“Cria da Marè”, uno spettacolo per non dimenticare Marielle Franco

CATANZARO Marielle Franco era “figlia della Marea”. Donna, nera, ragazza madre, attivista e omosessuale dichiarata, era – e lo è adesso ancora di più – un simbolo della lotta per…

CATANZARO Marielle Franco era “figlia della Marea”. Donna, nera, ragazza madre, attivista e omosessuale dichiarata, era – e lo è adesso ancora di più – un simbolo della lotta per i diritti degli emarginati e si batteva contro le diseguaglianze e la violenza nelle favelas di Rio De Janeiro, la sua città. Marielle era tanto, troppo, per un Paese che preferiva non vedere e rimanere nel limbo della disparità. Marielle era consigliera comunale di Rio De Janeiro, e ripeteva: “eu sou porque nos somos”, io sono perché voi siete. Ogni giorno per ritrovare una umanità disperata e costruirne una migliore. La sera del 14 marzo 2018 l’attivista e consigliera comunale di Rio de Janeiro stava rientrando a casa. L’hanno freddata con quattro colpi di pistola alla testa mentre era in auto, ferma a un semaforo, insieme alla sua addetta stampa e all’autista. A casa ad aspettarla c’era Monica Tereza Benicio, sua compagna da 13 anni nella vita e nella lotta quotidiana per i diritti civili.

L’hanno uccisa, ma non le hanno chiuso la bocca, non hanno silenziato le sue idee se venerdì scorso al Teatro Comunale di Catanzaro in tanti hanno potuto assistere ad uno spettacolo emozionante a lei dedicato. E questo grazie all’appassionata interpretazione di una toccante Anna Macrì, scrittrice e attrice che ha scritto “Cria da Marè – Marielle Franco, una donna, la politica, l’amore”, unico testo al mondo a lei dedicato. Al suo fianco un altro orgoglio calabrese, la talentuosa e bravissima Emanuela Bianchi che abbiamo potuto apprezzare in molte occasioni, soprattutto nella sua ammaliante Magara.

La performance al Teatro Comunale – che si apre con un video saluto della compagna Monica – va in scena nel mese del primo anniversario della morte di Marielle, nel mese che vedrà lo sciopero transnazionale indetto per l’8 in difesa dei diritti delle donne torna dunque in scena l’opera prodotta da Confine Incerto e diretta da Emanuela Bianchi. La direzione musicale è di Demetrio Fortugno, affiancato da altri musicisti, quali Marinella Rodà, autrice della meravigliosa canzone A libertà, Alessandro Calcaramo Giuseppe Manti e Giuseppe Spanò.

“Cria da Marè” non è uno spettacolo greve e angosciante, perché denuncia “in modo ironico e impertinente l’assuefazione alla violenza come sistema di vita sociale; a favore di chi?”. Questo è il grido di Marielle Franco. Lo spettacolo si apre con uno spaccato della condizione brasiliana che ci arriva da una radio, voci autentiche di una Rio de Janeiro carica di tensioni; parole dure come quelle di Temer, parole audaci di chi cerca confronto, di chi cerca una storia. E qui la storia è anche e soprattutto quella di abitanti delle favelas che, “letteralmente, non esistono, fantasmi”. Attorno le note di un canto antico eppur nuovo, in cui calabrese e brasiliano si fondono. “Il presente diventa il tempo della testimonianza e dell’impegno sociale e culturale, perché non esiste un passato concluso quando si vuole partorire il futuro, un futuro dalle fattezze di un figlio amato, da crescere libero e felice”. Marielle che era stata eletta nel 2016 insieme al partito di sinistra Socialismo e Libertà, non aveva paura di gridare con tutta la voce gli abusi della polizia nelle favelas, non aveva paura di denunciare i narcotrafficanti e la violenza e i soprusi sulle donne. Solo il giorno prima di essere brutalmente messa a tacere aveva pubblicamente denunciato l’omicidio di un ragazzo di 17 anni. Un carico di emozioni, amore, passione, coraggio, che vediamo tutti prendere forma e scorrere nell’interpretazione di Anna ed Emi, che si muovono dietro e davanti un telo bianco, che prende le forme delle incursioni video di Gianluca Spadanuda. Da citare anche il disegno luci di Giorgia Boccuzzi; tecnico audio-soundscape Raffaello De Fazio, scene e costumi Nino Galea, assistente di produzione Alberto Micelotta (l’illustrazione della locandina è un dettaglio dell’opera la “Vittoria” di Apollonia.

Lo spettacolo di Catanzaro, carico di un significato particolare vede inoltre il sostegno della comunità brasiliana in Calabria, del Lions Club Catanzaro Mediterraneo, presieduto dall’avv. Vittorio De Franco e della società EcologiaOggi dell’imprenditore Eugenio Guarascio, è stato preceduto da un dibattito moderato dall’ avvocato Aldo Costa, Past President del Mediterraneo, con gli interventi di Chiara Giordano, direttrice artistica di Armonie d’Arte Festival, Nicola Causi, primo Vice Governatore Distretto 108 YA Lions Club, di Alessia Bausone, giurista, di Patrizia Giancotti, antropologa, di Chiara Giordano, direttrice artistica di Armonie d’Arte Festival.

Maria Rita Galati

redazione@corrierecal.it







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