Cotticelli fa i complimenti a Scura. «Ora aiuteremo i calabresi» – VIDEO

Passaggio di consegne tra il vecchio e il nuovo commissario al Piano di rientro. L’ingegnere: «Rammarico per non poter continuare. Governo e Regione mi hanno lasciato solo». Il generale dei carabinieri: «Affronteremo il debito. E dobbiamo privilegiare il pubblico»

CATANZARO Si è tenuto a Catanzaro l’incontro per il passaggio di consegne tra l’ex commissario per l’attuazione del Piano di rientro della sanità calabrese, Massimo Scura, e il nuovo commissario, Saverio Cotticelli (qui le sue dichiarazioni all’atto dell’insediamento). Accompagnato dal sub commissario, Thomas Schael, Cotticelli è arrivato puntuale a Palazzo Alemanni, già sede della presidenza della Regione e attualmente sede dell’Ufficio del commissario della sanità calabrese: il nuovo commissario e Scura si sono stretti la mano e hanno avviato il confronto, che dura da oltre due ore. Cotticelli, nominato insieme a Schael lo scorso 7 dicembre dal Consiglio dei ministri, si è insediato ufficialmente ieri al dipartimento regionale Tutela della Salute, incontrando anche i vertici della Giunta calabrese: a breve è previsto, anche un incontro tra il nuovo commissario e il governatore, Mario Oliverio, attualmente all’obbligo di dimora nel suo comune di residenza, San Giovanni in Fiore, per il suo coinvolgimento in un’inchiesta della magistratura. Sono oltre 20 gli obiettivi che i nuovi vertici commissariali della sanità calabrese devono raggiungere per l’attuazione del Piano di rientro in forza del mandato assegnato loro dal governo nazionale: tra gli obiettivi prioritari ci sono quelli del miglioramento dei livelli essenziali di assistenza in Calabria e del ripiano del debito del settore.

SCURA: «LASCIATO SOLO DA GOVERNO E REGIONE» Scura non ha dubbi: «Lascio una sanità molto migliore rispetto a quella che ho trovato, sia per il numero dei servizi attivati sia per la prevenzione». Un chiarimento proprio sui numeri, che «non sono quelli reali, perché mancano i flussi sui Lea che non sono arrivati a Roma, ma sono estremamente tranquillo. Sotto il profilo economico abbiamo ancora una perdita piuttosto elevata, nata dal fatto che abbiamo alzato i tappeti e abbiamo eliminato la polvere che c’era sotto, e questo si è tradotto in gestioni straordinarie e sopravvenienze passive, risalenti addirittura al 2008 e 2009». L’ingegnere individua quelli come «gli anni terribili della sanità, quando si sono nascosti sotto il tappeto debiti e debiti per far apparire in pareggio bilanci che non erano in pareggio, e ci sono poi debiti pregressi. Si sta lavorando fortemente su questo versante, e sono convinto che la nuova struttura commissariale saprà proseguire in tal senso in modo ancora più efficace».
L’ormai ex commissario non nasconde un piccolo grande rammarico: «Quello che avrei voluto fare è proseguire nella mia azione, sotto il profilo dei servizi e sotto il profilo economico, l’unico rammarico è non aver potuto continuare. Sul piano dei risultati, sono con la coscienza oltremodo tranquilla: di più non potevo fare, perché sono stato lasciato completamente solo». Da chi? «Intanto da Roma – spiega – che per un anno e mezzo non mi ha dato il subcommissario, sono rimasto un anno e mezzo senza il supporto di Agenas e dell’advisor». E, naturalmente, anche «dalla Regione, che per un anno e mezzo ha fatto ostracismo non solo a livello personale ma anche a livello di dipartimento Tutela della Salute, che è sostanzialmente distrutto: è una cosa che, purtroppo, non lascio io ma la Regione in eredità alla nuova struttura commissariale, e sarà un problema serio». Scura apre alla collaborazione con il nuovo commissario Cotticelli («tutte le volte che avrà bisogno della mia collaborazione, io sono a disposizione») e ribadisce: «Io amo la Calabria, penso di aver profuso lo spirito di legalità, trasparenza e competenza richiesto dal ministro, al quale aggiungerei anche passione e credibilità e autorevolezza. Quanto al mio incarico all’Asp di Reggio Calabria, occorrerà una presa di posizione della struttura commissariale entrante, perché al momento, dal punto di vista normativo e formale, io sono ancora il soggetto attuatore e quindi il rappresentante legale dell’azienda reggina». A chi ricorda i contenziosi che fanno parte del suo lascito, il commissario uscente spiega che «il fronte aperto con i laboratori privati è un’invenzione dei laboratori privati. Ci sono le sentenze del Tar e del Consiglio di Stato. Quando le sentenze del Tar sembravano favorevoli, i laboratori privati cantavano vittoria, adesso che il Tar ha fatto non una sospensiva ma una sentenza che dà ragione al commissario, non valgono più le sentenze. Ma le sentenze vanno rispettate, da tutti».

