Catanzaro, l’amministrazione Abramo accelera su Giovino

Pubblicato sul sito del Comune il concorso internazionale di idee per lo sviluppo dell’area più pregiata del capoluogo, ma per l’opposizione è uno sprint “sospetto” nella tempistica, nella procedura e nella finalità

CATANZARO Giù la maschera, bando agli indugi e avanti tutta… Con un’improvvisa accelerazione l’amministrazione comunale di Catanzaro guidata dal sindaco Abramo lancia il concorso internazionale di idee per lo sviluppo del comparto di Giovino, “polmone” ambientale e turistico a pochi metri dal mar Jonio. Tutto pubblicato sul sito ufficiale del Comune, un “pacchetto” di documenti che piomba nel pieno dei veleni politici che su Giovino e sul futuro dell’area probabilmente più strategica del capoluogo si sono di nuovo riversati, tra accuse esplicite di volontà di cementificazione in favore del “partito del mattone” che l’opposizione sta muovendo all’indirizzo di Abramo e della sua maggioranza e le repliche stizzite del sindaco e della sua coalizione.
Quel che è certo, almeno oggi, è che su una pratica da alcune settimane molto controversa e contestata ma ancora sconosciuta nei dettagli l’amministrazione Abramo intende adesso andare fino in fondo e anche nel più breve tempo possibile, lasciandosi alle spalle le rassicurazioni di un coinvolgimento dell’opposizione fornite una decina di giorni fa in una conferenza dei capigruppo. In quella sede Abramo aveva illustrato il progetto che ha in mente su Giovino, una tripartizione del comparto fondata su un concorso internazionale di idee per un programma complessivo di sviluppo ma anche dalla previsione di una destinazione alberghiera e commerciale di parte del sito, rimarcando a più riprese l’inesistenza di disegni lottizzatori, speculativi e cementificatori sull’area. Rassicurazioni che, per la verità, non sembrano essere andate a buon fine, se è vero che nell’ultimo Consiglio comunale dall’opposizione è partito un attacco ad alzo zero a cui il sindaco ha replicato stizzito definendo «intollerabile l’accusa di essere un palazzinaro» e minacciando di «non chiamare più la minoranza» a confrontarsi sul tema.
Forse in questa linea va inquadrato lo sprint impresso alla pratica Giovino con la pubblicazione della documentazione, tra cui il bando per il concorso internazionale di idee per la parte turistica e la proposta di variante urbanistica della giunta.
Nel bando si spiega che «il processo di realizzazione delle strutture ricettive deve indirizzare le proposte verso l’uso consapevole del suolo all’interno di uno scenario sostenibile nei vari aspetti. I progetti dovranno essere portatori di qualità urbanistico-edilizie nel senso più ampio del termine, considerando soluzioni di elevata sensibilità ambientale prendendo atto dei vincoli estesi e puntuali che possono condizionare le scelte; il progetto dovrà prevedere un sistema in grado di mettere in relazione le realtà locali e di coinvolgere l’intera filiera e le imprese interessate, artigiane, agricole e di servizi (ristorazione, trasporti, cultura)».
Al di là delle parole usate, tuttavia, nell’opposizione è già scattato l’allarme, perché non ci si aspettava dal sindaco e dalla sua amministrazione questa brusca virata, ritenuta dalla minoranza sospetta anche per la procedura usata: la pubblicazione di un bando prima di un passaggio del trema Giovino in Giunta e in Consiglio. È abbastanza prevedibile che giovedì, nella prossima seduta consiliare, Giovino torni di nuovo a occupare la scena e a surriscaldare il clima, facendo tornare le lancette indietro di 12 anni, nel 2007, quando su alcune lottizzazioni ricadenti proprio a Giovino e ritenute particolarmente “impattanti” sul piano ambientale si disputò una durissima battaglia, alla fine vinta dall’allora amministrazione comunale di centrosinistra guidata dal sindaco Rosario Olivo, che stoppò quelle pratiche “sospette”. Secondo l’opposizione, adesso l’amministrazione Abramo vorrebbe vanificare quel risultato facendo rientrare dalla “finestra” della tripartizione il rischio di una colata di cemento che era uscito dalla porta: tesi che Abramo e la sua maggioranza hanno già bollato come fantasie belle e buone. Il dato certo è che è di nuovo scontro su Giovino, la “madre” di tutte le pratiche di Catanzaro.

Antonio Cantisani
redazione@corrierecal.it







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