Reddito cittadinanza, i 5 Stelle lanciano la sfida in Calabria

Affollato incontro a Catanzaro per presentare la misura varata dal governo gialloverde. La senatrice Granato: «Siamo attenti ai più deboli, e non accettiamo la critica di fare assistenzialismo». Il direttore dell’Inps: «Per quota 100 platea di 7-10mila calabresi. Fino a oggi 1.300 domande»

CATANZARO «È una misura inedita che denota un’attenzione inedita di questo governo verso gli ultimi, quelli che la politica tradizionale ha sempre dimenticati e invece per noi sono il primo pensiero». Lo ha detto la senatrice del Movimento 5 Stelle, Bianca Laura Granato, nell’aprire il seminario di presentazione del reddito di cittadinanza a Catanzaro, tappa del tour organizzato dai pentastellati per informare i calabresi dei dettagli della misura. La Granato ha promosso un incontro che è stato molto affollato, a conferma di una particolare attesa, anche in Calabria, sulle misure messe in campo dal governo gialloverde, compresa anche Quota 100. All’incontro, moderato dal giornalista Emiliano Morrone, sono intervenuti anche i deputati M5S Paolo Parentela e Dalila Nesci, il direttore dell’Inps regionale, Diego De Felice, e il docente dell’Unical Walter Nocito. Sul piano politico, i pentastellati hanno difeso a spada tratta il reddito di cittadinanza, che – ha aggiunto la Granato – «è un grande segnale, e spero che i calabresi rispondano bene e sappiano sfruttare questa occasione con coscienza e dignità di questo strumento. Bisogna poi ricordare che lo Stato interviene laddove le Regioni non sono state capaci di intervenire. Non accettiamo la critica per cui si tratta di una misura elettorale, perché il reddito di cittadinanza è un punto prioritario del Movimento 5 Stelle fin dall’esordio, e noi addirittura parliamo di reddito universale. E’ un’idea che abbiamo messo in pratica, e non è per nulla legata alle elezioni, che per noi non sono uno strumento per favorirci o per tornaconto personale ma uno strumento per poter aiutare i cittadini a risollevarsi dallo stato di bisogno». La senatrice M5S ha poi aggiunto: «E il reddito di cittadinanza non è fatto assolutamente per fare assistenzialismo: se si legge bene il decreto si nota che i beneficiari hanno la convenienza ad accettare già la prima offerta di lavoro, perché la seconda e la terza sono più svantaggiose. La forza di questa misura – ha rimarcato la Granato – è quella di ridare fare emergere la dignità di chi vuole lavorare ma non ha la possibilità di lavorare». A loro volta, Paolo Parentela e Dalila Nesci hanno evidenziato come «il reddito di cittadinanza aiuta chi resta indietro, vuole dire non voltare le spalle a milioni di italiani in povertà assoluta, la politica non dovrebbe denigrare una misura del genere e invece sia la destra sia la sinistra hanno votato contro dimostrando la loro incapacità a connettersi con le esigenze dei cittadini». Nocito ha parlato del reddito di cittadinanza come di «uno strumento di natura anticiclica che segna il ritorno dello Stato sociale, e a mio avviso va visto come un dovere costituzionale in un contesto di crisi più che come un obiettivo politico di una determinata forza politica».
De Felice si è soffermato sugli aspetti tecnici legati sia al reddito di cittadinanza sia a Quota 100. «Per quota 100 ci aspettiamo una platea dai 7 ai 10mila calabresi che potrebbero essere interessati, e a oggi le domande in Calabria sono circa 1300. Quota 100 ovviamente aumenta il carico di lavoro ma ci stiamo attrezzando. Quanto al reddito di cittadinanza, fermo restando che ancora potrebbe esserci qualche piccola modifica con la conversione in legge del decreto, è indubbiamente – ha sostenuto il direttore regionale dell’Inps – una sfida e anche un progetto innovativo perché lega sia la parte del contrasto alla povertà sia le politiche attive dei lavoro, laddove il reddito di inclusione interveniva solo sul primo aspetto. Ovviamente – ha concluso De Felice – per vederne gli effetti bisognerà aspettare l’attuazione». (cant. a.)







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