Scontro Gratteri-Lupacchini, il Csm archivia

Per il plenum lo screzio tra i magistrati è superato e il clima dei rapporti è positivo. Tramonta l’ipotesi di un trasferimento d’ufficio. A breve decisioni sulle fughe di notizie

ROMA Uno screzio superato, tant’è che ora il clima dei rapporti è positivo, e che comunque non ha avuto ripercussioni nell’ambiente giudiziario. È con questa motivazione – a quanto si è appreso – che il plenum del Csm ha archiviato il fascicolo che era stato aperto sui contrasti tra i vertici giudiziari di Catanzaro, il Pg Otello Lupacchini e il procuratore Nicola Gratteri, escludendo così che vi siano gli estremi per una procedura di trasferimento d’ufficio per incompatibilità.
La decisione è stata presa in una seduta non pubblica e accoglie la proposta formulata la scorsa settimana all’unanimità dalla Prima Commissione.

LE FUGHE DI NOTIZIE Sulle fughe di notizie su atti interni del Csm arriveranno «a breve le determinazioni del Comitato di presidenza». Lo ha assicurato il vice presidente David Ermini, che durante il plenum di Palazzo dei marescialli ha rivolto «un richiamo serio alla responsabilità di tutti», chiedendo un’«attenzione particolare» non solo ai consiglieri ma anche alla struttura amministrativa.
La scorsa settimana era stato il Fatto Quotidiano a pubblicare i verbali delle audizioni del procuratore e del Pg di Catanzaro, Nicola Gratteri e Otello Lupacchini, in relazione a un contrasto che era sorto tra i due magistrati. Oggi invece a far discutere i consiglieri è stato un articolo di qualche giorno fa del Tempo in cui si riportavano ampi stralci di un parere reso dall’Ufficio Studi alla Commissione verifica titoli del Csm sull’incompatibilità tra il ruolo di consigliere e l’incarico di coordinatore e responsabile scientifico del Centro di ricerca dell’Università di Catanzaro a cui era interessato il componente laico Fulvio Gigliotti, di area M5S. Il tutto sotto il titolo “Il Csm boccia il prof. a Cinque stelle”. Secondo quanto è stato reso noto al Csm, era stato lo stesso Gigliotti tre mesi fa a chiedere alla Commissione un parere sull’incarico, decidendo di lasciar perdere una volta appresa l’incompatibilità, senza che si arrivasse a una pronuncia della Verifica titoli. Ed è stato ancora lui oggi a portare la vicenda in plenum, non tanto per porre in luce la «non corretta rappresentazione dei fatti riportati» quanto per esprimere «preoccupazione» sulla divulgazione indebita di atti interni del Csm. La solidarietà a Gigliotti è arrivata da tutti i gruppi rispetto a una notizia che in più di un intervento è stata definita «errata e denigratoria». Tante le sollecitazioni a intervenire, come quella rivolta a Ermini ad assumere «le iniziative necessarie» da Alberto Maria Benedetti (M5s), componente della Commissione Verifica titoli.







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