La stretta di mano tra Massimo Scura e Saverio Cotticelli

I COMPLIMENTI DI COTTICELLI A SCURA Cotticelli prende invece contatto con la realtà calabrese dopo il primo giorno di insediamento. E offre un’ampia apertura rispetto al lavoro svolto dal predecessore: «Intendiamo proseguire nell’azione di risanamento dei conti, di miglioramento dei Lea e dell’offerta sanitaria per i cittadini della Calabria. Il nostro intento è mettere in campo competenza, trasparenza, legalità, impegno e l’obiettivo di attingere alle professionalità dei medici calabresi, che sono straordinarie, e alla buona volontà della gente, per continuare in un percorso già iniziato mirabilmente dall’ingegnere Scura».
Inevitabile un passaggio sull’ipotesi di possibili tagli ai budget per i privati per il 2019 («dobbiamo guardare le carte e soprattutto le sentenze della magistratura amministrativa»). Poi conferma: «Abbiamo fatto un passaggio di consegne molto serio e molto scrupoloso, e noi proseguiremo l’azione dell’ingegnere Scura», anche se, sui suoi decreti «dobbiamo valutare». La priorità è «rientrare dal debito, dobbiamo privilegiare soprattutto il pubblico. Una buona sanità compenetra, compendia e fonde pubblico e privato; sostanzialmente abbiamo un’esigenza pubblica. Se non rientriamo dal debito, dobbiamo aumentare le tasse, dobbiamo diminuire i servizi». Lo scopo è quello di «aiutare la gente. Se c’è un debito questo va affrontato, con intelligenza, garbo e capacità, ma va comunque risolto». «Non si rinnega nulla del passato – continua Cotticelli –, soprattutto se fatto di estrema professionalità e coerenza come ha dimostrato l’ingegnere Scura. Poi, naturalmente, ogni commissario ha la sua storia, il suo stile, il suo modo di condurre le cose. Io sono coadiuvato da un tecnico di grande valore, come Schael, che ha già esperienza di Calabria: quindi faremo le cose fatte bene, insieme al Dipartimento, alla Regione, a tutti gli enti interessati». Residua una questione, quella della sede che ospiterà commissario e sub commissario. Questione che ha diviso Scura (“confinato” a Palazzo Alemanni e non accolto alla Cittadella) e la Regione. Il generale Cotticelli non mostra dubbi: «C’è una grande apertura, ci è stato assicurato che lavoreremo presso la sede della Regione. Noi vogliamo fare sistema, tutti insieme, e attingere a tutte le energie positive, che in Calabria sono tantissime, e insieme a quelle procedere al risanamento». Da approfondire, invece, l’iter dell’integrazione tra le aziende ospedaliere Mater Domini e Pugliese Ciaccio di Catanzaro. Solo una battuta: «Dobbiamo vedere».

a. cant.







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