«Il tracciato del Terzo Megalotto? Conviene solo ad Astaldi»

Il presidente del Consorzio di bonifica “Jonio Catanzarese”: «Aumento eccessivo dei costi. Chiedo un’inchiesta sul comportamento dell’azienda per la Diga sul Melito»

CATANZARO «Tempo fa mi sono occupato anche io del Megalotto della 106. Oggi leggo una dichiarazione argomentata sul tema: condivido pienamente, in tutto e per tutto, quanto dichiarato dall’amico Rinaldo Chidichimo (qui l’intervento pubblicato dal Corriere della Calabria). Aggiungo una sola cosa: l’aumento del costo iniziale (centinaia di milioni di euro) fa gli interessi della impresa Astaldi, non certo della Calabria. Di ciò sono certo al mille per mille». Lo dice il presidente del Consorzio di bonifica “Jonio Catanzarese”, Grazioso Manno. Manno spera anche che «il nuovo Governo cambi idea» sull’ipotesi di tracciato, a detta degli ambientalisti troppo “pesante” sul piano paesaggistico. «Spenderemmo molto di meno ed avremmo una strada migliore», sostiene.
Poi torna sugli interessi di Astaldi: «E possibile continuare a far lavorare l’impresa Astaldi in Calabria dopo tutti i guai che ha combinato, ad esempio sulla superstrada Simeri-Squillace Lido ridotta un colabrodo a pochi anni dell’inaugurazione?». Il contenzioso tra Manno e il colosso delle costruzioni è antico: «Ho sempre chiesto che si apra un’inchiesta giudiziaria sul comportamento di Astaldi in riferimento alla Diga sul Melito. Nessuno mi ha mai ascoltato. Credo che anche sul megalotto della 106 sarebbe necessario aprire un’inchiesta. È giusto fare luce su certi “guadagni” di centinaia di milioni di euro sottratti allo Stato e quindi ai cittadini calabresi. E la politica che fa – chiede ancora il presidente del Consorzio di bonifica –: perché non si esprime? Perché non prende posizione? Perché non chiede un’inchiesta?».







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