Catanzaro, il ricordo di Malacaria vince sul maltempo

Commemorato il muratore rimasto ucciso 48 anni fa da una bomba durante una manifestazione antifascista. L’Anpi: «Storia sempre più attuale»

CATANZARO Il ricordo di Giuseppe Malacaria è più forte anche del maltempo. Sfidando un pomeriggio da tregenda e un vero e proprio nubifragio che si abbatte su Catanzaro, il popolo della sinistra del capoluogo commemora il muratore rimasto ucciso 48 anni fa da una bomba a mano durante una manifestazione antifascista. Una ferità ancora aperta per Catanzaro, che l’Anpi, Potere al Popolo, Rifondazione comunista, Usb ha deciso di ricordare anche se non c’è un decennale da ricordare, perché – spiega Mario Vallone, coordinatore regionale e presidente provinciale dell’Associazione partigiani – «è fondamentale dare un segnale in una fase in cui si percepisce una nuova ondata di fascismo».  Il raduno è in Piazzetta della Libertà, intitolata a Malacaria perché qui il 4 febbraio 1971 cadde il muratore, che era iscritto al Psi e che da quel giorno diventerà il simbolo dell’antifascismo e della difesa della democrazia. «La vicenda di Malacaria – prosegue ancora Vallone – è una delle tante storie di ingiustizia e di verità negata che hanno caratterizzato la storia del nostro Paese.  come tante stragi in Italia, da Piazza Fontana in poi, molti assassini e molte morti sono rimasti senza colpevoli, e Malacaria è una di queste. Ricordare Malacaria non è solo un esercizio della memoria ma è un monito, perché Catanzaro è una città che dimentica molto spesso, e ricordarlo a pochi giorni di distanza dal Giorno della Memoria ha una certa valenza politica per chi ancora gira lo sguardo dall’altra parte. Ricordare Malacaria – rimarca il coordinatore regionale dell’Anpi – è poi un segnale che vogliamo lanciare in una fase in cui nella società italiana si percepisce una ripresa di un linguaggio e di metodi fascisti che pensavamo ormai sepolti». Alla commemorazione ci sono poi esponenti della Cgil, di Articolo 1-Mdp, di associazioni e movimenti attivi nella città di Catanzaro come “Cambiavento” rappresentata da Nicola Fiorita, e messaggi di sostegno arrivano anche da dirigenti del Pd. Pino Greco, coordinatore regionale Articolo 1-Mdp, corre con il pensiero a quel tragico giorno: «Avevo 16 anni ed ero qui a Catanzaro quando venne ucciso Giuseppe. E’ importante non dimenticare e lanciare un esempio forte alle nuove generazioni». E quindi, uno dei promotori della commemorazione, Gianmichele Bosco, di Potere al Popolo, “barricadero”” consigliere comunale a Palazzo De Nobili: «Questa commemorazione è attualissima alla luce del periodo storico come quello che stiamo vivendo e delle iniziative fasciste assunte dall’attuale governo, e ancora di più lo è in una città come Catanzaro, che 48 anni visse questo barbaro omicidio. Noi – conclude Bosco – saremo sempre pronti a vigilare e ad avversare il fascismo, in qualsiasi forma può manifestarsi».

Ant. Cant.







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