«Confusione e lentezza», le stoccate di Abramo alla Regione

Il sindaco di Catanzaro parla «da amministratore» ed elenca le criticità nella gestione di tanti settori: rifiuti, acqua, sanità. Nuovo pressing per l’integrazione ospedaliera nel capoluogo

CATANZARO «Non se ne può più» della lentezza della politica e della confusione amministrativa. Sergio Abramo dà fondo a tutte le sue rimostranze mettendo in fila le cause dell’impasse della Calabria in tanti settori strategici. A margine di una conferenza stampa sul bilancio delle iniziative natalizie nel capoluogo, il sindaco di Catanzaro – «da amministratore», si affretta a specificare – traccia una panoramica di critiche che come terminale hanno, comunque, la Regione.

CONFUSIONE NELLA SANITÀ Il primo passaggio riguarda la sanità: «Chiederò subito un incontro con il nuovo commissario», esordisce Abramo. «Sulla legge per l’integrazione delle Aziende ospedaliere di Catanzaro non mi fermo, vado avanti. Ora c’è un’ulteriore confusione perché è stata presentata anche un’altra legge per l’aggregazione delle varie aziende calabresi e questo sta bloccando il tema dell’integrazione. Si dice che nella prossima settimana si troverà un accordo, ma io non mi fermo, perché – sostiene il sindaco – approvare la legge sull’integrazione delle aziende di Catanzaro significa migliorare i servizi e soprattutto dare la possibilità di costruire il nuovo ospedale». Abramo manifesta poi l’intenzione di chiedere a Cotticelli «conferma anche del finanziamento per la Casa della Salute, che potrebbe permettere al territorio di avere una migliore assistenza e inoltre di svuotate il pronto soccorso. E l’ampliamento del Ciaccio: portarlo da 35 a 70-80 posti letto significherebbe farlo diventare nel tempo un Ircss. Su questi temi insisto perché sulla sanità onestamente ho idee molte chiare: però c’è una lentezza da parte della politica, lentezza che – prosegue il sindaco di Catanzaro – denuncio perché con questo modo di portare avanti le pratiche e le leggi regionali non si va da nessuna parte. C’è bisogno di velocità: invece di fare commissioni permanenti, che dovrebbero riunirsi quasi ogni giorno, si rinvia di settimana in settimana».

IL “NODO” RIFIUTI Il “cavallo di battaglia” di Abramo resta comunque il tema dei rifiuti. «Catanzaro è avanti, abbiamo raggiunto un bel risultato, riconosciuto anche dall’assessore regionale, perché a marzo dovrebbero essere consegnati i lavori per il nuovo impianto. Gli altri Ato, nonostante ci siano finanziamenti, purtroppo fermi, non hanno nemmeno individuato il sito per il nuovo impianto, ed è un problema perché per ripartire ci vogliono 6-7 anni, noi a esempio siamo partiti nel 2012 e l’impianto lo avremo nel 2019. La situazione quindi – aggiunge il sindaco – è davvero grave: non è bello che ci si fermi nonostante i finanziamenti. Io sono orgoglioso della volontà di collaborazione di Vibo Valentia con Catanzaro, con un’iniziativa che creerebbe un sotto-ambito e questo velocizzerebbe il sistema e soprattutto diminuirebbe la tariffa. Ricordo che noi siamo stati gli unici ad abbassare la tariffa: quando avremo l’impianto e la discarica a servizio dell’impianto potremo annunciare che il piano industriale prevederà una diminuzione della tariffa ai cittadini del 60-70%. Quindi saremo autonomi per 100 anni. Sono soddisfatto del lavoro fatto come Comune di Catanzaro e per la collaborazione degli altri sindaci della provincia». C’è poi, anche qui, spazio per una “stoccata” alla Regione: «Un anno fa – rammenta Abramo – dissi che ci saremmo trovati fermi a dicembre, e così è stato, con la Regione costretta alla proroga. Perché si è aspettato il 31 dicembre per poi sostituirsi ai Comuni nei pagamenti? E intanto i Comuni devono garantire almeno una rata mensile perché la Regione non ha il capitolo di bilancio. Allora tanto vale fare come abbiamo detto di fare noi: pagare direttamente noi le ditte».

SISTEMA IDRICO AL PALO Abramo affonda anche sulla gestione dell’acqua in Calabria. «Qui c’è un’impasse, come su tutto il resto», spiega il sindaco del capoluogo, che poi rimarca: «Non si può costituire l’Autorità idrica calabrese e non avere un finanziamento ad hoc con un piano industriale. Da qui a poco bisogna scegliere il soggetto gestore, se è pubblico, se è privato, se è misto. Sicuramente non sarà privato, perché oggi nessuno interviene con centinaia di milioni, non sarà misto perché è bene che il pubblico non entri nella gestione, sicuramente sarà pubblico, e sicuramente non si potrà mettere da parte la Sorical, che è una realtà che gestisce bene gli invasi. Ma oggi – si chiede il sindaco di Catanzaro – come si fa a dare la gestione della rete di 409 Comuni alla Sorical che è in liquidazione e non riesce a pagare gli stipendi a fine mese? Ci vuole un’organizzazione particolare, ci vuole un finanziamento ad hoc che permette di portare avanti un piano industriale».

IL PESSIMISMO DI ABRAMO Al tirar delle somme, per Abramo «c’è grande confusione dal punto di vista amministrativo, non se ne può più. Dobbiamo essere una regione normale, nella quale ci si organizza settore per settore e si portano avanti progetti ma lavorandosi e non andando avanti a strappi. Invece, spesso succede che ci si riunisce un giorno e poi ci si rivede dopo 3-4 mesi e senza che nel frattempo si siano fatti passi avanti. È così in molti settori, dai rifiuti al socio-assistenziale che da 5 mesi aspetta interventi dopo la bocciatura della riforma dovuta anche alla nostra azione, agli Atem per il gas, rispetto a cui noi siamo avanti, gli altri sono stati commissariati, ma il commissariamento è fermo. Non faccio una critica politica, ma parlo da amministratore: con queste tempistiche – conclude Abramo – credo che la Calabria non ne uscirà».

Antonio Cantisani
redazione@corrierecal.it





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