cattedrale. Ulteriori danni si sono verificati a novembre 2017», mentre qualche mese prima, a giugno dell’anno scorso, «la Regione Calabria, attraverso i dipartimenti dei Beni culturali e della Programmazione, aveva stanziato 2 milioni 600mila euro per la ristrutturazione della Cattedrale (a fronte di un progetto di oltre 5 milioni di euro), e una ulteriore somma di mezzo milione era stata messa a disposizione dal Mibact. Quindi le risorse immediatamente disponibili ammontano, fino ad ora, a 3 milioni 100mila euro». Il sindaco, infine, ha evidenziato che «il segretariato regionale del Mibact per la Calabria, pur a conoscenza del progetto autorizzato dalla competente Soprintendenza, non ha inteso utilizzarlo, scegliendo di avviare la procedura in essere. Nel marzo 2017 l’Arcivescovo di Catanzaro-Squillace ha espresso il proprio assenso alla proposta di affidare, quale soggetto attuatore dell’intervento di recupero e restauro della Cattedrale, al segretariato regionale del Mibact per la Calabria. In quanto soggetto attuatore, il segretariato regionale del Mibact per la Calabria avrebbe dovuto procedere a commissionare l’indagine strutturale sulla Cattedrale, propedeutica alla stesura del progetto di restauro e, successivamente, alla redazione del progetto esecutivo di restauro. Inoltre il Segretariato dovrà procedere alla effettuazione della gara di appalto per l’assegnazione dei lavori e, a seguire, sovrintendere alla loro esecuzione. La Regione Calabria, nell’agosto 2017, ha provveduto ad accreditare allo stesso segretariato regionale del Mibact per la Calabria una prima anticipazione di 780mila euro, mentre l’Arcidiocesi, al fine di salvaguardare l’incolumità dei fedeli, è stata costretta ad inibire l’esercizio del culto nella Cattedrale di Catanzaro a decorrere dal 21 gennaio 2018». Abramo ha ricordato che l’ultimo atto relativo al Duomo riguarda la decisione, presa dalla Soprintendenza nello scorso novembre, di «rimuovere l’apparato campanario al fine di non aggravare ulteriormente la già precaria situazione statica degli elementi strutturali del campanile». L’osservazione finale del sindaco è chiara: «Il segretariato regionale del Mibact per la Calabria ancora oggi non ha proceduto ad affidare la progettazione esecutiva dell’intervento, né completare le necessarie e preliminari fasi utili alla redazione del progetto esecutivo. Le risorse economiche attualmente disponibili (3 milioni 100mila euro) non sono sufficienti per il recupero ed il restauro della Cattedrale. A fronte di quanto già disponibile, sulla base di un’analisi parametrica effettuata dal tecnico che cura il patrimonio dell’Arcidiocesi, necessitano ulteriori risorse pari a circa 4 milioni. I tempi per l’inizio dei lavori non si preannunciano brevi e le risorse attualmente disponibili non è possibile ipotizzare di procedere con lotti funzionali». Di conseguenza, ha concluso il primo cittadino, sarebbe «necessario un unico intervento che consenta di recuperare all’uso un bene architettonico prezioso non solo per l’Arcidiocesi di Catanzaro-Squillace ma per l’intera comunità catanzarese anche in vista delle celebrazioni, che si terranno nel 2021, per i 900 anni dalla costruzione della prima Cattedrale di epoca normanna della nostra città, dedicata da Papa Callisto II a Santa Maria Assunta e agli Apostoli Pietro e Paolo».





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