Il robot “Italo” di Massimo Sirelli “custode” del March di Catanzaro

L’artista calabrese maestro dell’”upcycling” e protagonista di “Copperman” con le sue opere presenta la sua ultima creazione, installata nel Museo archeologico e numismatico provinciale

CATANZARO Da oggi il Museo Archeologico e Numismatico provinciale di Catanzaro avrà un custode speciale: si chiama Italo ed è un robot nato dalle straordinarie mani e dalla fantasia di Massimo Sirelli. L’artista catanzarese rappresenta una vera e propria eccellenza nel settore del graphic e multimedia design: conosciuto in tutt’Italia come una delle principali espressioni dell’“upcycling”, cioè della tecnica con cui si producono opere d’arte attraverso la trasformazione di materiale di scarto, le sue opere all’avanguardia e sperimentali hanno portato hanno conquistato attenzione e apprezzamento a livello internazionale. Di recente i suoi robot sono stati selezionati dalla produzione del film “Copperman” – con Luca Argentero – dando una ulteriore ribalta nazionale a Massimo che non perde il suo sorriso e la sua umiltà. Il “vecchio e giovane guerriero calabrese” è stato installato nel cuore del March, gestito dalla 4Culture, una giovane società di servizi per la cultura che ha il volto dell’amministratore unico Simona Cristofaro. Con passione e lungimiranza Simona e il collega Antonhy Vatrano già da tempo hanno saputo cogliere i mutamenti imposti dai tempi moderni, e nel raccogliere la sfida della gestione – che risale al 2015 – hanno avuto l’intuizione di coniugare innovazione e modernità e la missione di preservare, custodire e valorizzare le preziose raccolte archeologiche e numismatiche del più antico museo della Calabria (è stato infatti istituito nel 1863). A svelare Italo dal velo rosso in cui era avvolto, Simona e Massimo, alla presenza dell’assessore comunale alla Cultura, il vice sindaco Ivan Cardamone, il presidente del Consiglio comunale Marco Polimeni e il vice presidente Roberta Gallo. «Il Museo Archeologico è sempre stato un museo all’avanguardia. E’ il primo ad essere stato istituito in Calabria, e questo la dice lunga su quello che è il carattere del museo archeologico e numismatico di Catanzaro – ha affermato Simona Cristofaro – Oltre a questo anche nel corso del tempo si è aperto alle nuove tecnologie, ma penso che in questo momento in più aveva bisogno di una marcia in più per quanto riguarda l’accoglienza. Soltanto Massimo Sirelli con il suo estro e la sua creatività poteva strutturare un progetto capace di combinarsi alla perfezione nel museo archeologico che è un luogo difficile da approcciare per quel che riguarda il contemporaneo». E’ arrivato, quindi, il momento di sostenere un linguaggio che, pur preservando la sua peculiarità di custode delle memorie antiche, sappia porre il visitatore al centro, consentendogli di assumere un ruolo attivo, o addirittura, rendendolo coprotagonista dell’offerta museale, rimarca l’amministratore unico di 4Culture: ecco la necessità di pensare qualcosa di nuovo per puntare in alto, perché «abbiamo tutti gli strumenti e le carte in regola per competere con le altre realtà museali e culturali italiane». «L’obiettivo – ha spiegato Sirelli – è quello di far dialogare il mio robot con una collezione molto vasta di reperti perché sono dell’idea che mettendo insieme e mescolando più cose anche diverse in realtà di crea sempre qualcosa di bello, di diverso e di inedito. Mi sono però lasciato influenzare dal mio naturale approccio, mischiare insieme cose che dialogano e qualcosa poi viene fuori. E così è stato. Alcuni di questi pezzi sono stati recuperati in campagna, in mezzo a cumuli di rifiuti, e poi bonificati e messi insieme: il robot “Italo” – ha detto ancora – è stato creato assemblando materiale di scarto di vario tipo, tra cui i pezzi di una bicicletta, pezzi di legno, bulloni e suole e plantari “dismessi” da un calzolaio». «Massimo è un’eccellenza tutta catanzarese e ne siamo orgogliosi, anche perché le sue opere affascinano e incuriosiscono sia i bambini sia gli adulti – ha affermato Cardamone – E’ l’effetto che ho avuto io nello scoprire questo artista che sta riscontrando un grande successo, e inorgoglisce anche noi perché porta alto il nome di Catanzaro e della Calabria a livelli nazionali. Massimo è la dimostrazione che si può fare: con il talento e l’impegno si possono raggiungere tanti traguardi”. Il vice sindaco parla di risultati importanti nel settore della Cultura che “si dimostra uno dei motori pulsanti della città e non solo nel centro storico», e anticipa che non solo è già pronto il cartellone della stagione estiva, ma che siamo in dirittura d’arrivo anche per l’appuntamento con la stagione natalizia. «In genere non si è profeti in patria, ma questo non vale per i tanti nostri giovani che ottengono riconoscimento in tutt’Italia ma lo ottengono prima nella nostra città – ha aggiunto Polimeni -. Questo è avvenuto anche per Massimo Sirelli: ha caratterizzato quella bellissima esperienza di Altrove Festival. Ricordiamo tutti la sua colorazione sui cubi di cemento al porto che ha avuto un effetto choc facendo rimbalzare l’immagine di Catanzaro in tutt’Italia. Quella di oggi è un’altra tappa di questo percorso di valorizzazione di talenti e artisti locali, ed è la dimostrazione che, con il sostegno delle istituzioni che ci credono, tanti giovani possono avere un grande e meritato spazio». Quello che sicuramente caratterizza, distingue e quindi premia Sirelli, secondo la vice presidente del consiglio Roberta Gallo è «la sua sensibilità. Questo fa la differenza: gli permette di vedere situazioni e problematiche da un punto di vista diverso che poi proietta all’esterno, a chi ammira le sue opere». Catanzaro, insomma, «è pronta ad un cambiamento che sta già avvenendo, e ci renderà il centro culturale propulsivo di questa regione».

Maria Rita Galati
redazione@corrierecal.it







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